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Disinfestazione vespe tetto condominiale

10 Settembre 2021 | Autore:
Disinfestazione vespe tetto condominiale

Chi chiamare se si trova un nido vicino alla propria unità immobiliare? E chi paga le spese per la rimozione dei favi?

Stai lavorando nello studio della tua casa, vicino alla finestra, ed avverti un fastidioso ronzio. Ti giri e vedi che dall’altra parte del vetro svolazza una vespa. Pensi che tra qualche secondo se ne andrà da un’altra parte. Dopo un paio di minuti, noti che le vespe che vanno e vengono da una parte all’altra del balcone sono diventate tre. Ti viene il dubbio che, abitando all’ultimo piano dell’edificio, tu abbia sopra la tua testa un nido. E, in effetti, vedi che nei pressi del sottotetto c’è un animato viavai di insetti dal vitino stretto. Capisci che è necessaria una disinfestazione di vespe nel tetto condominiale.

È il caso di chiamare l’amministratore. Non perché in due sia più facile eliminare le vespe, anzi: meglio non azzardarsi a fare una cosa del genere, che va lasciata alle ditte specializzate. Sarà necessario, appunto, contattare chi sa fare quel lavoro in sicurezza. Dopodiché, chi paga per la disinfestazione delle vespe nel tetto condominiale? Tocca a te, che ci abiti sotto oppure anche al resto dei vicini? Vediamo.

Vespe in condominio: come evitarle?

Accorgersi che le vespe stanno facendo un nido nel tetto condominiale non è sempre facile: cominciano a costruire il loro ambiente di dimensioni piccole e non si avverte la loro presenza. Quando ci si rende conto, il nido ha già dimensioni notevoli ed è in grado di ospitare migliaia di esemplari, rendendo estremamente pericolosa la rimozione. Va ricordato, infatti, che, a differenza delle api, le vespe sono in grado di pungere più volte per difendersi.

Per evitare di arrivare a situazioni come questa, è opportuno:

  • controllare con una certa frequenza i luoghi in cui le vespe possono costruire il nido: solari, tetti, sottotetti, telai delle porte, cassonetti delle tapparelle, cassette della posta (specialmente se si trovano all’esterno), ecc.;
  • verificare, nel caso in cui si notasse la presenza assidua di vespe vicino ad una fessura, che non sia iniziata la costruzione del nido;
  • sigillare, finché possibile, quelle fessure in modo da evitare che gli insetti vi possano penetrare e fare il loro nido;
  • evitare di lasciare in giro dei residui di frutta o di altri rifiuti che contengono zuccheri, così come carne o pesce: possano attirare l’attenzione delle vespe.

Disinfestazione vespe: chi chiamare?

Nel caso in cui venga trovato un nido di vespe nel tetto condominiale (o da qualche altra parte, come il sottoscala o in cantina), bisogna chiamare, come accennato, una ditta specializzata. Verrà fatto un sopralluogo per capire le dimensioni del nido ed il luogo in cui si trova, dopodiché interverrà con fumigazioni o trattamenti di tipo abbattente. Al momento opportuno, gli operatori provvederanno alla rimozione dei favi.

L’amministratore ha facoltà di far eseguire lavori di manutenzione straordinaria che hanno carattere d’urgenza, senza chiedere la preventiva autorizzazione dell’assemblea [1]. Se l’intervento dell’amministratore non è tempestivo, il singolo condomino che vede minacciata la sua proprietà dalle vespe può chiamare la ditta specializzata a sue spese e poi chiedere il rimborso dell’intervento fatto per la cosa comune in funzione dell’utilità di tutti [2].

I Vigili del fuoco vanno chiamati solo in situazioni eccezionali, ovvero quando:

  • non è possibile isolare la zona o il locale in cui c’è il nido delle vespe;
  • non c’è la possibilità di allontanare le persone che si trovano nei pressi del nido, ad esempio perché non autosufficienti da un punto di vista motorio;
  • il nido sia di dimensioni notevoli ed ospiti un gran numero di vespe;
  • la ditta specializzata che è stata contattata non riesce a raggiungere il punto in cui si trova il nido;
  • si rende necessario l’uso di attrezzature o di strumenti in dotazione soltanto ai pompieri.

Disinfestazione vespe in condominio: chi paga?

L’intervento per la rimozione del nido di vespe o di calabroni non è un’operazione gratuita: a seconda delle dimensioni e del lavoro più o meno complicato da fare, la spesa può oscillare tra 150 e 200 euro. Ma chi paga la disinfestazione delle vespe nel tetto condominiale? Spetta al vicino dell’ultimo piano o il costo va distribuito tra tutti quanti?

È importate, prima di tutto, capire come vengono ripartite le spese del condominio. Di norma, i costi relativi alla conservazione e al godimento delle parti comuni dell’edificio, per la prestazione dei servizi nell’interesse comune e per le innovazioni deliberate dalla maggioranza devono essere pagate dai condòmini in misura proporzionale al valore della proprietà di ciascuno, a meno che il regolamento abbia stabilito una regola diversa. Viceversa, gli interventi sulle singole proprietà all’interno del condominio sono a carico dei rispettivi titolari.

Poiché il tetto condominiale si ritiene una parte comune dell’edificio, e sempre a meno che il regolamento dica il contrario, le spese per la disinfestazione delle vespe vanno suddivise tra i condòmini in proporzione al valore della loro proprietà.

Nel caso in cui il tetto condominiale serva soltanto una parte dell’edificio o parti dello stabile in misura differente, i costi della disinfestazione saranno a carico dei proprietari delle unità immobiliari coperte dal tetto in cui si trova il nido delle vespe, sempre in base al criterio di ripartizione delle spese condominiali e dell’utilità del bene.



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