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Contraffazione: cosa dice la legge?

10 Settembre 2021 | Autore:
Contraffazione: cosa dice la legge?

Quando si ritiene falso un prodotto? Cosa rischia chi lo produce, chi lo vende e chi lo compra? Cosa sono ricettazione, incauto acquisto e falso grossolano?

Ti piace ostentare un prodotto di un marchio prestigioso spendendo poco? Probabilmente, allora, sei una di quelle persone che si rivolgono al cosiddetto «mercato del tarocco», cioè che acquistano una borsa, un paio di jeans, degli occhiali o un orologio «taroccati», pur sapendo che si tratta di un falso. Che cosa si rischia in questo caso? Come vedremo più avanti, dipende dell’uso che se ne fa. Guai più grossi, invece, per chi quegli oggetti li produce imitando l’originale senza troppi complimenti ed utilizzando per la fabbricazione dei materiali più scadenti: in questo caso, scatta il reato di contraffazione. Cosa dice la legge?

Dice che la proprietà intellettuale va tutelata. Pertanto, non è consentito falsificare un prodotto ma nemmeno il suo marchio. Non è possibile, ad esempio, fabbricare un orologio qualsiasi e mettersi su o il marchio Rolex originale o uno talmente simile (magari cambiando leggermente l’aspetto grafico) da indurre in errore il consumatore. Come non è nemmeno possibile acquistare qualche decina di questi orologi a basso prezzo per poi piazzarli nel mercatino della domenica. Vediamo cosa dice la legge sulla contraffazione e cosa si rischia da produttore, da venditore e da acquirente di un prodotto contraffatto.

Contraffazione: che cos’è?

La contraffazione è un reato che consiste nell’imitare un prodotto attraverso la replica non autorizzata dell’oggetto originale. Ovviamente, lo scopo è quello di trarre un vantaggio economico mettendo il prodotto in commercio ad un prezzo inferiore rispetto a quello originale e garantendosi, comunque, un guadagno, visto che è fabbricato con materiali più scadenti.

Qualsiasi cosa può essere oggetto di contraffazione, dai soldi ai documenti, dai capi di abbigliamento agli accessori come le borse, le cinture, gli occhiali e gli orologi, dal software al giocattolo, ecc.

Contraffazione: quando è reato?

Secondo il Codice penale, commette il reato di contraffazione «chiunque, potendo conoscere dell’esistenza del titolo di proprietà industriale, contraffà o altera marchi o segni distintivi, nazionali o esteri, di prodotti industriali, ovvero chiunque, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali marchi o segni contraffatti o alterati» [1]. La pena prevista è la reclusione da sei mesi a tre anni e la multa da 2.500 a 25.000 euro.

Non solo: rischia la reclusione da uno a quattro anni e la multa da 3.500 a 35.000 euro «chiunque contraffà o altera brevetti, disegni o modelli industriali, nazionali o esteri, ovvero, senza essere concorso nella contraffazione o alterazione, fa uso di tali brevetti, disegni o modelli contraffatti o alterati».

Non solo la borsa o l’orologio, dunque, ma anche il brevetto può essere oggetto di contraffazione: succede quando qualcuno che non ha la dovuta autorizzazione produce, commercializza, importa o esporta prodotti o processi rispetto ai quali era stato in precedenza accordato un titolo brevettuale ad altro soggetto, ovvero al legittimo proprietario. Chi fa una cosa del genere commette due illeciti in uno: la contraffazione del brevetto, infatti, va ad intaccare il diritto di esclusiva e il diritto di concorrenza leale.

Sta al proprietario del brevetto, o meglio del diritto di esclusiva, controllare che qualcuno non si stia lucrando alle sue spalle con una sua invenzione. Nel caso in cui se ne accorgesse, potrebbe agire davanti al giudice civile o penale per tutelarsi.

Contraffazione: cosa rischia il consumatore?

Fin qui abbiamo visto cosa dice la legge sulla contraffazione e cosa rischia chi produce o commercializza un prodotto contraffatto. Ma che cosa può succedere a chi lo acquista? Può finire in galera o essere multato per aver comprato una falsa borsa di Louis Vuitton o un Rolex «taroccato»? Vediamo.

La ricettazione

Per quanto riguarda il consumatore, si aprono tre scenari. Il primo, quello del reato di ricettazione. Scatta quando qualcuno, «per procurare a sé o ad altri un profitto, acquista, riceve od occulta denaro o cose provenienti da un delitto, o comunque si intromette nel farle acquistare, ricevere od occultare». La pena prevista è la reclusione da due ad otto anni [2]. Poiché gli occhiali falsi provengono dal reato di contraffazione commesso da chi li ha prodotti e da chi li vende, il rischio della ricettazione è piuttosto concreto.

Scatta la ricettazione anche quando il prodotto viene acquistato per essere regalato, poiché – secondo la Cassazione – non conta il fatto che l’ulteriore distribuzione avvenga a titolo oneroso o gratuito. Rischia, quindi, chi regala al figlio una polo di Ralph Lauren contraffatta. Qualora l’acquisto sia effettuato da un operatore commerciale o importatore o da qualunque altro soggetto diverso dall’acquirente finale, la sanzione amministrativa pecuniaria è stabilita da un minimo di 20.000 euro fino ad un milione di euro.

L’incauto acquisto

Il secondo scenario possibile per il consumatore è quello del reato di incauto acquisto. In questo caso, viene accusato chi, senza avere prima accertato «la legittima provenienza, acquista o riceve a qualsiasi titolo cose, che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l’entità del prezzo, si abbia motivo di sospettare che provengano da reato». La sanzione è l’arresto fino a sei mesi [4]. Insomma, in questo caso, non si ha la certezza che il prodotto sia «taroccato», ma tra il materiale e il prezzo qualche sospetto viene. Ma lo si acquista lo stesso.

Infine, quello che può succedere al consumatore che compra un prodotto contraffatto è che non gli succeda niente. Ma solo da un punto di vista penale. Se l’autorità accerta che si tratta di un acquisto per uso personale e non per mettere in commercio un prodotto falso e trarne il conseguente guadagno, il consumatore se la caverà con una sanzione amministrativa. La legge, infatti, punisce chi si trova nel circolo produttivo e distributivo dell’oggetto contraffatto, non chi si compra il finto Rolex per indossarlo e fare una bella figura (lui crede) in giro.

Il falso grossolano

Il consumatore non viene punito penalmente nemmeno se si verifica un’altra circostanza: che acquisti un prodotto imitato talmente male da non lasciare alcun dubbio sul fatto che sia falso. O meglio, come dice la legge, che si tratti di un «falso grossolano». Si pensi al Rolex trovato su una bancarella al prezzo di 35 euro.

Il falso grossolano è, comunque, reato. Ma fa venire meno l’ipotesi della contraffazione, poiché nessuno penserebbe a prima vista e con un minimo di buon senso che quello che sta comprando sia un prodotto originale. Tuttavia, è necessario precisare che su questo aspetto la Cassazione si è pronunciata in maniera contrastante, tra sentenze che escludono la punibilità [4] e quelle che, invece, la confermano [5].


note

[1] Art. 473 cod. pen.

[2] Art. 648 cod. pen.

[3] Art. 712 cod. pen.

[4] Cass. sent. n. 5215/2014.

[5] Cass. sent. n. 2558/2015.


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4 Commenti

  1. La gente vuole acquistare prodotti di marca e pagarli poco. Quindi, non potendosi permettere oggetti di lusso ricorre all’acquisto di merce contraffatta o di merce che viene svenduta da gente poco raccomandabile. Ma non sempre il cittadino sa che così facendo contribuisce all’espansione del fenomeno illegale

  2. Conosco donne che con tutti i soldi spesi in borsette contraffatte alle fiere ed ai mercati avrebbero potuto permettersi una borsa buona ed originale. Ma c’è questa mania del consumismo, dell’avere mille cose e sfoggiare l’ultima creazione della casa di moda… sì, quelle vendute per strada, sulle bancarelle e nei negozi di bassa qualità

  3. IL fast fashion sta uccidendo le grandi firme. Noi vediamo sulle passerelle un sacco di oggetti e vestiti costosi. Ma chi può permetterseli? Gente con i soldi. E figuratevi se con questa crisi la gente va a spendere migliaia di euro per una borsetta o per un vestito. E quindi la popolazione è costretta ad acquistare merce prodotta anche con materiale scadenze che può far venire allergie e altre infezioni piuttosto che potersi permettere un capo buono italiano

  4. Non diciamo idiozie. La gente che vuole ostentare un oggetto, come un cellulare ad esempio, è disposta a farsi i debiti pur di avere quell’oggetto. Quindi, piuttosto che acquistare mille cose contraffatte e far incrementare il mercato della contraffazione meglio che si mettano i soldi da parte e si faccia un acquisto sensato. Questo ho insegnato sempre alle mie figlie. E basta aspettare i saldi così puoi avere quel che desideri anche ad un prezzo inferiore. Mica uno ha l’esigenza vitale di un oggetto, quindi si aspetta e si compra bene con i saldi

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