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Le Guide Modello 730: per quanto tempo bisogna conservare i documenti

Le Guide Pubblicato il 21 aprile 2014

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Ecco chi è tenuto a presentare il modello 730 per il 2014 e per quanto tempo sussiste l’obbligo di conservare la documentazione.

Il 31 maggio 2014 scade il termine per la presentazione del cosiddetto modello 730 del 2014.

È necessario, quindi, verificare, innanzitutto, chi sia obbligato a tale obbligo fiscale e, dopo, per quanto tempo sia tenuto a conservare la documentazione.

Soggetti

Deve presentare il 730 il contribuente che abbia conseguito redditi nel 2013 e non rientri nei casi di esonero.

La dichiarazione va presentata se le addizionali Irpef non sono state “trattenute alla fonte” o sono state trattenute in misura inferiore a quelle dovute.

La dichiarazione si presenta anche se sono stati percepiti solo redditi da locazione di fabbricati per i quali si è scelta la cedolare secca.

È esonerato, invece, chi possiede redditi di lavoro dipendente o di pensione corrisposti da un unico sostituto d’imposta (unico datore di lavoro, unico ente previdenziale) obbligato ad effettuare le ritenute d’acconto o corrisposti da più sostituti d’imposta, a condizione che sia stato effettuato il conguaglio dall’ultimo sostituto.

Sono inoltre esonerati dalla dichiarazione:

– i titolari di reddito di lavoro dipendente e assimilati con altri redditi, di ammontare non superiore a 8mila euro,

– i titolari di reddito di pensione con altri redditi, di ammontare non superiore a 7.500 euro, senza però considerare in questi importi il reddito dell’abitazione principale e relative pertinenze. Per i pensionati di età pari o superiore a 75 anni, il limite di reddito per essere esonerato dalla dichiarazione dei redditi è fissato in 7.750 euro.

Conservare tutto per cinque anni

Il contribuente che presenta il modello 730, di norma, deve conservare la documentazione per cinque anni (quindi per il 730 del 2014 l’obbligo rimane fino al 31 dicembre 2018), da esibire su richiesta dell’ufficio.

Le spese di ristrutturazione della casa che hanno dato diritto alla detrazione fiscale nella dichiarazione dei redditi, si devono conservare fino alla fine del quinto anno successivo a quello per il quale è stata detratta l’ultima quota della detrazione Irpef del 36, 41 o del 50 per cento.

Le stesse regole valgono per le spese relative al risparmio energetico che danno diritto alla detrazione del 55 o del 65 per cento. Ad esempio, il contribuente che, avendo sostenuto spese nel 2004, indica l’ultima quota della detrazione del 36%, nel modello 730/2014, per i redditi del 2013, deve conservare la relativa documentazione fino al 31 dicembre 2018. In pratica, per 15 anni deve conservare la documentazione delle spese sostenute nel 2004.

Gli altri documenti del 2013 da conservare fino al 31 dicembre 2018 sono i seguenti:

– certificazioni delle ritenute e redditi 2013, quali, ad esempio, i modelli Cud 2013 o Cud 2014;

– scontrini “parlanti” per i farmaci acquistati, ricevute, fatture per spese mediche;

– altre spese che danno diritto ad oneri deducibili od oneri detraibili;

– attestati di versamento d’imposta, modello F24;

– copia della polizza attestante i requisiti chiesti per i premi di assicurazione sulla vita;

– contratto di mutuo e contratto di compravendita per l’acquisto dell’immobile adibito ad abitazione principale, per la detrazione degli interessi passivi;

– contratto di mutuo per la costruzione e la ristrutturazione dell’immobile adibito ad abitazione principale, per la detrazione degli interessi passivi.

note

Autore immagine: 123rf.com


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