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Prelievo per guida in stato di ebbrezza: serve l’avvocato? 

5 Giugno 2021 | Autore:
Prelievo per guida in stato di ebbrezza: serve l’avvocato? 

La polizia deve avvisare il conducente della facoltà di farsi assistere dal difensore per l’esame del sangue ai fini dell’accertamento del tasso alcolemico? 

Se vieni fermato dalla polizia per sospetta guida in stato di ubriachezza ed hai anche provocato un incidente stradale, potresti essere accompagnato all’ospedale per essere sottoposto a prelievo ematico, al fine di accertare, attraverso le analisi, il valore esatto del tasso alcolemico nel sangue. Ma per compiere il prelievo per guida in stato di ebbrezza serve l’avvocato? 

Si tratta di capire se è necessario fornire al conducente il preventivo avviso che può farsi assistere da un difensore di fiducia per il compimento di questo atto oppure no. L’importanza di questo avvertimento è notevole perché si tratta di indagini finalizzate ad accertare un reato, la cui prova potrà essere fornita proprio dalle analisi del sangue. 

Recentemente, la Corte di Cassazione si sta orientando nel senso di ritenere indispensabile avvisare l’indagato di questa facoltà, che è posta a garanzia del suo diritto di difesa. Perciò ai fini del prelievo per guida in stato di ebbrezza serve l’avvocato. Questo non vuol dire che egli debba necessariamente presenziare all’atto, ma deve essere posto in condizione di farlo. Il conducente deve essere informato dalla polizia, prima di essere sottoposto al prelievo e all’esame ematico, che, se desidera, potrà farsi assistere in questa fase da un difensore di sua fiducia. Senza questo avviso, l’esito dell’accertamento non potrà essere utilizzato nel processo penale.

Prelievo ematico per guida in stato di ebbrezza

A norma del Codice della strada [1], il conducente può essere sottoposto a prelievo ematico per guida in stato di ebbrezza in tre casi:

  1. quando gli accertamenti con l’alcoltest hanno dato esito positivo;
  2. in caso di incidente stradale;
  3. qualora gli agenti operanti ritengano che il conducente si trovi in stato di alterazione psico-fisica derivante da assunzione di alcool.

In presenza di una di queste circostanze, gli agenti di Polizia richiedono l’accertamento del tasso alcolemico nel sangue del conducente, da compiersi presso le strutture sanitarie di base o altre accreditate ed equiparate. Compiuto l’esame, i sanitari rilasciano alla Polizia la certificazione dei risultati delle analisi compiute, dalle quali emergerà l’effettivo valore del tasso alcolemico riscontrato nel sangue prelevato al guidatore del veicolo.

Prelievo ematico: serve l’avviso al difensore?

Il conducente deve essere preventivamente avvisato della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia durante l’esame ematico, altrimenti l’accertamento del tasso alcolemico sarà inutilizzabile nel processo penale.

Ti ricordiamo che al di sopra del valore di 0,8 grammi per litro la guida in stato di ebbrezza costituisce reato, perciò per l’accertamento delle condizioni si applicano le norme del Codice di procedura penale per l’acquisizione delle prove. Tra queste ve ne è una in particolare [2] che prevede l’obbligatorio avvertimento alla persona sottoposta alle indagini, a cura dell’organo di polizia giudiziaria che procede, che ha la facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, il quale potrà essere avvisato e presenziare al compimento dell’atto.

Il prelievo ematico senza l’avvocato è nullo?

La Corte di Cassazione, nella più recente pronuncia intervenuta sul tema [3], ha affermato che la violazione dell’obbligo di avvisare il conducente della facoltà di farsi assistere dal difensore di fiducia configura una «nullità di ordine generale» ma a regime intermedio, cioè deducibile non nell’intero arco del processo ma soltanto entro e non oltre la deliberazione della sentenza di primo grado [4]; dunque, anche dopo che il pubblico ministero ha operato il rinvio a giudizio per il reato di guida in stato di ebbrezza. Perciò, se l’imputato solleva l’eccezione entro tale termine, la prova dell’esame ematico non potrà essere utilizzata per fondare una sentenza di condanna.

La posizione della Suprema Corte su questo tema è consolidata e già in passato gli Ermellini avevano affermato [5] che «sussiste l’obbligo di previo avviso al conducente coinvolto in un incidente stradale della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia in relazione al prelievo ematico presso una struttura sanitaria ai fini dell’accertamento del tasso alcolemico».

Per ulteriori informazioni leggi anche gli articoli “Guida in stato di ebbrezza: prelievo del sangue senza avvocato” e “Alcoltest: serve l’avvocato?“.


note

[1] Art. 186, co. 4 e co. 5, D.Lgs. n. 285/1992.

[2] Art. 114 disp. att. Cod. proc. pen.

[3] Cass. sent. n. 21522 del 03.06.2021.

[4] Art. 180 e art. 182 Cod. proc. pen.

[5] Cass. sent. n. 32191/2020 e n. 49371/2018.


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