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Pensioni 2021: i dati per categoria e gestione di appartenenza

4 Giugno 2021 | Autore:
Pensioni 2021: i dati per categoria e gestione di appartenenza

Il rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica. I numeri che riguardano la previdenza.

Le Sezioni riunite in sede di controllo della Corte dei Conti hanno reso pubblico il Rapporto 2021 sul coordinamento della finanza pubblica. Il documento riprende i principali temi di finanza pubblica, con un’attenzione ai settori più coinvolti dalla crisi emergenziale e dalle misure adottate dal Governo per farvi fronte, approfondendo gli aspetti relativi:

  • agli andamenti e prospettive dell’economia e della finanza pubblica, con particolare attenzione per la dinamica del debito;
  • alla politica fiscale con il dibattito sulla riforma dell’Irpef, su possibili revisioni della tassazione indiretta, riscossione e misure per incentivare l’utilizzo degli strumenti elettronici di pagamento, alla spesa e alle politiche sociali, sui risultati delle misure a sostegno delle imprese e delle scelte di investimento delle amministrazioni territoriali, anche in chiave “green”, come previsto dal Pnrr (Piano nazionale di ripresa e resilienza).

Se i cittadini leggessero e si informassero, le cose potrebbero andare meglio. Per facilitare il compito, riporto qui di seguito i numeri che riguardano la previdenza.

Le pensioni previdenziali vigenti all’1.1.2021: un quadro sinottico ragionato

Nella presente Appendice sono esposti i dati relativi al complesso delle pensioni previdenziali vigenti all’1.1.2021, distinte per categoria di pensione e gestione di appartenenza.

Il complesso delle pensioni di natura previdenziale vigenti all’1.1.2021 è di circa 16,8 milioni. Di queste, 13,8  milioni (82 per cento) sono a beneficio dei lavoratori del settore privato e 3,0 milioni (18 per cento) dei dipendenti pubblici (Tavola A1.1).

Le categorie di pensione vigenti comprendono le pensioni anticipate e di anzianità, quelle di vecchiaia e i  prepensionamenti, le pensioni di invalidità previdenziale e le pensioni ai superstiti (Grafico A1.1).  Si nota immediatamente che le pensioni di anzianità/anticipate rappresentano l’aggregato di maggior peso  (38 per cento); le pensioni di vecchiaia/prepensionamenti acquisiscono il 30 per cento del totale mentre le  pensioni ai superstiti mostrano una incidenza sul totale del 26 per cento; il 6 per cento residuale è assorbito  dalle pensioni di invalidità previdenziale.

Nell’ambito delle pensioni vigenti pagate ai dipendenti pubblici, il 59 per cento è erogato dalla C.T.P.S. – Cassa trattamenti pensionistici dei dipendenti dello Stato mentre il 38 per cento dalla C.P.D.E.L. – Cassa  Pensioni Dipendenti Enti Locali (Tavola A1.2). Nel settore privato, il 57 per cento del totale è pagato ai  pensionati iscritti al Fondo pensioni lavoratori dipendenti (FPLD), il 33 per cento alle gestioni dei lavoratori autonomi (Artigiani, Commercianti, Coltivatori diretti, coloni e mezzadri) e circa il 4 per cento ai  parasubordinati.

Tale visione aggregata nasconde alcune particolarità, che si riassumono di seguito e si desumono facilmente dalla lettura delle Tavole da A1.1 a A1.3 riferite al numero delle pensioni vigenti e relativi indicatori, in combinazione con le Tavole da A1.4 a A1.6 che riportano l’importo medio delle pensioni percepite, e relativi indicatori:

  • alla predominanza della categoria di pensionati di anzianità contribuisce la forte partecipazione dei  dipendenti pubblici al totale;
  • le pensioni vigenti pagate ai dipendenti pubblici sono, infatti, per il 58 per cento assorbite dalla  categoria anzianità, mentre per i dipendenti privati tale canale di pensionamento è perfettamente  equilibrato con quello di vecchiaia (33 per cento per ciascuna categoria);
  • nel settore privato, in relazione alle pensioni di anzianità, si rileva peraltro una maggiore incidenza  nella Gestione degli artigiani, per i quali oltre il 42 per cento delle pensioni vigenti proviene da un  pensionamento anticipato. Decisamente sopra la media sono le pensioni di anzianità vigenti per gli  istituti della totalizzazione e del cumulo, rispettivamente 49 e 58 per cento del rispettivo totale;
  • si segnala, da un confronto con le omologhe Tavole pubblicate nel RCFP 2019, che le pensioni vigenti,  per la categoria anzianità, nel caso dell’istituto del cumulo presentano una forte variazione interna: erano il 43 per cento all’1.1.2019 (ora 57 per cento). Tale variazione è presumibilmente associata alla  estensione normativa apportata con la LB 2017 in combinazione con l’introduzione del canale di  pensionamento Quota 100, che ha presentato una forte adesione da parte degli optanti al predetto istituto;
  • la quota di pensionamento per vecchiaia dei dipendenti pubblici è minima: 14 per cento del totale,  inferiore alle pensioni ai superstiti che valgono il 21 per cento del totale; nel settore privato tale ultima  percentuale rileva maggiormente, nella misura del 26 per cento;
  • ne discende che la discriminante principale fra settore pubblico e privato è l’età di accesso all’impiego,  ovvero di effettivo inizio del versamento dei contributi. Tale aspetto determinerà anche il divario delle  pensioni mediamente percepite che si registra fra pubblico e privato, come evidenziato nella successiva  analisi sull’importo medio.

Importo medio 

L’importo medio delle pensioni vigenti è complessivamente pari a 1.218 euro (Tavola A1.4), con elevate  differenziazioni fra pensionati del settore pubblico e pensionati del settore privato e, all’interno di tali  aggregati, altrettanto forti disomogeneità si presentano in base alla categoria di pensione percepita. Tali differenze sono facilmente riscontrabili dalla lettura delle Tavole da A1.4 a A1.6, che suggerisce quanto segue.

Le pensioni di vecchiaia pagate agli ex dipendenti pubblici presentano un importo medio superiore a  quelle di anzianità, rispettivamente 2.280 euro e 2.165 euro. Tale caratteristica – attribuibile alla C.T.P.S.  per la sua numerosità – si riscontra anche nella Casse “minori”: C.P.U.G. e C.P.S.. Le categorie vecchiaia e  anzianità presentano comunque importi ampiamente confrontabili in tutte le Casse.

Il pensionato pubblico, dunque, vanta in ogni caso una elevata anzianità contributiva/retributiva, tale da  consentirgli un trattamento di vecchiaia particolarmente elevato.

La completa confrontabilità di importo medio per pensioni di anzianità e vecchiaia pagate ai pensionati del settore pubblico si coordina perfettamente all’elevato importo registrato per le pensioni di inabilità e, a  maggior ragione, per quelle ai superstiti.

Nel settore privato, si osserva una situazione eterogenea.

Con riferimento alla Gestione di appartenenza, infatti, le categorie numericamente più rilevanti (FPLD e le  gestioni dei lavoratori autonomi) mostrano un rapporto fra pensione di vecchiaia e pensione anticipata che  oscilla fra il 40 per cento dell’FPLD al 60 per cento dei pensionati della gestione CDM (Coltivatori diretti,  coloni, mezzadri). Correlato al tardivo inizio del versamento della contribuzione ed al parametro applicato.

La pensione di anzianità nella gestione numericamente più rilevante, l’FPLD, si mantiene al di sotto  senz’altro di quella mediamente percepita da un dipendente pubblico (1.883 euro e 2.165 euro), in virtù di  più bassi livelli retributivi anche se non va esclusa la possibilità di un ampio ricorso alle normative di  pensionamento in deroga succedutesi negli anni, di cui hanno maggiormente beneficiato i lavoratori del  settore privato.

I lavoratori autonomi (in pensione) percepiscono una pensione di anzianità decisamente al di sotto della  media della categoria nel settore privato, con valori che vanno dal 50 per cento per i CDM all’80 per cento  per artigiani e commercianti. In valore assoluto oscillano tra 942 e 1.455 euro.

Le gestioni che si raggruppano nei “Fondi sostitutivi” (ex FF.SS, Volo, Dazieri, IPOST, Spedizionieri  doganali, Spettacolo, Sport) e “Fondi integrativi” (settori Gas, Esattoriali, Minatori) presentano pensioni di  anzianità anche superiori a quelle dei pensionati pubblici. Anche nel settore privato esistono pertanto  settori con pensioni fortemente al di sopra della media.

Spiccano, anche, i valori presentati per le pensioni di anzianità in regime di totalizzazione e cumulo  (rispettivamente 2.068 e 2.498 euro).

Fonte: Diritto e Giustizia



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