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Dashcam in auto: sono legali

6 Giugno 2021
Dashcam in auto: sono legali

Dashcam sul parabrezza della macchina: cosa dice la legge. Regole sulla sicurezza e sulla prova in caso di incidenti. Le multe, la pubblicazione delle immagini e la privacy.  

Un nostro lettore ci chiede se le dashcam in auto sono legali. Si tratta di un tema piuttosto diffuso in questi ultimi mesi. È infatti scoppiata la mania delle telecamere montate sul vetro anteriore della macchina, in modo da riprendere la strada, i paesaggi ma, a volte, anche le imprudenze degli altri automobilisti. C’è chi, peraltro, vorrebbe utilizzare le riprese così effettuate come prova per un’eventuale azione risarcitoria nei confronti dell’assicurazione.  

La questione sulla legittimità delle dashcam può essere estesa anche a quelle montate sui caschi dei motociclisti o dei ciclisti: la normativa è infatti identica e coinvolge, da un lato, il tema della privacy e, dall’altro, quello della sicurezza stradale. Per stabilire dunque se le dashcam in auto sono legali è necessario conoscere tutte queste regole previste dalla nostra legge. Ce ne occuperemo qui di seguito. 

Montare una dashcam in auto è legale?

L’articolo 141 Codice della strada impone al conducente di avere il pieno controllo del veicolo durante la guida. Egli inoltre «deve essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie in condizione di sicurezza, specialmente l’arresto tempestivo del veicolo entro i limiti del suo campo di visibilità e dinanzi a qualsiasi ostacolo prevedibile».

Da tale norma si evince che il posizionamento della dashcam non deve limitare il «campo visivo del conducente» tanto da costituire un pericolo per la circolazione, per la propria e l’altrui sicurezza. Diversamente, in caso di controlli della polizia, si rischia una multa da 41 a 169 euro.

Non solo. La stessa assicurazione, a cui magari l’automobilista intende esibire il filmato del sinistro come prova fotografica della relativa dinamica, potrebbe, proprio per questo, rifiutarsi di pagare il risarcimento se dovesse risultare che la collocazione della dashcam ha costituito una concausa dell’incidente.

Da quanto sopra si evince che nessuna legge vieta la dashcam in auto ma resta pur sempre onere del conducente fare in modo che la stessa venga posizionata in modo corretto, tanto da non occludere la visuale della strada anche solo parzialmente.

Inutile dire che spetta alla polizia la verifica del rispetto di tale norma e, sul punto, gli agenti presentano un discreto margine di discrezionalità. È vero: in caso di multa, c’è sempre la possibilità di una contestazione dinanzi al giudice di pace, ma il giudizio avrebbe pur sempre un costo per il cittadino e non sempre risulterebbe conveniente attesa la modesta entità della sanzione economica. 

Dashcam e privacy: cosa dice la legge?

Il fatto che montare una dashcam in automobile sia legale, salvo quanto si è appena detto sul rispetto del Codice della strada, non significa però che i filmati possano essere poi liberamente pubblicati su Internet o condivisi in una chat o comunque diffusi. 

A riguardo, bisogna sempre osservare i limiti della privacy imposti dalla normativa europea. Sul punto, è bene sapere che:

  • è legale registrare ed archiviare su un supporto durevole le immagini che la dashcam riprende durante la circolazione, sia su strade urbane che extraurbane (autostrade, strade statali, ecc.);
  • il titolare della dashcam è responsabile della conservazione delle immagini. Egli deve avere cura che le stesse non finiscano in mani sbagliate. Pertanto, nel caso di archiviazione su un computer connesso alla Rete, sarà obbligo del titolare evitare accessi abusivi al sistema informatico;
  • è illegale pubblicare o condividere nelle chat le immagini filmate dalla dashcam se, dalle stesse, si possono chiaramente scorgere i volti delle persone o le targhe di auto e moto;
  • nel caso in cui si voglia pubblicare o condividere le immagini da cui si evincano volti o targhe, sarà necessario oscurare tali elementi con tecniche di video-editing (sgranatura, pixellaggio, ecc.).

In buona sostanza, se anche le dashcam sono legali è anche vero che le immagini possono essere usate solo per scopi personali a meno che le stesse siano prive di altrui dati sensibili e si riferiscano solo ai paesaggi o alla strada.

Dashcam e prova degli incidenti 

C’è un ultimo aspetto che bisogna trattare ed è quello dell’utilizzo del filmato della dashcam come prova di un sinistro stradale. È possibile utilizzare le registrazioni per fare causa all’assicurazione e ottenere il risarcimento? Che valore hanno i filmati in un processo?  

La legge regolamenta solo l’uso delle scatole nere che sono appositi dispositivi omologati e approvati dalle assicurazioni, montati a cura di tecnici specializzati da queste ultime individuati. 

I filmati delle dashcam sono invece genericamente disciplinati dall’articolo 2712 del Codice civile che li tratta come normali riproduzioni meccaniche, al pari delle fotografie, delle fotocopie, dei filmati di qualsiasi altra telecamera. Questi file hanno valore di prova solo nella misura in cui, in un’eventuale causa, non siano contestati dalla controparte processuale. In buona sostanza, se l’avversario non dovesse eccepire nulla sulla genuinità dei filmati essi varrebbero come prova documentale; diversamente, se quest’ultima dovesse suggerire al giudice elementi da cui desumere l’inattendibilità del filmato, esso non avrebbe più valore (si pensi al caso di dubbi sulla data dell’incidente o sull’angolo di ripresa se dalla stessa non è possibile vedere bene la dinamica dell’incidente) .

Dunque, l’assicurazione non è tenuta ad attenersi al filmato della dashcam e potrebbe anche contestarlo. Sarà poi il giudice a valutare lo stesso secondo il suo prudente apprezzamento.



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