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Un erede può occupare la casa escludendo gli altri?

19 Giugno 2021
Un erede può occupare la casa escludendo gli altri?

Siamo tre eredi. Nella casa ereditata da nostra madre si è insediato uno solo degli eredi. Che fare?

Innanzitutto, le confermo che il testamento olografo privo di sottoscrizione è nullo (articolo 606, 1° comma, del Codice civile); in mancanza di testamento si apre la successione legittima che, in assenza del coniuge del defunto, prevede che l’eredità sia divisa in parti uguali tra i figli (articolo 566 del Codice civile). Questo significa che, nel suo caso, l’eredità spetta a lei ed ai suoi due fratelli nella misura di un terzo ciascuno.

Ogni erede che abbia espressamente o tacitamente accettato l’eredità, ha diritto di goderne.

In una situazione del tutto simile rispetto a quella che lei ha descritto, la Corte di Cassazione (sentenza n. 2.423 del 9 febbraio 2015) ha stabilito che il coerede che occupa da solo l’immobile ereditato è tenuto a versare agli altri coeredi (che non godono dell’immobile) un’indennità di occupazione solo dal momento in cui i coeredi gli abbiano chiesto di poter godere dell’appartamento e lui gliel’abbia negato.

Questo vuol dire che se suo fratello continuerà ad occupare da solo l’immobile ereditato da vostra madre, lei e l’altro fratello potrete pretendere da lui il pagamento di un’indennità di occupazione (pari ai due terzi del canone di locazione applicato per immobili similari ubicati nella stessa zona urbana), ma potrete pretenderla solo dopo avergli chiesto formalmente di poter entrare nell’appartamento per poterne usufruire e lui vi abbia negato questo diritto (indennità di occupazione eventualmente conseguibile anche citando suo fratello in giudizio).

Chiaramente, se suo fratello cambiasse idea e vi consentisse di godere dell’appartamento (secondo le modalità sulle quali fosse trovato un accordo), la situazione sarà risolta.

In alternativa, sarebbero comunque sempre possibili anche le seguenti soluzioni:

  • un godimento a turno dell’immobile (ad esempio, quattro mesi per ciascun coerede);
  • l’affitto o la vendita dell’intero appartamento a terzi (dividendosi poi in parti uguali il canone o il prezzo);
  • la divisione amichevole dell’appartamento (dinanzi al notaio, previo progetto concordato di divisione dell’immobile in parti corrispondenti alle quote degli eredi oppure in parti non corrispondenti alle quote degli eredi con relativi conguagli in denaro);
  • la divisione giudiziale dell’immobile (avviando una causa dinanzi al giudice durante cui si verificherà se ed in che modo dividere tra gli eredi l’appartamento, anche con la possibilità della vendita all’asta dello stesso con distribuzione agli eredi del ricavato della vendita).

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avv. Angelo Forte



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