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Nulli gli atti giudiziari e del fisco notificati con le poste private

22 Aprile 2014


Nulli gli atti giudiziari e del fisco notificati con le poste private

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 Aprile 2014



Per la notifica di atti giudiziari, così come per le cartelle esattoriali, la fede privilegiata è riconosciuta solo alle attestazioni dell’ufficiale postale di Poste Italiane.

La giurisprudenza ha assunto una posizione che rischia di compromettere seriamente la validità di centinaia di migliaia di atti notificati dagli enti locali negli ultimi anni. Enti che, come molti cittadini e contribuenti si saranno accorti, sono soliti far ricorso alle poste private per notificare atti tributari, contravvenzioni o atti giudiziari.

Secondo, infatti, sempre più giudici, è inesistente la notifica eseguita a mezzo delle poste private.

Il principio, qualche mese fa scritto dalla Cassazione con riferimento solo alle cartelle esattoriali, (leggi l’articolo: “Equitalia non può notificare le cartelle con posta privata”) è ora stato esteso dalla Commissione Tributaria Provinciale di Benevento [1] con riferimento a qualsiasi atto giudiziario (sia in materia civile, che amministrativa o penale) o tributario.

Secondo i giudici campani, la notificazione di atti e di comunicazioni a carattere giudiziario o tributario [2], deve intendersi eseguita esclusivamente attraverso il servizio reso da “Poste Italiane” e non anche da parte di poste private.

La commissione provinciale ha così accolto il ricorso di un contribuente che si era visto notificare dal Comune di residenza – a mezzo di soggetto privato – due avvisi di accertamento Tarsu derivanti dall’infedele presentazione della denuncia.

Secondo la sentenza in commento, gli atti di accertamento, in quanto non notificati dal servizio pubblico (o comunque da società abilitata a svolgere un pubblico servizio), sono inesistenti (sanzione ancora più grave della “nullità”) poiché la legge impone che, per la notificazione o la spedizione di un atto, nell’ambito di una procedura amministrativa o giudiziaria, debba essere utilizzato il fornitore del servizio postale universale.

Non vale far rilevare che l’atto sia comunque pervenuto materialmente nella sfera di conoscenza del destinatario e che quest’ultimo proponga ricorso.

In effetti, come recentemente ha fatto notare la Cassazione, in materia di notificazioni eseguite in via diretta a mezzo del servizio postale, si può riconoscere fede privilegiata solo alle attestazioni dell’ufficiale postale, e non invece alle attività poste in essere dall’incaricato di un servizio postale privato.

note

[1] CTP Benevento, sent. n. 382/3/2014.

[2] Di cui alla legge 890/82.

Autore immagine: 123rf.com


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3 Commenti

  1. Per favore potreste indicare il preciso riferimento giurisprudenziale. .. data sezione numero sentenza ed A.G….. Grazie!

  2. In merito la legge è contraddittoria. Le multe possono essere consegnate solo dai messi comunali o dalla PS. Negli anni si sono investiti i postini di tale qualifica con corsi di dubbia efficacia. (Basta vederenei forum gli interventi dei Portalettere di Poste Italiane). La licenza rilasciata dal MISE alle Poste Private esclude che queste possano “consegnare le multe” (pena nullità) come descritto dall’articolo; tuttavia la finanziaria 2007 permette l’attività di notifica anche a soggetti privati.
    Siamo quindi all’arbitrio assoluto. Alcuni giudici si appellano al fatto che le multe possano essere notificate solo da Poste Italiane, altri invece fanno riferimento alla finanziaria 2007 (vd TAR Sicilia 2014).. Basta leggersi qualche sentenza per verificare che ogni posizione ritiene essere di maggioranza.

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