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Costo rito abbreviato

12 Settembre 2021 | Autore:
Costo rito abbreviato

Processo penale: quali sono tutti i costi che deve sostenere l’imputato? Quali sono le differenze tra spese legali e spese processuali?

La giustizia italiana ha un costo, non solo per i contribuenti ma anche per coloro che, loro malgrado, sono coinvolti in un procedimento. Questo vale per ogni tipo di processo, anche per quello penale. Ciò significa che l’imputato deve affrontare dei costi nel caso in cui sia accusato di aver commesso un reato. Questi esborsi sono riconducibili essenzialmente a due categorie: le spese processuali, che si devono pagare allo Stato in caso di condanna; la parcella dell’avvocato, salvo che ci siano le condizioni per poter accedere al gratuito patrocinio. A questi si aggiungono le spese legali sostenute dalla parte civile, oltre all’eventuale risarcimento che a questa sarà dovuto in caso di condanna. Con questo articolo ci soffermeremo sul costo del rito abbreviato.

Come suggerisce la denominazione stessa, il giudizio abbreviato è un procedimento speciale caratterizzato dalla particolare celerità con cui si svolge: il più delle volte, è sufficiente una sola udienza per definire l’intera procedura. Da tanto deriva che, in genere, l’abbreviato comporta degli oneri economici minori per l’imputato, proprio in ragione del fatto che la macchina della giustizia è impegnata per un brevissimo periodo di tempo. Ugualmente, l’onorario dell’avvocato dovrà essere rapportato all’attività concretamente svolta. Insomma: quanto costa il rito abbreviato? Proviamo ad effettuare un calcolo insieme.

Processo penale: quali sono i costi?

Prima di vedere qual è il costo del rito abbreviato è bene fare una breve panoramica di tutte le spese che l’imputato dovrà affrontare in un processo penale.

Come anticipato in apertura, i costi che un imputato deve mettere in conto sono:

  • le spese legali;
  • le spese processuali, in caso di condanna;
  • le spese legali sostenute dalla costituita parte civile, in caso di condanna.

Analizziamo separatamente queste tre voci di spesa.

Spese legali: cosa sono?

Le spese legali sono quelle che si devono pagare al proprio avvocato; in pratica, costituiscono la parcella del difensore.

Le spese legali possono essere pattuite tra il cliente e il suo avvocato: questo significa che non sono fisse, ma differiscono a seconda della complessità dell’incarico, delle pretese del difensore, delle esigenze del cliente, ecc..

In assenza di accordo tra cliente e avvocato, la legge stabilisce alcuni parametri forensi, cioè delle tariffe utili per calcolare, in base al lavoro svolto, l’onorario del legale.

Le spese legali non sono dovute se si posseggono i requisiti per accedere al gratuito patrocinio.

Spese processuali: cosa sono?

Mentre le spese legali rappresentano i costi che il cittadino deve sopportare per farsi assistere da un avvocato, le spese processuali (denominate anche spese di giudizio o spese di lite) sono quelle legate alla giustizia. In altre parole, le spese processuali rappresentano il costo della macchina giudiziaria.

Non bisogna dimenticare che ogni processo rappresenta una spesa per le casse dello Stato, spesa determinata dall’impiego di uomini, macchine, luoghi, mezzi, ecc.

Nel processo penale, le spese processuali sono anticipate dallo Stato, salvo recuperarle poi presso l’imputato che è stato condannato.

Le spese processuali non sono dovute se l’imputato non viene condannato al termine del processo.

Spese legali della parte civile: cosa sono?

Spesso, il procedimento penale non coinvolge solo l’imputato, ma anche la persona che dal reato ha subìto un danno economico. In casi del genere, l’individuo danneggiato dal crimine può costituirsi parte civile all’interno del processo penale per ottenere il risarcimento del danno.

Se l’imputato, al termine del procedimento, è riconosciuto colpevole, allora il giudice, oltre che condannarlo alla pena detentiva e/o pecuniaria stabilita per la commissione del reato, potrà ulteriormente sanzionarlo obbligandolo a risarcire il danno alla parte civile e a rimborsargli le spese legali che ha dovuto sostenere per partecipare al giudizio.

In pratica, se l’imputato è condannato, dovrà anche pagare la parcella dell’avvocato della parte civile, nella misura stabilita dal giudice in sentenza.

Rito abbreviato: cos’è?

Il giudizio abbreviato è un particolare procedimento che consente all’imputato di essere giudicato allo stato degli atti, cioè con i soli elementi raccolti dalla Procura della Repubblica.

A fronte di questa scelta, la legge garantisce all’imputato uno sconto di pena pari a 1/3 nel caso di condanna per delitti, di ½ nel caso di condanna per contravvenzioni.

La celerità con cui si svolge e conclude il rito abbreviato ha ovvie ripercussioni anche sul costo dell’intero procedimento.

Giudizio abbreviato: quanto costa?

Il rito abbreviato ha un costo minore per l’imputato, almeno confrontandolo con quello che dovrebbe sostenere in caso di dibattimento.

Innanzitutto, per quanto concerne le spese legali, la parcella dell’avvocato sarà ridotta, in quanto necessariamente commisurata all’attività giudiziale svolta. E così, per un rito abbreviato che si conclude senza istruttoria, è possibile ipotizzare un onorario del difensore che va dai 900 ai 1.500 euro, Iva e Cassa Forense esclusi [1].

In caso di condanna, le spese processuali devono essere determinate sulla scorta dell’effettiva attività processuale svolta. Trattandosi di rito abbreviato caratterizzato dalla celerità, le spese processuali non dovrebbero superare, di norma, qualche centinaio di euro.

In caso di condanna, l’imputato deve pagare anche le spese legali sostenute dalla parte civile (ammesso che si sia costituita). Per calcolare questa voce di spesa possiamo rifarci a una sentenza della Corte di Cassazione la quale ha stabilito che all’avvocato della parte civile, in sede di patteggiamento (procedura speciale per alcuni versi equiparabile all’abbreviato), spettano non meno di 1.300 euro (accessori esclusi) [2].

In definitiva, possiamo affermare che, in caso di condanna, per l’imputato il costo dell’abbreviato è di circa tremila euro, al netto di Iva e Cassa relative alle spese legali.


note

[1] Importi ricavati dal confronto con i protocolli di intesa stipulati dai tribunali con gli organi rappresentativi dell’avvocatura territoriale.

[2] Cass., sent. n. 10685/2020.

Autore immagine: canva.com/


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