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Risarcimento per mancato riconoscimento del padre: se muore chi paga?

22 aprile 2014


Risarcimento per mancato riconoscimento del padre: se muore chi paga?

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 aprile 2014



La nuova legge che parifica i figli naturali con quelli legittimi prevede un risarcimento per il mancato mantenimento da parte del genitore nei confronti del figlio riconosciuto, anche se adulto; non essendoci quindi limiti di età può accadere che il genitore sia defunto. Chi deve provvedere in questo caso al risarcimento? Gli eredi? Se le loro condizioni finanziarie lo permettono?

Il risarcimento indicato dal lettore nella domanda è stato sancito dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione in alcune sentenze.

Tali pronunce hanno stabilito due principi:

1. il primo è che il genitore naturale è tenuto a garantire il mantenimento al figlio anche per il periodo precedente alla dichiarazione giudiziale che ha accertato la filiazione, quindi fin dal momento della nascita del figlio suddetto.

2. Il secondo consistente nell’obbligo per gli eredi del genitore nel frattempo deceduto di corrispondere il mantenimento accertato e determinato dalla sentenza del giudice.

Ritengo pertanto che la risposta al quesito debba essere affermativa laddove il giudizio per l’accertamento della responsabilità e la determinazione dell’ammontare del risarcimento sia stata già intrapresa contro il genitore inadempiente successivamente deceduto in corso di causa.

Potrebbe invece porsi il dubbio circa l’eventuale responsabilità degli eredi di quest’ultimo laddove la richiesta di risarcimento sia avanzata dopo che il genitore sia scomparso.

Anche in questo caso tuttavia riterrei che la domanda di risarcimento possa essere legittimamente proposta contro gli eredi del genitore, argomentando dalla circostanza che la legge consente di chiedere l’accertamento della filiazione naturale contro gli eredi del presunto genitore [1].

Se infatti la legge consente l’instaurazione del giudizio volto all’accertamento della paternità anche in caso di decesso del genitore – citando in giudizio i suoi eredi – a maggior ragione deve essere consentita la richiesta di risarcimento danni per mancato mantenimento di un figlio naturale già riconosciuto qualora il responsabile dell’inadempimento non sia più in vita.

Per quanto concerne infine il limite quantitativo dell’eventuale risarcimento, corre l’obbligo di ricordare che la legge [2] stabilisce che “salvo accordi diversi liberamente sottoscritti dalle parti, ciascuno dei genitori provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito.”

Ove necessario, il giudice può poi stabilire la corresponsione di un assegno periodico da determinarsi considerando:

– le attuali esigenze del figlio;

– il tenore di vita goduto dal figlio in costanza di convivenza con entrambi i genitori;

– i tempi di permanenza presso ciascun genitore;

– le risorse economiche di entrambi i genitori;

– la valenza economica dei compiti domestici e di cura assunti da ciascun genitore.

L’assegno è automaticamente adeguato agli indici ISTAT in difetto di altro parametro indicato dalle parti o dal Giudice.

note

[1] Art. 276 cod. civ.

[2] Art. 155 comma 4° cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com

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