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Recupero crediti: come sapere posto di lavoro e reddito debitore

6 Giugno 2021
Recupero crediti: come sapere posto di lavoro e reddito debitore

Come avere informazioni sul reddito di una persona, presso quale banca questa ha il conto conto corrente e qual è il suo stipendio.

Se devi recuperare un credito verso qualcuno e vuoi sapere dove lavora, quanto guadagna e in quale banca ha il conto corrente, hai più di una possibilità per venire a conoscenza di tali dati. La privacy, certo, non consente a chiunque di sapere qual è lo stipendio di una persona ma, quando è in gioco la tutela di un diritto, come appunto quello del creditore nei confronti del debitore, alcune informazioni possono essere messe in chiaro. 

Ecco allora, nell’ambito del recupero crediti, come sapere il posto di lavoro e il reddito del debitore. Come vedremo a breve, uno strumento viene offerto dalla normativa attualmente in vigore e un altro invece è il frutto dell’interpretazione giurisprudenziale: sono stati infatti gli stessi giudici a riconoscere un ampio diritto di accesso ai dati fiscali dei cittadini italiani. Ma procediamo con ordine.

Come avere informazioni sul reddito di una persona

Se vai all’Agenzia delle Entrate e chiedi quanto guadagna una persona, con molta probabilità, ti diranno che non possono darti queste informazioni se non hai un ordine del giudice. Questo perché la normativa sulla privacy – resa oggi ancora più rigorosa dal Gdpr (il General Data Protection Regulation) – non ammette intrusioni di questo tipo. 

Secondo la giurisprudenza [1], però, questa regola trova una deroga tutte le volte in cui fornisci una valida motivazione: motivazione però che deve consistere nella tutela in giudizio di un tuo diritto costituzionale. Ci deve quindi essere una causa, anche solo da intentare (non necessariamente già intrapresa) e questa informazione deve risultare essenziale per le prove da fornire al giudice. 

Pensa ad esempio al caso della moglie che, volendo separarsi dal marito e conoscere il suo reddito per quantificare in modo appropriato la richiesta di mantenimento, si rivolga prima all’ufficio delle imposte. Pensa anche al caso di chi voglia accertare la condizione patrimoniale di un avversario in un processo al fine di dimostrare al giudice la simulazione di un atto di trasferimento immobiliare o assoggettarlo ad un’azione revocatoria.

Come conoscere i guadagni di una persona

Se sussistono i presupposti che abbiamo appena indicato, puoi presentare una richiesta di accesso agli atti amministrativi e farti così consegnare la dichiarazione dei redditi del tuo debitore (o futuro debitore).

La richiesta chiaramente va presentata all’ufficio dell’Agenzia delle Entrate presso cui è residente il debitore.

L’ufficio deve risponderti entro 30 giorni. La mancata risposta equivale al rigetto dell’istanza. Contro il rigetto puoi comunque fare opposizione nei successivi 60 giorni al Tar, il Tribunale amministrativo regionale.

In alternativa al giudizio al Tar, potresti avviare la causa ordinaria contro il debitore – quella per la quale tali informazioni ti servivano – e, nel corso del giudizio, chiedere allo stesso giudice di condannare l’Agenzia delle Entrate all’esibizione della documentazione in commento relativa alla dichiarazione dei redditi del debitore. In questo modo, non dovrai affrontare un autonomo e ulteriore giudizio al Tar. 

Come conoscere i redditi e il conto corrente di una persona

C’è un’ulteriore soluzione che consente di conoscere il reddito di un debitore ma questa si inserisce nell’ambito di una procedura di recupero crediti già avviata. Tale soluzione è prevista dal Codice di procedura civile [2]. In buona sostanza, devi aver già ottenuto una condanna giudiziale nei confronti del debitore al pagamento di una somma di denaro; tale condanna può consistere ad esempio in una sentenza o in un decreto ingiuntivo non opposto. In alternativa, devi essere in possesso di un assegno o di una cambiale.

A questo punto, dovrai notificare al debitore, per il tramite del tuo avvocato, il cosiddetto atto di precetto: si tratta di una diffida a pagare entro massimo 10 giorni.

Scaduti questi 10 giorni, devi presentare un’istanza al Presidente del Tribunale con cui ti fai da questi autorizzare ad accedere all’Anagrafe tributaria, un maxi archivio dell’Agenzia delle Entrate ove sono elencati tutti i redditi di una persona. In esso, troverai dati come:

  • l’azienda presso cui lavora;
  • lo stipendio;
  • le azioni;
  • le quote societarie;
  • i canoni di locazione;
  • i conti correnti.

In particolare, in merito ai conti correnti – informazione reperibile in un’apposita sezione dell’Anagrafe tributaria chiamata Registro dei rapporti finanziari – potrai sapere solo presso quale banca il debitore deposita i propri soldi; non ti verrà però indicato il saldo del conto che, a questo punto, potrebbe anche essere passivo o “a zero”. 

A quel punto, per sapere se sul conto ci sono dei soldi, dovrai avviare la procedura di pignoramento presso terzi. Il tuo avvocato notificherà l’atto di pignoramento alla banca presso cui il debitore ha il conto corrente la quale, con una successiva raccomandata, gli comunicherà se sul conto ci sono soldi a sufficienza per coprire il credito per il quale stai agendo. Solo in tale caso potrai proseguire la procedura di pignoramento. Diversamente, potrai abbandonarla in anticipo senza dover pagare le tasse che di norma sono dovute per l’avvio di tale azione esecutiva.


note

[1] Tar Abruzzo-Pescara, Sez. I con la sentenza dell’8 maggio 2021 n. 249.  Tar Campania sent. n.  5763/18. Tar Sicilia, sez. Catania, sent. n. 29/2016 del 13.01.2016.  Tar Lombardia, sent. n. 2024/18. Tar Lazio, sez. Latina, sent. n. 29/2019.

[2] Art. 492-bis cod. proc. civ.

Autore immagine: depositphotos.com


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1 Commento

  1. “… Il tuo avvocato notificherà l’atto di pignoramento alla banca presso cui il debitore ha il conto corrente la quale, con una successiva raccomandata, gli comunicherà se sul conto ci sono soldi a sufficienza per coprire il credito per il quale stai agendo…”
    Già, ma nel tempo che trascorrerà tra la comunicazione e l’inizio dell’azione, il debitore potrebbe venire a conoscenza della cosa (gli “amici” in banca non mancano, soprattutto ai debitori professionisti) e svuotare il proprio conto.
    Quindi meglio affidarsi ad un’agenzia di recupero crediti, che ti potrà dare (dietro modico compenso) le informazioni necessarie su cui, eventualmente, iniziare direttamente il pignoramento.
    Quanto affermato dal collega mi sembra un tantino “ingenuo”: stessa cosa per quanto scritto circa l’AdE: ci provi lui a convincere l’impiegato a darti copia della dichiarazione dei redditi del debitore, in un paese (l’Italia), che ha fatto della privacy la sua bandiera totalmente inutile.

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