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Cosa rischia il direttore dei lavori?

12 Settembre 2021 | Autore:
Cosa rischia il direttore dei lavori?

Quali sono i compiti del tecnico incaricato di seguire un’opera? Quando e di che cosa deve rispondere davanti al committente?

Quando si avviano dei lavori in casa c’è sempre bisogno di una figura che si occupi della supervisione e del controllo di come vengono eseguite le opere e che si prenda la responsabilità della conformità dal punto di vista tecnico ed amministrativo, che tenga sott’occhio la spesa, ecc. Non si tratta di un incarico facoltativo, di una persona alla quale chiamare o non chiamare, ma di una figura che si rende obbligatoria e che deve rispondere legalmente di molti aspetti legati allo svolgimento dell’opera. Si tratta del direttore dei lavori, che ha dei precisi compiti e anche delle responsabilità ben delineate. Cosa rischia il direttore dei lavori che non rispetta i suoi obblighi?

In linea generale, nel momento in cui viene appaltata un’opera, tra il committente (cioè il cittadino che ha bisogno di fare una ristrutturazione o di costruire qualcosa su un suo terreno) e la figura tecnica di supporto (l’architetto, il geometra, ecc.) che ricopre il ruolo di direttore dei lavori si instaura un dovere di mezzi. Vuol dire che quest’ultimo è tenuto a svolgere un’opera con i mezzi e le capacità che ha a disposizione. Ecco cosa rischia il direttore tecnico dei lavori quando gli viene affidato questo incarico.

Chi è il direttore tecnico dei lavori?

In un cantiere, il direttore dei lavori è la figura nominata dal committente che, di norma, svolge un’attività consistente nella sorveglianza tecnica che riguarda l’esecuzione del progetto. Il suo ruolo non va confuso con quello del direttore di cantiere o direttore tecnico di cantiere, il quale è titolare di un’autonoma posizione di garanzia ed è incaricato dell’organizzazione, della gestione e della conduzione del cantiere, mantiene i rapporti con il direttore dei lavori, coordina e segue l’esecuzione delle prestazioni e sovrintende all’adattamento, all’applicazione e all’osservanza dei piani di sicurezza.

Inoltre, il direttore dei lavori è responsabile del rispetto del piano di sicurezza da parte di tutte le imprese impegnate nell’esecuzione dei lavori.

Quali sono le responsabilità del direttore dei lavori?

Il direttore dei lavori ha la responsabilità di controllare che un’opera venga realizzata nel rispetto del contratto di appalto stipulato tra il committente e l’esecutore, cioè l’impresa.

Nel dettaglio, il direttore dei lavori deve rispondere:

  • della sorveglianza all’esecuzione dei lavori;
  • delle modalità di realizzazione delle singole parti;
  • della conformità tecnica ed amministrativa;
  • della contabilità e del controllo della spesa.

Nel caso in cui il direttore dei lavori sia stato chiamato ad operare nell’ambito di un appalto pubblico, deve rispondere di eventuali danni davanti alla Corte dei conti, mentre se svolge il suo compito in ambito privato la competenza del giudizio spetta alla magistratura ordinaria.

Può essere, dunque, ritenuto responsabile di:

  • una mancata sorveglianza durante lo svolgimento dei lavori;
  • danni derivanti da mancate o erronee indicazioni da parte sua;
  • vizi dell’opera per omesse verifiche su lavori e materiali;
  • ritardi o errori nella gestione della contabilità e dei tempi di liquidazione;
  • infortuni in caso di ingerenza diretta da parte sua con direttive sbagliate;
  • mancata osservanza delle norme urbanistiche ed edilizie;
  • situazioni legate alle prove in fase di collaudo finale o in corso d’opera.

Inoltre, il direttore dei lavori può essere chiamato a rispondere dei danni a terzi derivanti da:

  • errori progettuali che avrebbe dovuto rifiutare di eseguire;
  • istruzioni da lui stesso impartite.

Direttore dei lavori: risponde di un abuso edilizio?

Secondo una sentenza della Cassazione [1], il direttore dei lavori che non segnala al Comune le difformità riscontrate nel primo sopralluogo o in verifiche successive oppure non rinuncia all’incarico nonostante quelle difformità viene ritenuto responsabile per l’omessa vigilanza sull’esecuzione dell’opera, come richiesto dal Testo unico sull’edilizia.

La Suprema Corte ha ricordato come la legge abbia configurato in capo al direttore dei lavori una posizione di garanzia per il rispetto della normativa urbanistica ed edilizia non soltanto addebitandogli le conseguenze penali dell’omesso controllo sulla corretta esecuzione delle opere rispetto al permesso di costruire ma anche imponendogli di rifiutare di dissociarsi dalla condotta illecita anche se portata a termine del suo stesso committente.

In sostanza, sottolinea la legge richiamata dalla Cassazione, «il direttore dei lavori non è responsabile qualora abbia contestato agli altri soggetti la violazione delle prescrizioni del permesso di costruire, con esclusione delle varianti in corso d’opera, fornendo al dirigente o responsabile del competente ufficio comunale contemporanea e motivata comunicazione della violazione stessa. Nei casi di totale difformità o di variazione essenziale rispetto al permesso di costruire, il direttore dei lavori deve inoltre rinunciare all’incarico contestualmente alla comunicazione resa al dirigente».

Direttore dei lavori: sentenze sulle sue responsabilità

Ecco, infine, alcune sentenze sulle responsabilità del direttore dei lavori in diverse situazioni.

«Quando si tratti di opere edilizie da eseguirsi su strutture o basamenti preesistenti o preparati dal committente o da terzi, il direttore dei lavori, dinanzi a situazioni rivelatrici di possibili fattori di rischio, è tenuto, in adempimento dei propri obblighi di diligenza, ad intraprendere le opportune iniziative per accertarne la causa ed apprestare i necessari accorgimenti tecnici volti a garantire la realizzazione dell’opera senza difetti costruttivi» [2].

«Il direttore dei lavori risponde nei confronti del committente non solo nel caso in cui i vizi dell’opera derivino dal mancato rispetto del progetto ma anche, in solido con progettista e appaltatore, nel caso i vizi derivino da carenze progettuali, posto che è suo obbligo quello di controllare che le modalità dell’esecuzione dell’opera siano in linea non solo con il progetto, ma anche con le regole della tecnica» [3].

«L’attività del direttore dei lavori per conto del committente si concreta nell’alta sorveglianza delle opere, che, pur non richiedendo la presenza continua e giornaliera sul cantiere né il compimento di operazioni di natura elementare, comporta, comunque, il controllo della realizzazione dell’opera nelle sua varie fasi e, pertanto, l’obbligo del professionista di verificare, attraverso periodiche visite e contatti diretti con gli organi tecnici dell’impresa, da attuarsi in relazione a ciascuna di tali fasi, se sono state osservate le regole dell’arte e la corrispondenza dei materiali impiegati […]. Rientrano nelle obbligazioni del direttore dei lavori l’accertamento della conformità sia della progressiva realizzazione dell’opera al progetto, sia delle modalità dell’esecuzione di essa al capitolato e/o alle regole della tecnica, nonché l’adozione di tutti i necessari accorgimenti tecnici volti a garantire la realizzazione dell’opera senza difetti costruttivi» [4].

«Le infiltrazioni di umidità negli ambienti importano problemi di insalubrità e abitabilità che rientrano fra i gravi vizi, valutabili ai sensi dell’art. 1669 del Codice civile. Detta norma, infatti, individua una responsabilità di natura extracontrattuale avente, perciò, ambito di applicazione più ampio di quello risultante dal tenore letterale della disposizione ed opera anche a carico del direttore dei lavori, eventualmente in concorso con l’appaltatore e i subappaltatori e/o il progettista secondo la natura dei vizi e la fase di realizzazione dell’opera (progettuale, direttiva o esecutiva), ponendo così a carico di essi una responsabilità diretta verso il danneggiato fondata su una presunzione di colpa fino a prova della impossibilità della prestazione per caso fortuito o forza maggiore o per fatto esclusivo di terzi» [5].


note

[1] Cass. sent. n. 38479/2019 del 17.09.2019.

[2] Cass. sent. n. 23174/2018 del 27.09.2018.

[3] Trib. Reggio Emilia sent. del 27.06.2014.

[4] Cass. sent. n. 7336/2019 del 14.03.2019.

[5] Trib. Brescia sent. del 11.07.2019.


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