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Lesioni micropermanenti e macropermanenti

22 aprile 2014


Lesioni micropermanenti e macropermanenti

> Diritto e Fisco Pubblicato il 22 aprile 2014



Metodi e sistemi per il risarcimento del danno: danno biologico escluso per lesioni di lieve entità non suscettibili di accertamento clinico o strumentale.

 

Si sente spesso parlare, specie in occasione di sinistri stradali o, comunque, di infortuni di ogni genere, di lesioni micropermanenti e macropermanenti. Cerchiamo, allora, in modo semplice e schematico, di capire di cosa si tratta e come viene liquidato il risarcimento del danno.

 

 

LESIONI MICROPERMANENTI

 

Sono le lesioni alla persona che comportano un’invalidità permanente fino a nove punti percentuali (secondo una tabella che dà un punteggio fisso a ciascun tipo di lesione) di danno biologico (si considera “danno biologico” la lesione dell’integrità psicofisica della persona, che prescinde da quello patrimoniale, comprensivo dei costi delle cure e del reddito perso per l’infortunio).

Il Codice delle assicurazioni [1] stabilisce che questo danno è liquidato in base a una tabella unica in tutta Italia, aggiornata periodicamente ed attualizzata secondo gli indici Istat, con un decreto emanato annualmente dal ministero dello Sviluppo economico. L’importo può essere aumentato dal giudice sino al 20%, con equo e motivato apprezzamento delle condizioni soggettive del danneggiato.

Con una riforma del 2012 [2], per diminuire i costi dei risarcimenti conseguenti a truffe assicurative e porre un argine ai risarcimenti dei danni da “colpo di frusta”, il risarcimento del danno biologico è escluso in caso di lesioni di lieve entità non suscettibili di accertamento clinico strumentale obiettivo (radiografia, ecografia, esame elettromiografico eccetera) ed è risarcibile solo a seguito di riscontro medico legale da cui risulti visivamente o strumentalmente accertata la lesione.

Che rapporto c’è tra il danno morale (cioè la sofferenza psicologica che deriva da fatto illecito altrui) e quello biologico?

I giudici non sono tutti d’accordo sul fatto se il danno morale possa essere autonomamente risarcibile o meno. Secondo alcuni è possibile un ulteriore risarcimento se il danno è dimostrato e appesantisce il punto di risarcimento biologico.

Le lesioni micropermanenti, poiché non incidono di regola sulla capacità di produrre reddito, sono generalmente valutate solo come danno biologico, salva la prova che abbiano prodotto conseguenze sulla capacità lavorativa e, quindi, danno patrimoniale [3].

 

LESIONI MACROPERMANENTI

Sono le lesioni alla persona superiori al 9% di invalidità permanente. Manca per esse il decreto di attuazione e una tabella unica per tutta Italia; pertanto, per il risarcimento, si usa come parametro il cosiddetto punto di invalidità (a ogni tipo di lesione è attribuito un punteggio) e la Cassazione [4] ha preso a riferimento le tabelle del Tribunale di Milano, in quanto le più testate sul territorio nazionale e più idonee. Esse contengono già nei valori una valutazione unica del danno non patrimoniale da lesione permanente all’integrità psicofisica e del danno non patrimoniale in termini di dolore e “sofferenza soggettiva”.

Perciò, in mancanza di una prova su cui possa fondarsi una particolare personalizzazione del danno, il giudice non è tenuto ad aumentare i valori espressi dalle suddette tabelle [5].

Secondo le Sezioni unite della Corte di Cassazione [6], si deve procedere a una liquidazione globale ed integrata del pregiudizio alla salute, senza tuttavia incorrere in inammissibili duplicazioni delle voci di danno. Senza escludere l’esistenza dei danni tradizionalmente definiti come biologico, morale ed esistenziale, è possibile procedere a un’eventuale personalizzazione del danno non patrimoniale, se sono allegate e dimostrate in giudizio particolari circostanze contingenti tali da rendere inadeguato il valore indicato nelle tabelle.

Si può ottenere un risarcimento maggiore anche in caso di lesioni micropermanenti?

Sì, a maggior ragione che nelle macropermanenti: per le micropermanenti “non sempre vi è un ulteriore danno in termini di sofferenza da ristorare” [7]. Anche l’accertata esistenza di postumi invalidanti di rilevante entità, non comporta automaticamente la riduzione della capacità di guadagno.

note

[1] Art. 139 cod. ass.

[2] Art. 32, commi 3-ter e 3-quater del Dl 1/2012.

[3] Cass. sent. n. 13431/2012.

[4] Cass. sent. n. 12408/2011.

[5] Trib. Milano, sent. n. 9749 del 3.09.2012.

[6] Cass. sent. n. 26972/2008.

[7] Trib. Napoli, sent. del 31.10.2013.

 

Autore immagine: 123rf.com

Fonte: IlSole24Ore

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2 Commenti

  1. Salve, nel 2007 a seguito di un incidente stradale, ho subito il colpo di frusta. Dopo vari esami e terapie ho ricevuto un risarcimento economico dall’assicurazione. Però dopo anni, questo mi sta provocando un aumento graduale di mal di testa, vertigini, dolori alla cervicale, ronzii alle orecchie. Vi chiedo se a distanza di anni esiste una forma di risarcimento per il peggioramento di questi sintomi a causa del colpo di frusta subito nel 2007. Vi ringrazio per la gentile attenzione alla presente.

  2. alcune assicurazioni usano il termine polizza infortunio, ma poi usano una franchigia del 10% cosi eliminando totalmente il risarcimento dei danni micropermaneti (1-9)
    …dico …magari per una persona poco esperta non sembra molto corretto….Questo è legale ?

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