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Cosa notifica la Procura della Repubblica?

14 Settembre 2021 | Autore:
Cosa notifica la Procura della Repubblica?

Notificazione degli atti del pm: chi procede? Cosa sono l’informazione di garanzia e l’avviso di conclusione delle indagini?

La Procura della Repubblica è la sede degli uffici del pubblico ministero (pm), cioè del magistrato che si occupa di esercitare l’azione penale a seguito delle indagini preliminari svolte per verificare la fondatezza di un reato. L’attività della Procura, però, non si esaurisce nell’espletamento di atti investigativi, come ad esempio perquisizioni, ispezioni e interrogatori; a queste attività si accompagna necessariamente l’esecuzione di altri compiti di tipo prettamente materiale, come ad esempio le notificazioni degli atti alle persone indagate. Cosa notifica la Procura della Repubblica?

Sin da subito, va detto che la Procura della Repubblica, tramite gli ufficiali giudiziari oppure le forze dell’ordine, ha l’obbligo di curare una serie di notifiche molto importanti, in assenza delle quali gli atti compiuti potrebbero essere perfino nulli o inutilizzabili. Si pensi, ad esempio, all’avviso di conclusione delle indagini: per legge, in assenza della comunicazione di tale avviso, la richiesta di rinvio a giudizio avanzata al giudice è nulla, con la conseguenza che il giudice deve ordinare alla Procura di procedere alla corretta notifica di detto atto, pena l’impossibilità di procedere oltre. Cosa notifica la Procura della Repubblica? Scopriamolo insieme.

Notifica atti del pubblico ministero: chi procede?

Prima di vedere quali sono gli atti principali che la Procura della Repubblica notifica, è bene illustrare chi si occupa materialmente di eseguire suddetto compito. In altre parole: chi procede alla notifica degli atti della Procura?

Per legge, le notificazioni degli atti del pubblico ministero nel corso delle indagini preliminari sono eseguite dall’ufficiale giudiziario, ovvero dalla polizia giudiziaria nei soli casi di atti di indagine o provvedimenti che la stessa polizia è delegata a compiere o è tenuta a eseguire [1].

In genere, il pm si avvale delle forze dell’ordine per comunicare agli indagati i propri atti. Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza: le notificazioni possono essere curate da qualsiasi appartenente alla polizia giudiziaria.

Spesso, accade che le autorità invitino l’indagato a ritirare l’atto direttamente in caserma o in questura. In tutti gli altri casi, sono le forze dell’ordine a raggiungere l’indagato presso il proprio domicilio.

Gli atti possono essere affidati per la notifica anche agli ufficiali giudiziari. L’ufficiale giudiziario è un funzionario pubblico (un dipendente della Pubblica Amministrazione e, nello specifico, del ministero della Giustizia) adibito alla notifica degli atti giudiziari di qualsiasi natura: civile, penale, amministrativa, tributaria, ecc.

L’ufficiale giudiziario può notificare gli atti in due modi: recandosi personalmente presso il destinatario oppure avvalendosi dei servizi postali [2].

Relazione di notificazione: cos’è?

Alla consegna dell’atto viene fatto sottoscrivere un documento che ne attesta la corretta ricezione: si tratta della relazione di notificazione.

Secondo la legge [3], l’ufficiale giudiziario che procede alla notificazione scrive, in calce all’originale e alla copia notificata, la relazione in cui indica l’autorità o la parte privata richiedente, le ricerche effettuate, le generalità della persona alla quale è stata consegnata la copia, i suoi rapporti con il destinatario, le funzioni o le mansioni da essa svolte, il luogo e la data di consegna della copia, apponendo infine la propria sottoscrizione.

La relazione di notificazione ha un importante valore probatorio, in quanto fa piena prova dell’avvenuta notifica.

Per legge, quando vi è contraddizione tra la relazione scritta sulla copia consegnata e quella contenuta nell’originale, valgono per ciascun interessato le attestazioni contenute nella copia notificata.

Ciò significa che l’indagato potrà far validamente riferimento a tutte le informazioni (ad esempio, la data della comunicazione) riportate nella relazione in suo possesso, anche qualora differissero da quelle presenti nella relata del notificante.

Notifica a mezzo pec degli atti del pm

Se l’indagato ha già nominato un difensore di fiducia, ad esempio perché è già stato sottoposto a misura cautelare oppure perché ha ricevuto l’avviso di garanzia, la Procura della Repubblica può notificare gli atti successivi direttamente all’indirizzo di posta elettronica certificata del legale.

La notifica degli atti del pm a mezzo pec avviene soltanto alle seguenti condizioni:

  • l’indagato abbia già un difensore;
  • l’indagato abbia eletto domicilio presso lo studio del proprio avvocato.

Procura della Repubblica: quali atti notifica?

Quali sono gli atti che notifica la Procura della Repubblica? In linea di massima, il pm notifica tutti quegli atti che servono all’indagato per poter esercitare il proprio diritto di difesa.

Caso emblematico è quello dell’avviso di garanzia che, per legge, deve essere notificato tutte le volte in cui occorre procedere a un atto d’indagine per cui il difensore ha diritto di assistere, come ad esempio nell’ipotesi dell’interrogatorio.

In casi del genere, è la legge stessa ad affermare che il pubblico ministero invia per posta, in piego chiuso con raccomandata con ricevuta di ritorno, alla persona sottoposta alle indagini e alla persona offesa, un’informazione di garanzia con indicazione delle norme di legge che si assumono violate, della data e del luogo del fatto e con invito a esercitare la facoltà di nomina di un difensore di fiducia [4].

Come ricordato sopra, un atto fondamentale che la Procura deve sempre notificare è l’avviso di conclusione delle indagini [5], senza il quale non si può procedere con il rinvio a giudizio.

L’avviso di conclusione delle indagini preliminari è l’atto con cui la Procura della Repubblica comunica alla persona indagata che l’attività investigativa a suo carico si è conclusa. Da questo momento in poi, è data facoltà all’indagato di recarsi in cancelleria per prendere visione ed estrarre copia del fascicolo d’indagine.

L’avviso di conclusione delle indagini è notificato all’indagato. In alcuni casi, lo stesso viene portato a conoscenza anche della persona offesa (o del suo difensore): si tratta delle ipotesi in cui la vittima abbia subito il reato di maltrattamenti oppure di stalking. Solamente in questi due casi l’avviso di conclusione delle indagini è notificato sia all’indagato che alla vittima.

La Procura procede poi alla notifica di ogni atto necessario a eseguire un’attività investigativa per cui c’è bisogno della partecipazione dell’indagato: si pensi, ad esempio, alla data in cui l’indagato dovrà presentarsi per rendere interrogatorio, magari richiesto dall’indagato stesso a seguito del ricevimento dell’avviso di conclusione delle indagini.

Infine, la Procura procede a notificare, su richiesta personale dell’indagato o del suo difensore, le iscrizioni presenti nel registro delle notizie di reato.


note

[1] Art. 151 cod. proc. pen.

[2] Legge n. 890/1982.

[3] Art. 161 cod. proc. pen.

[4] Art. 369 cod. proc. pen.

[5] Art. 415-bis cod. proc. pen.

[6] Art. 335 cod. proc. pen.

Autore immagine: canva.com/


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