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Chi paga le spese di custodia dei veicoli sequestrati?

14 Settembre 2021 | Autore:
Chi paga le spese di custodia dei veicoli sequestrati?

Come avviene il sequestro di un’auto o di una moto per violazione del Codice della strada, come rientrarne in possesso e come evitare la confisca.

Certe violazioni del Codice della strada comportano, oltre al pagamento di una sanzione amministrativa, anche il fermo o il sequestro del veicolo. Al momento della contestazione, dunque, l’agente di polizia deve redigere due verbali: quello di accertamento della violazione riscontrata e quello relativo al sequestro dell’auto, della moto, del camion, ecc., che potranno tornare nelle mani del proprietario dopo un certo periodo di tempo e dietro il versamento di una somma. Ma chi paga le spese di custodia dei veicoli sequestrati? Rientrano nella sanzione a carico dell’automobilista? Lo vedremo tra un istante. Prima, però, è opportuno puntualizzare che stiamo parlando di veicoli sequestrati e non di veicoli sottoposti a fermo amministrativo. Qual è la differenza?

Il sequestro amministrativo è una misura cautelare disciplinata dall’articolo 213 del Codice della strada con cui si sottrae la disponibilità del veicolo dall’avente diritto e lo si mette a disposizione dell’autorità amministrativa per i provvedimenti di propria competenza, come una confisca. Il sequestro può essere motivato da violazioni a carattere sia amministrativo sia penale.

Il fermo amministrativo, invece, è disciplinato dall’articolo successivo del Codice della strada, il 214, ed è una sanzione accessoria con cui si sottrae la disponibilità del bene all’avente diritto. La sua durata è prevista dalla norma violata dall’automobilista, quindi non dipende dalla decisione dell’Autorità amministrativa.

Ma vediamo nel dettaglio in che cosa consiste il sequestro del veicolo e chi paga le spese di custodia.

Sequestro del veicolo: quando scatta?

Come appena detto, il sequestro del veicolo è una misura cautelare con cui viene tolta la disponibilità dell’auto all’avente diritto in seguito ad una violazione delle norme del Codice della strada.

In particolare, le principali disposizioni che possono portare al sequestro del veicolo sono:

  • la circolazione con veicolo per il quale non sia stata rilasciata la carta di circolazione;
  • la fabbricazione, produzione, commercializzazione o vendita di ciclomotori che sviluppino una velocità superiore a quella prevista (45 km/h) oppure con un ciclomotore per il quale non è stato rilasciato il certificato di circolazione, se previsto;
  • l’esercitazione alla guida senza avere accanto, in funzione di istruttore, una persona provvista di patente di guida valida;
  • la circolazione con ciclomotore o motociclo in violazione delle norme comportamentali previste;
  • la circolazione con veicolo sprovvisto di idonea copertura assicurativa;
  • la circolazione con veicolo sottoposto a fermo amministrativo;
  • la circolazione con patente ritirata o sospesa;
  • la circolazione in violazione della normativa in materia di trasporto cose.

Nel caso in cui venga disposto il sequestro del veicolo per uno dei motivi elencati, è possibile presentare ricorso al Prefetto entro 60 giorni dalla notifica del verbale, oppure al Giudice di Pace entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica.

Se il ricorso presentato al Prefetto viene accolto, l’accertamento della violazione viene dichiarato infondato e l’ordinanza estingue la sanzione che comporta il sequestro del veicolo, che viene restituito al proprietario. Se, invece, viene presentata opposizione al Giudice di Pace, il veicolo potrà essere restituito solo dopo il relativo provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Sequestro del veicolo per infrazione di natura penale

Ci sono dei motivi ben più gravi per cui si può procedere al sequestro del veicolo. Sono quelli derivanti dalle violazioni del Codice della strada di natura penale, anche se il sequestro è di tipo amministrativo. Tra queste vi sono:

  • la partecipazione ad una gara di velocità non autorizzata;
  • la guida senza patente o con la patente revocata;
  • la guida sotto l’effetto di alcol o di sostanze stupefacenti.

In casi come questi, è possibile presentare esclusivamente opposizione al Giudice di Pace del luogo in cui è stata commessa la presunta violazione entro 30 giorni dalla contestazione o dalla notifica del verbale.

Sequestro del veicolo: come avviene?

Nel momento in cui all’automobilista viene contestata una delle violazioni sopra elencate o, comunque, un’infrazione per la quale è previsto il sequestro del veicolo, l’agente di polizia redige due verbali: quello di accertamento e quello di sequestro.

Il documento di circolazione è trattenuto dall’organo di polizia. Il veicolo viene affidato al proprietario ovvero, in caso di sua assenza, al conducente o ad altro soggetto obbligato in solido. Questa persona viene nominata custode con l’obbligo di depositare il veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità o di custodirlo, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio (ad esempio, un box o un cortile privato non condominiale). In caso contrario, se non fosse possibile affidarlo ad uno di questi tre soggetti, il proprietario o un suo delegato, entro 10 giorni dalla notifica, deve prendersi la custodia del veicolo, pena la confisca o l’immediato trasferimento in proprietà al custode acquirente anche ai soli fini della rottamazione nel caso di grave danneggiamento o deterioramento.

Se il veicolo sequestrato è un ciclomotore o un motociclo, viene obbligatoriamente affidato dall’organo di polizia ad un custode autorizzato (chiamato «custode acquirente») che lo terrà per 30 giorni. Trascorso questo termine, e previo pagamento delle spese di recupero e custodia, il proprietario potrà rivolgersi all’organo accertatore per chiedere di riavere la moto o il motorino.

Sequestro del veicolo: chi paga le spese di custodia?

In caso di sequestro del veicolo, le spese di custodia, come quelle di recupero del mezzo, devono essere sempre pagate da chi ha violato le norme del Codice della strada o, comunque, dal proprietario.

Anche quando viene disposta la confisca e/o l’alienazione dell’auto o della moto, la Prefettura provvede solo ad anticipare le relative spese che dovranno, successivamente, essere rimborsate con l’aggiunta degli eventuali costi di notifica. Ecco perché conviene sempre prendere in custodia il veicolo sequestrato entro 10 giorni dalla notifica del provvedimento.

È possibile chiedere la rateizzazione della sanzione con domanda in carta semplice presentata entro 30 giorni dalla notifica del verbale e solo se la somma da versare è compresa tra 200 e 10.628,16 euro. La richiesta va presentata:

  • al Prefetto, se il verbale è contestato dagli organi di polizia statale (Carabinieri, Polizia stradale, Guardia di Finanza, ecc.);
  • al Comune competente in caso di verbale contestato da Polizia locale.


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