Diritto e Fisco | Articoli

Assegno di mantenimento non percepito: tassazione

8 Giugno 2021 | Autore:
Assegno di mantenimento non percepito: tassazione

Bisogna indicare in dichiarazione dei redditi l’importo stabilito dal giudice che l’ex coniuge non ha versato o ha pagato solo in parte?

Capita frequentemente che, per vari motivi, l’ex coniuge non versi puntualmente alle scadenze stabilite l’importo dell’assegno stabilito nel provvedimento del giudice per il mantenimento dell’ex coniuge o dei figli. In altre occasioni, l’obbligato paga, ma dà una cifra inferiore rispetto a quella dovuta. E poi non provvede a colmare la differenza.

Al di là dei profili penali, si tratta di capire qual è la tassazione dell’assegno di mantenimento non percepito. Infatti, questa somma è considerata reddito imponibile ai fini Irpef per l’ex coniuge che la incassa, mentre chi la versa potrà dedurre il corrispondente importo dalla propria base imponibile e, dunque, dalle proprie tasse. Invece, l’assegno di mantenimento per i figli è esentasse per chi lo riceve e, correlativamente, non è deducibile da chi lo corrisponde. 

L’Agenzia delle Entrate, però, prende in considerazione le cifre stabilite nel provvedimento giudiziale o nell’accordo dei coniugi: come fare quando gli importi realmente versati sono diversi, perché viene saltata qualche rata o il pagamento è avvenuto ma solo in parte? La tassazione dell’assegno di mantenimento non percepito riguarda proprio questi casi.  

Assegno di mantenimento: tassazione

L’assegno di mantenimento stabilito in favore dell’ex coniuge all’esito della separazione o del divorzio può essere di due tipi: 

  • una tantum quando è versato in un’unica soluzione;
  • periodico, con pagamento che generalmente è previsto su base mensile. 

L’assegno una tantum non è assoggettato a tassazione e, quindi, non deve essere riportato nella dichiarazione dei redditi. L’assegno mensile, invece, va dichiarato dal beneficiario. Il suo importo è assimilato ad un reddito di lavoro dipendente e, come tale, concorrerà a formare il reddito complessivo del contribuente.

Sull’importo totale dei redditi percepiti per ogni annualità d’imposta si applicheranno le consuete aliquote Irpef previste dai relativi scaglioni, ferme restando tutte le detrazioni fiscali eventualmente applicabili (lavoro dipendente, figli a carico, ecc.). Così chi, oltre all’assegno di mantenimento, ha anche altri redditi propri pagherà di più, perché l’imposizione è crescente e progressiva.

Di converso, chi versa il mantenimento può dedurre l’importo dalla propria Irpef, ma solo fino all’importo stabilito nel provvedimento del giudice e non anche per le eventuali somme ulteriori spontaneamente pagate, come abbiamo spiegato nell’articolo “Come viene tassato l’assegno di mantenimento“.

Il mantenimento corrisposto in favore dei figli, invece, non costituisce reddito imponibile, perché è assimilato ad un trattamento alimentare; quindi, su di esso non si pagano le tasse.

Assegno mantenimento percepito parzialmente

L’assegno mensile di mantenimento corrisposto all’ex coniuge solo parzialmente andrà dichiarato fiscalmente dal beneficiario in base alle somme effettivamente percepite per ciascun anno d’imposta. 

Una recente sentenza della Commissione tributaria regionale del Lazio [1] ha affermato che non va sottoposto a tassazione l’intero importo stabilito in sentenza, neppure quando l’ex coniuge obbligato al pagamento lo ha riportato in deduzione fiscale nella propria dichiarazione dei redditi.

L’Agenzia delle Entrate aveva accertato agevolmente questa circostanza e, perciò, vista la discrepanza tra le dichiarazioni dei redditi dei due ormai ex coniugi, aveva emesso un avviso di accertamento nei confronti dell’ex moglie, beneficiaria dell’assegno divorzile, ma la pretesa fiscale è stata respinta, in ragione della natura alimentare dell’assegno (che nel caso deciso comprendeva anche il mantenimento dei figli).

La decisione favorevole alla contribuente è stata facilitata dal fatto che esisteva una sentenza di condanna dell’ex marito per il reato di violazione degli obblighi di assistenza familiare, quindi il fatto del mancato versamento era stato giudizialmente accertato.

Assegno di mantenimento non ricevuto: tassazione

Se l’assegno di mantenimento non viene ricevuto, in tutto o in parte, da chi avrebbe diritto a percepirlo in virtù della sentenza di separazione o di divorzio bisogna documentare questa circostanza, ad esempio inviando, tramite il proprio avvocato, una lettera raccomandata di diffida e intimazione ad adempiere al pagamento, indicando gli importi dovuti ed i periodi di riferimento (qui trovi un modulo di diffida per mancato pagamento assegno mantenimento). Ciò costituirà una prova utile per destituire di fondamento un eventuale accertamento fiscale che, basandosi sulla deduzione operata dall’altro ex coniuge nella sua dichiarazione dei redditi, porterebbe l’Agenzia delle Entrate a ritenere che quelle somme siano state corrisposte e non dichiarate.

Tieni presente che, in virtù delle regole sulla ripartizione dell’onere della prova [2], è sempre il Fisco a dover dimostrare le ragioni della propria pretesa di recupero a tassazione di somme. L’Agenzia delle Entrate può presumere, ma solo fino a prova contraria, che le somme dell’assegno periodico di mantenimento siano state versate per il solo fatto che il coniuge obbligato al pagamento le ha portate in deduzione. Quindi, la prova dell’effettiva non percezione dell’assegno di mantenimento può essere fornita proprio attraverso la lettera di contestazione legale.

Approfondimenti

Per ulteriori informazioni, leggi gli articoli “Assegno di mantenimento non percepito: va dichiarato?” e “Accertamento fiscale per mantenimento non ricevuto: che fare?“.


note

[1] Ctr Lazio, sent. n. 1980/13/2021. 

[2] Art. 2697 Cod. civ.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube