Diritto e Fisco | Articoli

Omosessualità: è motivo di addebito?

8 Giugno 2021
Omosessualità: è motivo di addebito?

Il coniuge che si scopre gay e che ha una relazione con una persona del suo stesso sesso è responsabile e deve risarcire l’ex?

Cosa rischia il coniuge che scopre di essere omosessuale e lo confida all’altro? Può questa circostanza essere un motivo di addebito ossia un’imputazione di responsabilità con conseguente condanna da parte del giudice? Ed ancora, si può considerare tradimento quello fatto con una persona dello stesso sesso?

Sul tema, si è più volte espressa la giurisprudenza. Ai giudici è stato più volte chiesto se l’omosessualità è motivo di addebito. Ecco una rassegna delle principali pronunce in merito. 

Per quali motivi chiedere la separazione ed il divorzio

Partiamo da un principio di carattere generale: il fatto di scoprirsi non più innamorati del proprio coniuge e di volersi separare da lui non è motivo di responsabilità. Se così non fosse, si arriverebbe a una paradossale conseguenza: o per la separazione si dovrebbe sempre fornire la prova di una colpa altrui o la richiesta di separazione si risolverebbe in una colpa per il richiedente. Non è invece così. 

Da un lato, ci si può separare e poi divorziare con una semplice richiesta al giudice: basta dire che l’unione familiare è venuta meno e la convivenza è diventata intollerabile, a prescindere dalle ragioni di ciò, che non vanno né dedotte, né dimostrate. 

Dall’altro lato, la richiesta di separazione non è motivo di addebito, non essendo sottoposta a limitazioni. Il fatto che una persona scopra che il proprio matrimonio è fallito, la autorizza a rivolgersi al tribunale per chiedere la separazione e il divorzio.

Dunque, non esistono dei motivi prestabiliti dalla legge per chiedere la separazione ed il divorzio. Basta la semplice richiesta al giudice.

Che succede se il matrimonio finisce per colpa di uno dei due coniugi?

Vero è comunque che il Codice civile fissa alcuni obblighi in capo ai coniugi come la fedeltà, la convivenza, l’assistenza e la contribuzione ai bisogni della famiglia. Sicché, chi viola tali doveri può essere dichiarato responsabile per la fine del matrimonio.

Questa imputazione di responsabilità va sotto il nome di addebito. 

Quali sono le conseguenze dell’addebito? In altri termini, che succede se il matrimonio finisce per colpa di uno dei due coniugi? Il giudice dichiara in capo a questi l’«addebito». L’addebito ha però solo due conseguenze: la perdita del diritto a chiedere il mantenimento e la perdita dei diritti successori sul coniuge nel caso in cui questi dovesse morire prima del divorzio (difatti, il coniuge separato è erede dell’ex fino a quando non interviene il divorzio).

La scoperta dell’omosessualità è motivo di addebito?

Vediamo ora che succede se il coniuge si scopre gay e lo rivela all’altro. Secondo la giurisprudenza, ciò non è motivo di addebito. Quindi, non si perde né il diritto al mantenimento, né i diritti sull’eredità dell’ex. A dirlo è stato, di recente, il tribunale di Perugia [1], secondo cui «L’allontanamento affettivo e sentimentale dal coniuge, generato dalla scoperta di una omosessualità prima mai colta né sperimentata (quanto meno a livello cosciente), non può essere fonte di addebito della separazione».

Si tratta di «circostanze che non costituiscono una violazione dei doveri nascenti dal matrimonio» e, quindi, non sono sufficienti a giustificare la condanna all’addebito, «essendo il frutto di una maturazione personale che inevitabilmente porta con sé tormenti interiori e difficoltà di vivere il contesto familiare fino a quel momento aderito».

Insomma, chi rivela al coniuge la propria omosessualità non rischia nulla, neanche in termini di risarcimento del danno per le spese matrimoniali da poco sostenute.

Il coniuge che tradisce con una persona dello stesso sesso commette adulterio?

Cosa succede se, invece, il coniuge che scopre la propria omosessualità consuma un rapporto carnale con una persona del proprio sesso? Anche in questo caso, si può parlare di tradimento e, quindi, di violazione degli obblighi coniugali. Ne deriva che, in ipotesi del genere, è possibile chiedere l’addebito in capo al coniuge omosessuale fedifrago. Ciò però a patto che l’unione familiare non sia già venuta meno per differenti e precedenti ragioni; potrebbe essere il caso di una coppia di coniugi che abbia allentato già da diverso tempo il proprio legame affettivo (finendo per non avere più rapporti) proprio per via della graduale scoperta, da parte di uno dei due, della propria omosessualità. Qui, la causa della crisi del matrimonio non è l’adulterio ma la “slatentizzazione” della propria omosessualità di cui prima non si era a conoscenza [2].

In tutti gli altri casi, ossia quando il matrimonio cessa proprio a causa della relazione gay extraconiugale si configura una responsabilità contro i doveri del matrimonio e la conseguente pronuncia di addebito [3].

Il coniuge che scopre di essere omosessuale deve risarcire i danni?

Secondo la giurisprudenza [4], nel caso di relazione omosessuale da parte di una persona sposata, sussiste il diritto del coniuge tradito al risarcimento del danno non patrimoniale allorquando l’infedeltà è posta in essere attraverso comportamenti che, per la loro intrinseca gravità, offendono diritti fondamentali della persona del coniuge. Ciò succede quando il tradimento viene manifestato in pubblico, con conseguente danno all’immagine e alla reputazione del coniuge tradito.  


note

[1] Trib. Perugia sent. del 30.05.2016.

[2] Trib. Milano, sent. del 19/03/2014.

[3] Cass. sent. n. 4290/2005: «In terna di separazione giudiziale dei coniugi, la stabile relazione extraconiugale di un coniuge costituisce violazione dell’obbligo di fedeltà, con conseguente addebito della separazione al coniuge che ne è responsabile, sempre che sia accertato il nesso causale tra l’adulterio e l’intollerabilità della convivenza (nella specie, la Suprema corte ha ritenuto immune da vizi logico-giuridici la decisione del giudice di merito che ha addebitato la separazione alla moglie, avendo accertato che il fattore causale -dissolutivo della convivenza era stato la relazione omosessuale intrattenuta dalla moglie stessa con altra donna)».

[4] Trib. Brescia, sent. del 14/10/2006

Autore immagine: depositphotos.com


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

3 Commenti

  1. Ognuno ha le proprie preferenze sessuali. Ognuno può amare indistintamente un uomo o una donna ed ha il diritto di non essere discriminato. Però deve essere onesto con il proprio partner e non deve condurre una doppia vita. Ci sono uomini, anche sposati, che vivono al contempo una vita da etero con la propria compagna/fidanzata/moglie e una vita parallela da gay. Questo, come qualsiasi altro caso di tradimento, è ingiusto. Se una persona è bisex o se è omosessuale deve dichiararsi almeno con il proprio partner ed essere onesto perché altrimenti il partner, magari rifiutato, si crea complessi e si sente inadeguato/a quando invece è l’altro ad essere confuso oppure a preferire altro

  2. Se scoprissi mio marito a letto con un altro uomo, forse sarei meno delusa perché saprei che ha trovato nell’altro qualcosa che io non posso dargli. Però, è comunque una brutta batosta. Vai a spiegarlo ai figli e alla gente che ti ha lasciata per un uomo. La tua autostima però sarebbe meno colpita perché non si creerebbe una competizione con un’altra donna

  3. Se uno scopre di essere omosessuale non deve sentirsi in colpa. E’ la natura… Ovviamente, deve essere sincero con il coniuge e parlarne, ancora prima di arrivare al tradimento. Deve esternare le sue emozioni e raggiungere insieme un accordo di separazione. Certo, non è semplice, però se l’altra persona ti ama davvero, potrà provare a capire e magari insieme si arrivano a capire tante cose. C’è chi finisce per restare amico dell’ex proprio perché è stato sincero e la separazione ed il divorzio sono stati affrontati con serenità

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube