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Vaccino al figlio: chi decide tra i genitori che litigano?

8 Giugno 2021
Vaccino al figlio: chi decide tra i genitori che litigano?

Come si risolve il contrasto tra padre e madre nel caso di figlio minorenne che deve fare il vaccino non obbligatorio? 

Non tutti i vaccini sono obbligatori. E quando i genitori sono chiamati a scegliere se sottoporre il figlio a vaccinazione o meno, potrebbero sorgere contrasti e dissidi, ancor più frequenti se i due sono già separati o hanno divorziato. Perché – si sa – quando il matrimonio è finito ogni scusa è buona per litigare. Ipotizziamo allora una situazione di questo tipo: nel caso appunto del vaccino al figlio, chi decide tra i genitori che litigano? 

Chiaramente, il dubbio si pone solo per i figli minorenni: non solo perché questi sono i principali destinatari delle vaccinazioni ma anche perché, una volta divenuti maggiorenni, sono i figli stessi a decidere. Si pensi al siero anti Covid-19 che vede un piano di profilassi dell’intera popolazione mondiale, a prescindere dall’età.

Ritorniamo a noi: tra un genitore devoto alla scienza e un genitore no-vax, chi dei due prevale? Non si può certo tirare a sorte. Si ricorrerà allora al giudice. Ma come e in che modo? Di tanto parleremo qui di seguito. 

Vaccini obbligatori al figlio: che succede se i genitori litigano? 

Quando la vaccinazione è obbligatoria, i genitori non dovrebbero litigare: per loro, si pone un vero e proprio obbligo. In caso di violazione, scattano due conseguenze:

  • il divieto di iscrizione del bambino negli asili e nelle scuole materne;
  • la sanzione pecuniaria di carattere amministrativo a carico dei genitori dei bambini che frequentano la scuola elementare e media.

Ne consegue però che l’eventuale diniego al vaccino può essere – per così dire – “barattato” con una multa che graverà sia sul padre che sulla madre. 

È chiaro però che se uno dei due genitori si rivolgesse al giudice per via del contrasto registrato con l’altro genitore, potrebbe far condannare quest’ultimo a prestare il proprio consenso al vaccino, non essendoci margini per una soluzione diversa, atteso appunto l’obbligo legislativo.

Vaccini non obbligatori: che succede se i genitori litigano?

Il Codice civile stabilisce che tutte le scelte inerenti ai figli minori sono prese di comune accordo dai genitori. Ma se questi litigano, ciascuno dei due può rivolgersi informalmente al tribunale del luogo di residenza del bambino affinché sia il giudice, dopo un’analisi delle posizioni contrastanti, a “suggerire” quella più conveniente per il minore stesso. Il magistrato tenta così un componimento tra i genitori, ma se questo non dovesse riuscire, impone tra le due decisioni quella che gli appare più sensata e corretta per il bene del piccolo.

Questo è quanto potrebbe succedere anche nel caso di litigio sulla vaccinazione non obbligatoria. 

Il genitore che ritiene di non dover sottoporre il figlio al vaccino però non potrà fornire al giudice tesi “complottistiche” che non hanno fondamento scientifico; al contrario, dovrà indicare le ragioni mediche che sconsigliano l’inoculazione del vaccino al bambino e, quindi, i profili di salute di quest’ultimo che potrebbero essere incompatibili con il siero. Insomma, niente posizioni apodittiche nei confronti di Big Pharma, ma solo motivazioni consistenti.

Nei casi di separazione già in corso, è competente il giudice della separazione al quale andrà indirizzato il ricorso per autorizzare il figlio minorenne al vaccino. In passato, però, nei casi di disaccordo tra i genitori, il giudice aveva ritenuto di non poter autorizzare le vaccinazioni contro il papilloma virus e la meningite perché non obbligatorie, ma facoltative.

In questi casi, però, si legge nell’ordinanza, la decisione è stata presa perché «non esisteva un grave pregiudizio vista la scarsa diffusione delle malattie sul territorio nazionale» [1].  

Diverso è il discorso per i figli più grandi, quelli ancora non maggiorenni ma prossimi a tale traguardo. Quando il giovane ha 16 o 17 anni è solitamente ritenuto capace di discernimento e in grado di compiere scelte di vita, di orientare consapevolmente le proprie decisioni. Si pensi, ad esempio, alla possibilità di interrompere il percorso scolastico, svolgere l’attività lavorativa o, addirittura, sposarsi (in presenza di determinate condizioni) e riconoscere i figli. Il che significa che il giudice potrebbe dare al figlio l’ultima parola, dopo ovviamente averlo sentito e aver valutato la sua maturità.


note

[1] Trib. Milano, ord. del 9.01.2018.


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4 Commenti

  1. Io non sposerei mai una no vax. Non ci si può ragionare con certi soggetti, figuratevi se ci starei per tutta la vita. Lo vedo già con alcuni dei miei parenti. E’ impossibile fargli capire l’importanza di vaccinarsi contro certi virus, come il Covid-19. Ora, un conto è la tua salute e puoi fare quel che ti pare, ma su un figlio bisogna ragionare seriamente e assicurargli tutte le cure necessarie, andando contro le folli convinzioni del partner, del marito o della moglie. SI tratta dell’interesse primario del minore! Accidenti, perché c’è gente tanto stolta!

  2. Mio figlio sta per compiere il 18 anni. Ora, si è posto il problema del vaccino Covid-19. Abbiamo ragionato insieme in famiglia e siamo giunti alla conclusione che l’ideale è farsi somministrare il vaccino nonostante ancora ci siano delle incertezze sulla completa copertura dalle varianti e non si conoscano gli effetti a lungo termine. Siamo un po’ titubanti, ma meglio affidarsi alla medicina e sperare che questo maledetto virus non becchi nessuno di noi piuttosto che rischiare di ammalarsi e andare incontro alle eventuali conseguenze del post Covid

  3. Per fortuna, io e mio marito non abbiamo mai discusso di queste cose perché la pensiamo alla stessa maniera e crediamo che la vaccinazione possa tutelarci da conseguenze più gravi. Ho letto spesso di gente che temeva il vaccino perché poteva causare l’autismo e d’altra parte ho letto tanti altri articoli (anche su questo sito) con interviste a specialisti in cui si smontavano tutte queste fake news e si offrivano argomentazioni valide su cui ragionare… Il fatto è che bisogna fermarsi un attimo a ragionare prima di sparare a mille senza essere degli esperti o senza avere le conoscenze di base per contestare certe ricerche o certi studi. Spesso, la gente parla senza sapere di cosa sta parlando e semina il panico!

  4. indipendentemente dalla posizione e dal punto di vista di uno dei due genitori… esprimo personale opinione con intendimento obiettivo:

    ma tu che hai scritto questo articolo, come ti permetti di insinuare classificazioni di questo tipo con un predicato che tutto è fuorchè sensato o fondato?

    “Ritorniamo a noi: tra un genitore devoto alla scienza e un genitore no-vax, chi dei due prevale?”

    chi dice che un genitore contrario ad un vaccino non sia devoto alla scienza o meglio competente in materia? chi invece può dire che un genitore che decide per la vaccinazione dei propri figli sia consapevole o conosca veramente i fondamenti scientifici reali sottesi alla vaccinazione in questione? molti di loro seguono solo l’istinto mosso dalla paura e non la scienza (ciascun vaccino è questione diversa dagli altri, a livello medico o scientifico)

    mi pare inoltre un predicato smuovi click ma davvero poco elegante ovvero di livello professionale mediocre

    ritengo personalmente che questo predicato sia mal posto ed induce all’odio tra le persone, forse non voluto ma con effetto conseguente, un po’ gretto ed un pochino pretestuoso… io lo riformulerei anche solo per correttezza etica e deontologica

    il resto dell’articolo ritengo siano contenuti utili.

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