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Lo sai che? Registro di anagrafe condominiale: non sono dovuti documenti all’amministratore

Lo sai che? Pubblicato il 23 aprile 2014

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> Lo sai che? Pubblicato il 23 aprile 2014

Trasparenza e privacy nel condominio: i chiarimenti del Garante in merito al registro di anagrafe condominiale e al conto corrente del condominio; non è dovuta alcuna consegna di documenti all’amministratore.

Se l’amministratore di condominio, ai fini della tenuta del “registro di anagrafe condominiale”, chiede al condòmino documenti giustificativi del proprio titolo di proprietà o di possesso dell’immobile, quest’ultimo non è tenuto a fornirglieli. Lo ha detto il Garante della Privacy in risposta ad alcuni quesiti postigli con l’entrata in vigore della recente riforma di condominio [1]. In pratica, il condòmino non è assolutamente obbligato a dare prove documentali delle informazioni rese all’amministratore per la tenuta del predetto registro. Egli deve solo fornirgli le informazioni richieste.

Poiché, in base alla disciplina privacy, l’amministratore può trattare solo informazioni pertinenti e non eccedenti rispetto alle finalità da perseguire, egli può chiedere solo le informazioni che consentono di identificare e contattare i singoli partecipanti al condominio, siano essi proprietari, usufruttuari, conduttori o comodatari.

In particolare, l’amministratore può soltanto chiedere:

– generalità del partecipe al condominio;

– codice fiscale;

– residenza;

– domicilio;

– dati catastali dell’immobile: la sezione urbana, il foglio, la particella, il subalterno e il Comune.

Non può invece chiedere, perché risulterebbe eccedente copie di documentazione, come, ad esempio, l’atto di vendita in cui sono riportati i dati catastali predetti.

Per quanto riguarda poi le informazioni relative alle “condizioni di sicurezza“, con l’entrata in vigore del “Decreto Destinazione Italia” i condòmini non dovranno più fornire alcuna informazione sulla propria unità immobiliare, perché i dati da raccogliere riguardano solo le parti comuni dell’edificio.

Conto corrente condominiale

Il Garante ha altresì ricordato che il condòmino ha il diritto di accedere alla relativa documentazione. Pertanto è sempre possibile chiedere all’amministratore una copia integrale, senza oscuramenti dovuti al rispetto della privacy (anche se contengono dati personali di terzi), degli atti e dei documenti bancari del conto corrente condominiale.

Nonostante il conto sia intestato al condominio, i singoli condòmini hanno sempre il diritto di verificare la destinazione dei propri esborsi e l’operato dell’amministratore mediante l’accesso in forma integrale, per il tramite dell’amministratore,  ai relativi estratti conto bancari o postali.

note

[1] Legge n. 220 del 2012.

Autore immagine: 123rf.com


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