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Rimborsi chilometrici: Cassazione

8 Giugno 2021
Rimborsi chilometrici: Cassazione

Sull’onere probatorio del datore che invochi l’esclusione, dall’imponibile contributivo, delle erogazioni in favore dei lavoratori a titolo di rimborsi chilometrici.

Ai fini dell’esclusione dall’imponibile contributivo delle erogazioni in favore dei lavoratori a titolo di rimborsi chilometrici, l’onere probatorio gravante sul datore di lavoro è assolto con la prova documentale delle spese sostenute per tali voci, con valutazione rimessa al giudice di merito.

Cassazione civile sez. lav., 22/06/2018, n.16579

L’onere probatorio del datore di lavoro che invochi l’esclusione, dall’imponibile contributivo, delle erogazioni in favore dei lavoratori a titolo di rimborsi chilometrici, è assolto con la prova documentale delle stesse e spetta al giudice di merito valutarne la ricorrenza nel caso concreto.

Cassazione civile sez. lav., 22/06/2018, n.16579

In tema di trattamento normativo ed economico del personale sanitario a rapporto convenzionale, il rimborso chilometrico spetta in ogni caso ai medici incaricati a tempo indeterminato che si avvalgono del proprio mezzo per spostamenti dovuti allo svolgimento di attività al di fuori dei presidi dell’azienda; diversamente, i corrispettivi di cui al secondo comma dell’art. 14 del d.P.R. n. 484 del 1996 fanno espresso riferimento alle sole «visite fiscali a carico del datore di lavoro richiedente».

Cassazione civile sez. lav., 14/10/2016, n.20808

L’onere probatorio del datore di lavoro che invochi l’esclusione dall’imponibile contributivo delle erogazioni in favore dei lavoratori è assolto documentando i rimborsi chilometri con riferimento al mese di riferimento, ai chilometri percorsi nel mese, al tipo di automezzo usato dal dipendente, all’importo corrisposto a rimborso del costo chilometrico sulla base della tariffa Aci, senza che occorra, al riguardo, documentazione specifica ed analitica recante, con esauriente scheda mensile per ciascun dipendente o documento similare, l’analitica indicazione dei viaggi giornalmente compiuti, delle località di partenza e di destinazione, con specificazione dei clienti visitati e riepilogo giornaliero dei chilometri percorsi.

Cassazione civile sez. lav., 20/02/2012, n.2419

In tema di rimborso erogato agli impiegati delle Direzioni provinciali del lavoro incaricati di effettuare ispezioni ordinarie alle società cooperative, la distanza tra la sede della cooperativa ispezionata e quella di servizio del dipendente costituisce l’unico l’elemento discriminante la misura del rimborso, sia per le ispezioni eseguite nell’arco di una sola giornata sia per le ispezioni eseguite in più giorni, dovendosi escludere che siano ipotizzabili ulteriori autonome voci di spesa – quali vitto, posta, dattilografia – da ritenersi tutte comprese nel rimborso previsto dall’art. 1 d.m. min. lav. 7 ottobre 1997, espressamente definito dalla norma come “forfettario”.

Cassazione civile sez. lav., 30/11/2009, n.25242

L’art. 14, lettera e, allegato n, del d.P.R. n. 484 del 1996, che riconosce ai medici convenzionati a tempo indeterminato, i quali si avvalgano della propria autovettura per gli spostamenti per esigenze d’ufficio, il diritto ad un rimborso chilometrico, nonché ad una «adeguata assicurazione del mezzo», si interpreta nel senso che non comprende un obbligo di mero rimborso per le spese assicurative, atteso che, da un lato, un tale obbligo viene esplicitamente sancito solo per il costo della benzina, e, dall’altro, l’utilizzo della locuzione «adeguata» riferito all’assicurazione della vettura esclude la presenza di un analogo specifico obbligo e consente all’Asl di utilizzare forme di copertura dei rischi connessi alla circolazione del mezzo diversi dall’assicurazione diretta, purchè comunque idonei a tenere indenne il sanitario dagli eventuali danni a lui derivati dall’uso dello stesso.

(Nella specie, la S.C., enunciando il principio di cui in massima, ha rigettato il ricorso atteso che l’Asl aveva solo dal 2000 stipulato una polizza «Kasco» in favore dei medici convenzionati, ma, anteriormente, aveva comunque tenuto indenni i professionisti dai danni subiti in conseguenza di sinistri verificatisi durante l’orario di servizio, assolvendo correttamente, dunque, all’obbligo imposto).

Cassazione civile sez. lav., 10/12/2008, n.29010

In virtù dell’art. 12 l. n. 153 del 1969, devono ritenersi escluse dalla retribuzione imponibile ai fini contributivi le somme erogate dal datore di lavoro a titolo di rimborso delle spese di trasporto sostenute dal dipendente nello svolgimento di un’attività derivante dal rapporto di lavoro o da esso occasionata, non rilevando, in proposito, la sussistenza di un concorrente vantaggio del lavoratore nell’esecuzione di tale attività.

(Nella specie, relativa a periodi cui non era applicabile la disciplina dettata dal d.lg. n. 503 del 1992, la sentenza di merito, confermata sul punto dalla S.C., aveva escluso l’imponibilità di un'”indennità chilometrica” corrisposta da un istituto bancario a propri dipendenti che trasportavano la posta ed i valori dalla sede centrale, ove essi erano residenti, alle filiali in cui essi prestavano la propria attività lavorativa).

Cassazione civile sez. lav., 26/07/2001, n.10247

Affinché – ai sensi dell’art. 27, comma 3, d.P.R. 30 maggio 1955 n. 797 e, successivamente, dell’art. 12, comma 3, l. 30 aprile 1969 n. 153 – un’erogazione pecuniaria sia, siccome “rimborso a pie’ di lista”, esclusa dalla contribuzione verso gli enti previdenziali, occorre che siano provati, in maniera particolarmente rigorosa quando trattisi d’indennità fissa liquidata forfettariamente, il nesso causale e la corrispondenza quantitativa tra le spese sostenute dal dipendente per l’esecuzione o in occasione del lavoro e la somma corrispostagli dal datore di lavoro.

Nel dubbio circa la natura di un’indennità, avente i caratteri di un’erogazione obbligatoria e continuativa, espressa in somma fissa e preordinata, vale quella presunzione di onerosità, operante nel rapporto di lavoro e intesa a ricomprendere nella retribuzione ogni elemento patrimoniale d’incerta natura che presenti quei connotati. Lo stabilire se un’indennità sia al lavoratore versata come rimborso di spese o a titolo di retribuzione costituisce un apprezzamento di fatto riservato al giudice del merito e insindacabile in sede di legittimità, se sorretto da motivazione adeguata ed immune da vizi logici e giuridici.

(Nella specie, era stato accertato che il datore di lavoro versava ai dipendenti venditori, che usavano la propria autovettura per l’esecuzione della prestazione lavorativa, oltre ad un’indennità chilometrica, un’indennità fissa mensile per rimborso forfettario delle spese cosiddette fisse. La Suprema Corte nell’enunciare l’esposto principio di diritto ha confermato la decisione dei giudici di appello di affermare l’assoggettabilità a contribuzione di tale indennità).

Cassazione civile sez. lav., 10/08/1979, n.4664



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