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Differenza tra saldo contabile e disponibile

13 Settembre 2021 | Autore:
Differenza tra saldo contabile e disponibile

Qual è il valore che indica i soldi effettivamente versati su un conto corrente?

Ti sarà capitato di andare in banca a fare un prelievo e di sentirti dire dall’operatore dello sportello: «Vuole anche il saldo?». La sua domanda si ferma lì, nel senso che non ti chiede se vuoi il saldo contabile o il saldo disponibile. A che cosa si riferisce, quindi? Qual è la differenza tra saldo contabile e disponibile?

Non si tratta soltanto di una questione lessicale o di poco conto, perché magari sei convinto di avere un certo importo sul tuo conto corrente frutto di un versamento effettuato quella stessa mattina ma poi scopri che non puoi ancora utilizzarlo prima di una certa data, cioè prima che diventi, effettivamente, disponibile.

Ed anche se può sembrare un giro perverso di parole, per capire meglio la differenza tra saldo contabile e disponibile è opportuno conoscere anche la differenza tra data contabile e data disponibile. Non è detto che tutti questi elementi coincidano. Vediamo.

Che cos’è il saldo contabile?

Il valore del saldo contabile è quello che corrisponde alla differenza tra le operazioni in entrata, cioè a credito, e quelle in uscita, vale a dire a debito.

C’è da precisare, però, che questi due tipi di operazioni non vengono praticamente mai registrate «in tempo reale», perché devono essere rispettati i giorni di valuta. Ad esempio: se qualcuno ti fa un bonifico di venerdì sera, quei soldi non li vedrai sul tuo conto ben che vada fino a lunedì o martedì, cioè fino a quando non saranno trascorsi i «tempi tecnici» per renderli disponibili.

Viceversa, se non sono state pattuite delle condizioni più favorevoli, quando fai un prelievo tale somma potrebbe risultare mancante già qualche giorno prima (la banca ci guadagna con i giorni di valuta in questo caso).

In altre parole. Se hai un conto a zero euro e, in mattinata, ti viene fatto un bonifico di 1.000 euro, non è detto che nel primo pomeriggio tu possa fare un prelievo di 500 euro, perché potresti essere costretto ad attendere che i 1.000 euro vengano effettivamente versati sul tuo conto.

Di solito, se non vengono fatte altre operazioni in entrata o in uscita, il saldo contabile viene aggiornato nell’arco di 48 ore rispetto all’ultimo movimento registrato.

Che cos’è il saldo disponibile

Questo, probabilmente, è il valore che ti interessa di più perché il saldo disponibile è quello che si riferisce ai soldi che effettivamente si trovano, appunto, «a disposizione» sul conto corrente. Si tratta, dunque, della somma in cui sono già calcolate le operazioni in entrata (bonifici, accrediti) ed in uscita (prelievi, domiciliazioni, ecc.).

Il saldo disponibile comprende anche le spese di gestione e le commissioni varie. In sostanza, riguarda quello che davvero puoi ritirare o spendere dal tuo conto, indipendentemente che quella mattina stessa il tuo datore di lavoro abbia dato l’ordine per il bonifico del tuo stipendio: se il bonifico non è ancora arrivato è come se non ti avesse ancora versato la retribuzione.

Si può concludere, pertanto, che la differenza tra saldo contabile e saldo disponibile risiede nel tempo che trascorre da quando viene fatta un’operazione in entrata o in uscita a quando diventa effettiva.

Che cos’è la data contabile?

Come detto all’inizio, per capire meglio la differenza tra saldo contabile e saldo disponibile vediamo anche che cosa cambia tra data contabile e data disponibile.

Si segue la stessa logica che abbiamo appena visto. La data contabile è quella in cui viene effettuata un’operazione in entrata o in uscita. Coincide, quindi, con il giorno in cui è stato ordinato un bonifico, è stato fatto un prelievo, è stato versato un assegno sul proprio conto, ecc.

Che cos’è la data disponibile?

Viceversa, la data disponibile – come per il saldo disponibile – fa riferimento al giorno in cui puoi contare su una determinata somma che ti è stata versata in precedenza. Da quel momento, dunque, puoi utilizzare il denaro per prelievi e pagamenti.

Che cos’è la data di valuta?

Alla data contabile e alla data disponibile si aggiunge anche la data di valuta di un’operazione sul conto corrente (versamento ma anche prelievo, deposito di assegni, bonifici, ecc.). Si tratta del giorno da cui la movimentazione di denaro comincia a produrre i suoi effetti sugli interessi e sulle competenze.

Ecco un esempio per illustrare meglio la differenza tra tutte queste date.

Immagina che il datore di lavoro abbia qualche problema a rispettare il giorno di paga in un determinato mese e che, dunque, effettui i bonifici con un po’ di ritardo. L’azienda dà disposizioni alla banca di emettere i pagamenti il giorno 5 del mese con data di valuta per il giorno 1 del mese, cioè per la data prevista dal contratto per l’arrivo degli stipendi.

La data contabile per la banca dell’azienda sarà il giorno 5 del mese, cioè quello in cui viene effettuato il bonifico. Poiché l’accredito potrebbe non essere immediato, la data contabile per la banca del dipendente potrebbe essere il giorno successivo o anche tre giorni dopo nel caso in cui il bonifico fosse stato fatto venerdì pomeriggio. Se lo stesso giorno dell’accredito il lavoratore può già spendere quei soldi, la data contabile coinciderà con la data disponibile.

E quale sarà la data di valuta? Questa resterà sempre il primo giorno del mese, anche se i soldi sono arrivati dopo, poiché quello è l’accordo siglato tra l’azienda e i dipendenti per il pagamento degli stipendi. Significa che dal primo giorno cominceranno a maturare gli interessi sul denaro che arriverà successivamente.



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