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Lista cattivi pagatori affitti

13 Settembre 2021 | Autore:
Lista cattivi pagatori affitti

Esiste un elenco da consultare prima di dare la casa in locazione ad uno sconosciuto? L’inquilino moroso ha dei diritti da rispettare?

Chi salta qualche rata del mutuo, chi non risponde correttamente ai propri impegni per restituire un finanziamento, finisce in una sorta di lista nera che contiene chi, come lui, è poco o per niente affidabile. Succede lo stesso con gli inquilini? Esiste una lista di cattivi pagatori di affitti?

Il fenomeno dei canoni non pagati sembra in continua espansione nel nostro Paese, e non solo a causa dell’ultima crisi economica causata dalla pandemia da Covid: secondo i dati rilevati da SoloAffitti, dal 2011 al 2021, il 62% degli inquilini ha pagato almeno una mensilità in ritardo. Ma soltanto un proprietario su tre si è rivolto al tribunale per risolvere la situazione. Il che può rendere più tranquillo chi pensa che il padrone di casa avrà pazienza per un bel po’ e che, quando la perderà, si troverà un’altra casa in affitto in cui ripetere l’esperienza.

Perché il punto è proprio quello. Chi vuole adottare uno stile di vita da moroso e sa «vendersi bene» al momento di cercare casa, non farà fatica a trovarla e a firmare il contratto. La fatica la lascerà a chi dovrà insistere per costringerlo a pagare. Il proprietario può sapere con chi avrà a che fare prima di dargli la casa in locazione? Magari attraverso una lista di cattivi pagatori di affitti? Sarà dura. Vediamo perché.

Cos’è la lista cattivi pagatori?

In Italia, esiste una Centrale rischi finanziari, la Crif, ovvero una società che offre supporto all’erogazione e alla gestione del credito al consumo e che fornisce informazioni in proposito per la previsione ed il controllo del rischio finanziario. Questa società gestisce il più importante sistema di informazioni creditizie presente nel nostro Paese, il cosiddetto Sic. Una banca dati che contiene i riferimenti dei cattivi pagatori di finanziamenti erogati a privati e imprese.

Queste informazioni vengono fornite dalle banche e dalle società finanziarie che aderiscono volontariamente al sistema. In questo modo, quando un istituto di credito deve erogare un prestito o un mutuo, può prima consultare questo elenco per sapere se il richiedente è affidabile oppure no. Il sistema, però, raccoglie anche dei dati positivi su chi ha sempre rispettato i pagamenti ed onorato il debito.

In pratica, il Sic contiene le informazioni trasmesse quando ci sono dei ritardi nei pagamenti ma anche quando:

  • la banca o la finanziaria valuta la richiesta durante la fase di istruttoria;
  • viene erogato il finanziamento;
  • vengono effettuati i pagamenti per la restituzione del debito, con aggiornamenti periodici sul versamento delle rate.

Esiste una lista di cattivi pagatori di affitti?

Il Sic di cui abbiamo appena parlato raccoglie le informazioni solo sull’erogazione di mutui o prestiti, cioè del comportamento in positivo o in negativo di chi chiede ed ottiene un finanziamento. Significa, quindi, che non c’è alcun dato sulla condotta degli inquilini nei confronti dei loro padroni di casa. Una lista di cattivi pagatori di affitti, in sostanza non c’è. Semmai, c’è qualche società privata che si occupa di recupero di canoni non pagati, ma questo non risolve il problema: il proprietario di un immobile non può consultare prima di firmare un contratto di locazione un elenco che gli consenta di sapere in anticipo se il futuro inquilino è uno che paga o è uno che gli darà dei problemi a breve o medio termine.

Pertanto, consultare il Sic per sapere a chi si sta affittando un appartamento non solo è impossibile per il proprietario ma è del tutto inutile: le informazioni riguardo i mancati versamenti dei canoni non finiscono in quel database.

Cattivi pagatori di affitti: come recuperare i soldi?

Chi vuole dare una casa in affitto deve andare sulla fiducia, a meno che per conto suo conosca il vecchio padrone di casa del futuro inquilino ed abbia la possibilità di sapere se ha mai avuto dei problemi. Se poi si verificherà l’ipotesi peggiore, cioè se il conduttore diventerà moroso, non resterà che seguire la normale procedura per recuperare il proprio credito ed arrivare allo sfratto.

Ci sarà, quindi, da richiedere in tribunale un’ingiunzione di pagamento, cioè un decreto ingiuntivo, per chiedere all’inquilino il pagamento degli importi non ancora versati entro 40 giorni dalla ricezione della notifica. Dopodiché, se il locatario non dà segnali di vita, si dovrà procedere con l’esecuzione forzata e con lo sfratto per morosità.

Occorrerà, però, tenere conto di alcune cose. Innanzitutto, il fatto che lo sfratto deve rispettare una serie di diritti del debitore. Già, perché anche l’inquilino moroso ha i suoi diritti, come ad esempio:

  • non essere sfrattato se il ritardo non è di almeno 20 giorni;
  • pagare entro l’udienza di convalida di sfratto, evitando così di essere costretto a lasciare l’immobile;
  • chiedere all’udienza di convalida dello sfratto ulteriori 90 giorni per poter recuperare i soldi e pagare.


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