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Tasse: quando c’è iscrizione a ruolo straordinario

9 Giugno 2021 | Autore:
Tasse: quando c’è iscrizione a ruolo straordinario

Come avviene il recupero di imposte, interessi e sanzioni quando il Fisco ravvisa un fondato pericolo per la riscossione.

C’è chi sfugge al pagamento delle tasse nei modi più ingegnosi, fingendosi nullatenente o programmando un fallimento. E prova a farlo anche quando le imposte sono già state accertate. La normativa fiscale italiana reagisce a tali fenomeni e prevede una corsia preferenziale per l’accertamento, che lo rende più molto rapido. Questa “autostrada tributaria” si chiama iscrizione a ruolo straordinario: è un metodo utilizzato dal Fisco nei casi di fondato pericolo per la riscossione. 

Quando bisogna fare in fretta, per evitare che il patrimonio del debitore (e probabile evasore) si disperda, il suo nominativo viene inserito dall’Ente impositore, il titolare del tributo richiesto, in un elenco speciale, che viene passato all’Agente di riscossione. Così il recupero dei tributi e delle sanzioni avviene in maniera più rapida e proficua per l’Erario, saltando diversi ostacoli procedurali. E l’importo dovuto viene iscritto per l’intero ammontare, senza attendere che l’accertamento diventi definitivo.

Ci sono però due precise condizioni da rispettare, altrimenti quando c’è iscrizione a ruolo straordinario l’accertamento delle tasse da pagare è illegittimo e tutti gli atti di riscossione conseguenti sono nulli: il primo riguarda il presupposto, cioè la sussistenza di un serio e grave pericolo per l’esito della riscossione, e il secondo concerne la motivazione, perché il contribuente ha diritto di sapere le ragioni per le quali l’Amministrazione finanziaria ha derogato alle procedure ordinarie. 

La riscossione dei tributi mediante ruolo 

I tributi possono essere riscossi in due modi: mediante iscrizione a ruolo oppure attraverso l’ingiunzione fiscale, un metodo utilizzato soprattutto dai Comuni e dai loro concessionari privati per i tributi locali. Invece, tutte le imposte erariali, come l’Irpef, l’Ires, l’Irap e l’Iva, vengono sempre riscosse mediante ruolo.

Il ruolo è un elenco di debitori e delle somme dovute da ciascuno. Viene formato dagli Enti impositori (lo Stato attraverso le Agenzie fiscali e le altre Pubbliche amministrazioni, come l’Inps, l’Inail e gli Enti locali) che lo trasmettono in via telematica all’Agenzia Entrate Riscossione per avviare l’iter di esecuzione forzata dei loro crediti. 

Esistono due tipi di ruoli: 

  • il ruolo ordinario, che contiene i dati del contribuente, a partire dal codice fiscale, e tutte le informazioni sulle imposte dovute; 
  • il ruolo straordinario, che si differenzia dal precedente perché viene emesso solo se vi è un fondato pericolo per la riscossione. 

Iscrizione a ruolo straordinario: quando avviene

L’iscrizione a ruolo straordinario avviene per i tributi dovuti sulla base di atti di accertamento emessi dagli Enti impositori, come l’Agenzia delle Entrate. La legge [1] dispone che l’intero importo accertato (comprensivo del tributo, delle sanzioni e degli interessi) sia iscritto nei ruoli, anche quando non è ancora definitivo, ad esempio perché il contribuente ha proposto ricorso o sono ancora aperti i termini per farlo. 

Un’importante differenza del ruolo straordinario rispetto a quello ordinario è che nel primo vengono iscritte tutte le somme accertate dagli Uffici impositori, comprese le sanzioni, senza dover attendere che l’atto di accertamento sia divenuto definitivo. Invece, con i ruoli ordinari, l’Ufficio può iscrivere inizialmente, a titolo provvisorio, soltanto un terzo delle complessive somme dovute e questa percentuale cresce in caso di successivo rigetto del ricorso del contribuente nei vari gradi di giudizio presso le Commissioni tributarie [2].   

Così il Fisco non deve attendere i 60 giorni dalla data di notifica dell’accertamento esecutivo o dalla cartella di pagamento e, tantomeno, l’esito del giudizio tributario di opposizione promosso dal contribuente. In sostanza, con l’iscrizione a ruolo straordinario, l’Agente di riscossione è messo subito in condizione di avviare le procedure di esecuzione forzata per recuperare tutte le somme pretese dall’Amministrazione, intraprendendo i pignoramenti immobiliari e quelli dei conti correnti o degli stipendi e pensioni del debitore.

Iscrizione a ruolo straordinario: quando è illegittima

Il presupposto legittimante dell’iscrizione a ruolo straordinario è l’esistenza di un fondato pericolo per la riscossione, che viene ravvisato dall’Amministrazione sulla base di elementi concreti che fanno temere la dispersione del patrimonio posto a garanzia del credito fiscale. 

L’Amministrazione ha per legge [3] l’obbligo di indicare, nella motivazione dell’atto impositivo, le ragioni per le quali ha ritenuto sussistente tale pericolo per la riscossione e, dunque, ha operato l’iscrizione a ruolo straordinaria in un momento in cui l’accertamento non era ancora divenuto definitivo.

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione [4] ha affermato che l’iscrizione a ruolo straordinario è illegittima quando questa motivazione è omessa, perché ciò compromette il diritto di difesa del contribuente, che si vedrebbe costretto ad impugnare la cartella esattoriale, o l’avviso di accertamento esecutivo, senza conoscere le ragioni della pretesa impositiva e, dunque, senza poterle efficacemente contestare.


note

[1] Art. 15 bis D.P.R. n. 602/1973.

[2] Art. 15 D.P.R. n. 602/1973.

[3] Art. 7, co. 3 L. n. 212/2000 (Statuto del contribuente) e art. 12, co. 3, D.P.R. n. 602/1973. 

[4] Cass. ord. n. 15940 del 08.06.2021.


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