Sui conti correnti tassa da 755 milioni: a pagarla tutti gli italiani

24 Aprile 2014


Sui conti correnti tassa da 755 milioni: a pagarla tutti gli italiani

> Diritto e Fisco Pubblicato il 24 Aprile 2014



Interessi su tutti i conti e depositi: l’imposta sarà dovuta per coprire il bonus di 80 euro che però non andrà a beneficio di tutti i contribuenti.

Il decreto Renzi conferma l’aumento dell’aliquota sui redditi di natura finanziaria e sugli interessi dei conti correnti degli italiani. Come anticipato nei giorni scorsi (ne abbiamo parlato nell’articolo “Aumenta la tassa per chi conserva i soldi in banca e risparmia”), le aliquote attualmente fissate al 20% saliranno, a partire dal 1° luglio, al 26%.

Restano ferme solo le aliquote “speciali” per gli interessi e i capital gain sui titoli pubblici italiani ed esteri white list (che rimangono al 12,5%) e su alcune altre tipologie di redditi.

Inoltre passa dal 20% al 12,5% l’aliquota sugli interessi e sui capital gain dei titoli degli enti territoriali di Stati esteri white list [1].

Della nuova stangata sulle rendite finanziarie ben 755 milioni arriveranno dal prelievo sugli interessi per depositi e conti correnti. A rivelarlo è la relazione tecnica al decreto sul cuneo fiscale. Questo, in pratica, significa che circa un quarto del prelievo fiscale sarà incassato attingendo dalle tasche dei cittadini che hanno depositato i propri risparmi in banca: gli interessi che essi percepiranno da tali somme saranno più bassi, a partire da luglio, proprio per via della nuova imposta. Un’imposta spalmata su un’ampia fetta di contribuenti per poter finanziare il nuovo bonus di 80 euro in busta paga previsto dal Governo e riconosciuto a tutti i contribuenti con redditi fino a 24mila euro.

Dal prossimo anno la curva dell’imposizione sulle rendite è dunque destinata a salire. Il top verrà raggiunto nel 2016 quando famiglie e imprese si vedranno prelevare oltre 1,1 miliardi come imposta sugli interessi bancari.
A bilanciare la stretta per i contribuenti interverrà il credito di 80 euro in busta paga che, però, non è per tutti. Infatti, il bonus gli 80 euro sarà erogato a tutti i dipendenti che guadagnano fino a 24mila euro lordi. Per poi diminuire, fino ad azzerarsi, a 26mila euro.

Insomma, una cosa è chiara: l’imposta graverà su tutti (o quasi tutti) i contribuenti. Il beneficio corrispondente, invece, varrà solo per una fetta limitata.

note

[1] Si è già messo più volte in evidenza che l’applicazione dell’aliquota del 26% sui dividendi e capital gain di partecipazioni non qualificate possedute da residenti nonché sulle partecipazioni qualificate e non qualificate possedute da persone fisiche ed enti (diversi dalle società Ue o See white list) non residenti genera una significativa doppia imposizione economica. Il reddito lordo prodotto dalla società giunge infatti “nelle tasche” del socio meno che dimezzato per effetto dell’effetto combinato dell’Ires e dell’Irap pagate dalla società e della ritenuta del 26%, senza tener conto degli effetti dell’imposta di bollo e dell’imposta sulla transazioni finanziarie.

Autore immagine: 123rf.com


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