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Cosa rischia chi si intromette nei rapporti tra ex e figli?

9 Giugno 2021
Cosa rischia chi si intromette nei rapporti tra ex e figli?

La madre che impedisce all’ex marito di vedere i figli rischia una segnalazione alla Procura da parte dei servizi sociali.  

Ti sei separato da tua moglie perché non ne potevi più delle sue continue sfuriate. Ogni giorno, ti accusava di non essere bravo né come marito né come padre. Nonostante il giudice abbia disposto l’affido congiunto, lei ti impedisce di vedere i bambini. A lungo andare, questa situazione ti sta creando parecchi problemi. Ma cosa rischia chi si intromette nei rapporti tra l’ex e i figli?

Devi sapere che un’accesa conflittualità tra genitori si ripercuote inevitabilmente sulla prole al punto che, se non superata, il tribunale può disporre l’affido etero familiare. In tal caso, i minori vengono affidati al Comune e le decisioni più importanti verranno adottate dai servizi sociali. Inoltre, ostacolare il diritto di visita comporta delle conseguenze anche sul piano penale. Ma procediamo con ordine e cerchiamo di analizzare la questione più da vicino.

Genitori separati: a chi vengono affidati i figli?

Se mamma e papà si separano è necessario regolamentare l’affidamento dei figli minori. In mancanza di un accordo, tocca al giudice decidere per l’affido condiviso oppure esclusivo. Il criterio è, ovviamente, l’interesse superiore del bambino a mantenere un rapporto sano, equilibrato e continuativo con la madre e il padre anche se questi non vivono più insieme.

La regola generale è l’affidamento condiviso con collocamento prevalente presso uno dei due genitori. Questo vuol dire, in pratica, che il figlio continua a vivere con la mamma e può vedere il papà secondo i tempi e le modalità previste dal tribunale. Inoltre, tutte le decisioni più rilevanti per il minore, dalla salute all’istruzione, devono essere prese dai genitori di comune accordo, mentre le questioni quotidiane possono essere adottate autonomamente.

In casi eccezionali, cioè quando il genitore non è idoneo a svolgere il suo ruolo educativo, allora il tribunale opta per l’affidamento esclusivo. Pensa, ad esempio, al papà alcolizzato e violento oppure alla mamma che non si prende cura della prole. Attenzione però: tale modalità determina solo una compressione della responsabilità genitoriale, nel senso che le decisioni più importanti per il figlio verranno comunque prese da entrambi i genitori.

In presenza di gravi motivi, tuttavia, il giudice potrebbe anche optare per l’affido super esclusivo con l’effetto di estromettere il genitore non affidatario da tutte le questioni più rilevanti.

Conflittualità tra genitori separati: quali sono gli effetti sui figli?

Spesso, tra due genitori separati sussiste un’elevata conflittualità e a pagarne le conseguenze sono quasi sempre i figli. La giurisprudenza, infatti, ha più volte ribadito il concetto che i bambini, quali spettatori passivi delle crisi familiari, sono vittime di una forma di violenza assistita che provoca serie conseguenze fisiche e psicologiche come depressione, disturbi del sonno, ansia, nervosismo, pausa, anoressia, ecc.

Cosa rischia chi si intromette nei rapporti tra ex e figli?

Partiamo da un esempio.

Tizio e Caia sono sposati e hanno un figlio di 7 anni. Dopo un po’ di tempo, la coppia si separa e il giudice affida il minore ad entrambi i genitori con collocamento prevalente presso la madre. Successivamente, la donna diventa ostile nei confronti del marito al punto da ostacolare il suo rapporto con il bambino. L’uomo, dal canto suo, reagisce con accuse e dispetti verso la moglie ed il suo nuovo compagno.

L’esempio che ti ho riportato è una situazione molto frequente tra marito e moglie durante la crisi del rapporto coniugale. Atteggiamenti ostili, ripicche, insulti, ecc. esprimono, da un lato, l’inidoneità dei genitori ad esercitare un ruolo educativo e, dall’altro lato, provocano un forte malessere psicofisico sui minori coinvolti. Il più delle volte, infatti, i genitori usano i figli per colpire l’ex coniuge per ottenere vantaggi economici, per vendetta oppure per risentimento perché lo ritengono responsabile della fine del matrimonio.

Ebbene, la sola conflittualità tra genitori non giustifica di per sé un provvedimento di affido esclusivo se da tale comportamento non derivi un grave danno allo sviluppo psicofisico del bambino. Un ruolo fondamentale, in casi del genere, è svolto dai servizi sociali che sono chiamati a monitorare la situazione, fornire un valido sostegno ed adottare le decisioni più importanti a beneficio dei minori.

Inoltre, la giurisprudenza [1] ha chiarito che laddove la situazione dovesse peggiorare con ulteriore pregiudizio per i figli, nonostante l’intervento dei servizi sociali, allora questi ultimi dovranno segnalare alla Procura la condotta del genitore non collaborativo. In tal caso, il rischio è che il minore venga affidato ad una struttura esterna (ad esempio, il Comune).

Va precisato, altresì, che se un genitore ostacola il diritto di visita dell’altro rischia:

  • dal punto di vista penale, una querela per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice;
  • dal punto di vista civile, una condanna al risarcimento del danno.

In conclusione, il padre e la madre, anche se separati o divorziati, devono garantire il diritto dei figli alla bigenitorialità, mettere da parte le accuse reciproche e dimostrarsi genitori disponibili e affidabili.


note

[1] C. App. sent. n. 503/2021 del 03.05.2021.

Autore immagine: pixabay.com


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