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Multe per errata raccolta differenziata

9 Giugno 2021
Multe per errata raccolta differenziata

Raccolta differenziata non rispettata: come difendersi dalle sanzioni irrogate al condominio e all’amministratore. 

Come difendersi dalla multa per errata raccolta differenziata? Il sistema della raccolta differenziata dà spesso vita a contenziosi su chi sia responsabile del non corretto conferimento dei rifiuti, specie quando i bidoni sono collocati all’esterno dell’edificio e siano accessibili anche a terzi. Così può succedere che non solo gli stessi condomini, ma anche gli estranei non rispettino i giorni della raccolta e magari inseriscano, in un unico sacchetto, rifiuti di varia specie.

Ebbene, tutte le volte in cui il Comune irroga la sanzione al condominio, quest’ultimo può farla franca. A spiegare come e perché è la giurisprudenza: secondo diverse sentenze, è illegittima la multa al condominio per l’errata raccolta differenziata. 

Vediamo qual è l’orientamento dei giudici in merito.

Multe per errata raccolta differenziata: a chi?

Secondo recenti sentenze emesse dal tribunale di Palermo [1] e di Torino [2], la difesa del condominio deve partire dalla considerazione che le sanzioni amministrative – come appunto quelle per la non corretta raccolta differenziata – hanno carattere «personale» proprio come le sanzioni penali: non si può cioè punire colui che non è stato il materiale artefice dell’illecito. Solo chi viola materialmente la legge è responsabile e solo quest’ultimo è tenuto a pagare la multa.

Già questo porta a dire che il condominio non è responsabile per le multe per l’errata raccolta differenziata atteso che a commettere l’infrazione è, tutt’al più, un condomino o un estraneo. Non si può peraltro imputare al condominio un compito di supervisione e controllo sulle condotte altrui, neanche se sia dotato di telecamere esterne puntate sui bidoni. Il condominio, in altri termini, non può rispondere degli illeciti dei condomini. 

Per le stesse ragioni è illegittima la sanzione irrogata all’amministratore di condominio in via solidale con il trasgressore: anche questi infatti non può essere responsabile per le condotte altrui.

Multa al condominio per raccolta differenziata: come difendersi

C’è un altro aspetto che porta ad escludere la legittimità della multa per errata raccolta differenziata comminata al condominio: il fatto che il «condominio» non è considerato, dalla nostra legge, un ente a sé stante, distinto dai condomini. I condomini non hanno cioè una loro personalità giuridica, come invece le società ed alcune associazioni, che li distingue dai suoi partecipanti. 

Sicché, se è vero che il condominio non esiste come soggetto giuridico, ad esso non possono neanche essere imputate le sanzioni. 

Di qui la considerazione che la multa al condomino per la raccolta differenziata errata è illegittima perché imputata a un soggetto inesistente e che, pertanto, non risponde degli illeciti.  

In sintesi: perché i condomini non rispondono delle sanzioni per la raccolta differenziata?

La sentenza del tribunale di Palermo qui riportata ha così sintetizzato la questione: il sistema sanzionatorio previsto per le multe relative alla gestione della spazzatura si fonda – come per tutte le sanzioni penali e amministrative – sul principio della responsabilità personale dell’illecito commesso. In quanto tale, il condominio, in quanto ente di gestione sfornito di personalità giuridica, non può essere assoggettato ad alcuna sanzione di sorta, rispetto ai comportamenti dei condomini; esso inoltre non può assumere alcuna posizione di garanzia. Né questa deriva dalla norma secondo cui il proprietario della cosa che servì a commettere la violazione sarebbe obbligato in solido con l’autore, atteso che i bidoni della raccolta differenziata, non costituiscono lo strumento utilizzato per commettere la violazione nella specie contestata, ma sono soltanto i contenitori in cui sono stati conferiti i rifiuti diversi dalla tipologia prescritta.

Leggi anche “Raccolta differenziata condominio: multe“.


note

[1] Trib. Palermo, sent. n. 3335 del 22.10.2020.

[2] Trib. Torino, sent. n. 1027/2018.


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