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Raccolta differenziata: multe e come difendersi

9 Giugno 2021
Raccolta differenziata: multe e come difendersi

Sanzioni per chi sbaglia i rifiuti o l’orario: a quanto ammonta e come fare ricorso per non pagare. 

L’errata raccolta differenziata comporta multe sia in capo al trasgressore che al condominio e allo stesso amministratore; ma esiste più di un modo per difendersi e contestare gli importi richiesti dal Comune. 

In questa breve guida, dopo aver indicato a quanto ammontano le sanzioni per le violazioni relative alla raccolta differenziata, faremo un quadro delle tecniche di difesa che ha il cittadino e che gli consentono di non pagare. Ma procediamo con ordine.

Violazioni raccolta differenziata: quali sono?

Esiste più di un illecito in materia di raccolta differenziata. E per ciascuno di essi è prevista una diversa multa e difesa. 

Le principali violazioni sono: 

  • il conferimento di rifiuti in violazione dei giorni e degli orari previsti dal Comune per il deposito;
  • l’utilizzo di bidoni condominiali per depositare materiali diversi da quelli a cui sono destinati; 
  • il deposito di sacchetti all’esterno dei bidoni condominiali o in sacchi non idonei all’uso;
  • l’abbandono di rifiuti fuori dai bidoni condominiali;
  • l’abbandono di rifiuti in buste aperte anziché chiuse;
  • il deposito di rifiuti ingombranti o speciali dentro ai bidoni condominiali o nelle vicinanze; 
  • il danneggiamento dei bidoni condominiali concessi in comodato d’uso dal Comune.

Raccolta differenziata: multe e sanzioni

Vediamo ora a quanto ammontano le multe per l’errata raccolta differenziata. Si tratta di sanzioni di carattere amministrativo e non penale: pertanto, non è possibile denunciare chi viola tali prescrizioni; tutt’al più, è possibile una segnalazione alla polizia municipale.

In assenza di una modalità univoca per la raccolta differenziata, valida per tutto il territorio nazionale, i Comuni hanno imposto le proprie regole, con ordinanze e regolamenti. Infatti, la legge statale sui rifiuti introdotta dal Decreto “Ronchi” D. Lgs. n. 22 del 5 febbraio 1997 e dal successivo Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2016, che hanno recepito le direttive europee in materia ambientale, ha delegato agli enti locali il compito di disciplinare e gestire il servizio della raccolta differenziata dei rifiuti.

A irrogare le sanzioni per l’errata raccolta differenziata sono i Comuni, per mano della polizia municipale.

I soggetti sanzionati sono:

  • il responsabile materiale della violazione, qualora identificabile;
  • il condominio e l’amministratore, in qualità di responsabili in solido.

Vedremo però a breve che tale impianto sanzionatorio è, il più delle volte, illegittimo e, pertanto, esiste più di un modo per far valere la propria difesa.

Multa per chi sbaglia la raccolta differenziata

Chi utilizza i cassonetti della differenziata per depositare materiali diversi da quelli previsti dalla normativa locale rischia una multa da 25 a 155 euro. 

Si pensi al caso di chi, nel sacchetto della carta, butta materiale che andrebbe invece raccolto con il residuo o col vetro; oppure si pensi a chi getta nel cassonetto degli oggetti elettronici che invece andrebbero raccolti presso gli appositi centri (i cosiddetti Raee).

Multa per chi butta la spazzatura fuori orario

Il più delle volte, i Comuni indicano una fascia oraria entro cui buttare la spazzatura. Chi viola tale prescrizione rischia una multa da 25 a 155 euro. 

Multa per chi sbaglia la raccolta di carta e cartone

Carta e cartone, così come i relativi imballaggi (si pensi ai pacchi vuoti di Amazon) vanno di solito piegati o legati. Il gestore della raccolta indica le modalità per il deposito di tali rifiuti. Chi viola tali regole rischia una multa da 100 a 620 euro. 

Altre multe per la raccolta differenziata

I Comuni hanno la possibilità di prevedere ulteriori illeciti e sanzioni, ad esempio, per chi:

  • butta la spazzatura nei contenitori di un altro condominio;
  • butta i sacchetti fuori dai contenitori della raccolta differenziata;
  • sposta i cassonetti;
  • conferisce rifiuti combusti, rifiuti pericolosi o rifiuti ingombranti nei pressi dei contenitori o in luoghi diversi rispetto a quelli indicati dal Comune (qui la multa, in alcuni Comuni d’Italia, supera i 600 euro);
  • deposita rifiuti senza metterli all’interno di sacchetti chiusi.

Come difendersi dalle multe per la raccolta differenziata

Esistono svariate tecniche di difesa contro le multe per la raccolta differenziata. Queste tecniche poggiano essenzialmente su tre presupposti:

  • la responsabilità personale del trasgressore, che non può essere traslata su terzi, neanche in funzione di garanti o di responsabili in solido;
  • l’accertamento dell’infrazione che può essere effettuato solo da un pubblico ufficiale e non da un privato cittadino;
  • l’impossibilità di sanzionare il condominio in quanto non è dotato di una propria personalità giuridica.

Affrontiamo, più nel dettaglio, tali aspetti.

La responsabilità personale del trasgressore

In tema di sanzioni amministrative vale lo stesso principio previsto in materia penale: la responsabilità è solo personale. Non ci può essere quindi un soggetto che risponde degli illeciti altrui. Pertanto, sono da ritenere illegittime le sanzioni comminate all’amministratore di condominio come responsabile della gestione e del controllo dell’edificio da questi amministrato.

Ciò nonostante, in molti verbali elevati dalla polizia municipale, l’amministratore di condominio viene indicato come “obbligato in solido”, cioè tenuto al pagamento della sanzione pecuniaria, senza però che lo stesso abbia materialmente partecipato alla violazione contestata dagli agenti accertatori. Tale previsione è però da ritenersi illegittima e, con ricorso al giudice di Pace, sarà possibile fare opposizione. 

Del resto, l’amministratore non è un “controllore” o un “garante”, per conto dell’amministrazione, delle condotte dei condomini: egli è solo un mandatario dei condòmini. Pertanto, non compete a lui controllare se i rifiuti vengono conferiti nei bidoni correttamente [1], né tantomeno l’amministratore è dotato, per legge, di poteri coercitivi nei confronti dei condòmini.

Necessario identificare il trasgressore

La polizia deve accertarsi personalmente di colui che ha commesso l’infrazione, non potendosi basare sulle segnalazioni fatte da terzi o di semplici indizi. Pertanto, se tale certezza manca perché il pubblico ufficiale non ha assistito personalmente all’illecito o non è in grado di identificare l’identità del trasgressore con altri metodi (ad esempio, l’indagine del contenuto della spazzatura), la multa è illegittima.

Il verbale della polizia fa piena prova solo in merito ai fatti accertati personalmente dal verbalizzante e non si estende agli apprezzamenti e alle valutazioni dallo stesso eseguite sulla base di congetture o di notizie apprese da altre persone [2]. 

Gli agenti accertatori devono identificare, con precisione e senza margini di dubbio, chi ha commesso l’illecito, altrimenti si finirebbe per attribuire una responsabilità oggettiva (cioè che prescinde da un comportamento volontario o colpevole) a un soggetto che, invece, non si è macchiato di alcuna responsabilità personale. 

Illegittime le multe al condominio 

Il condominio non è un ente a sé stante, diverso dai condomini, come lo è invece la società rispetto ai suoi soci. Il condominio è solo un ente di gestione, non dotato di personalità giuridica. Pertanto, non è possibile multare il condominio, non avendo questi né una responsabilità per condotte altrui (a riguardo vale quanto detto sopra per l’amministratore), né una propria imputabilità soggettiva [3]. In base a questo principio, l’autorità amministrativa non può multare il condominio, senza avere identificato la persona che ha commesso la violazione e, peraltro, senza avere la certezza che la violazione sia stata commessa da uno o più condomini del condominio.

Per il tribunale di Torino «la responsabilità di chi commette un’infrazione è personale e risponde della sanzione solo chi materialmente ha commesso l’azione» e pertanto «la multa disposta al cittadino non deve solo indicare gli estremi dell’illecito, ma anche identificare, con precisione, il soggetto colpevole».

Peraltro, in materia di rifiuti, vale il principio della responsabilità personale dell’illecito amministrativo, che esclude la responsabilità oggettiva del condominio in quanto la sanzione amministrativa è imputabile soltanto all’effettivo trasgressore [4].

In generale, la multa comminata ai cittadini non può solo indicare gli estremi dell’illecito, ma deve anche identificare, con precisione, il soggetto colpevole, altrimenti verrebbe meno il principio fondante dell’illecito amministrativo. La legge, infatti, stabilisce il principio generale della responsabilità personale dell’illecito amministrativo commesso (proprio come la responsabilità penale).


note

[1] Tar Messina, sent. n. 455 del 22/07/2019.

[2] Cass. sent. n. 3785/2017, ord. n. 9037/2019

[3] Trib. Palermo, sent. n. 3335 del 22.10.2020. Trib. Torino, sent. n. 1027/2018.

[4] GdP Napoli, sent. n. 369/2016.

Autore immagine: depositphotos.com


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2 Commenti

  1. Sono anni…Ma davvero tantissimi anni che si fa la raccolta differenziata. possibile che ci sia ancora chi sbaglia? Per sicurezza, visto che nessuno è perfetto e un’indecisione può sempre pervenire, io ho attaccato in cucina la lista con le regole così se dovessi avere qualche dubbio so che non sto sbagliando ed evito di beccarmi una multa

  2. Da quando sono uscite le regole sulla raccolta differenziata, ho imposto a tutti i componenti della famiglia di fare attenzione perché se mai avessero segnalato qualche errore e in caso di multa, a togliere i soldini sarebbe stato chi ha commesso l’errore. Bisogna dare delle regole severe altrimenti c’è il rischio di dover buttare via soldi per un oggetto fuori posto ed è peccato perché i soldi ce li guadagniamo onestamente ogni giorno

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