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Come recuperare la detrazione fiscale se si paga in contanti

9 Giugno 2021
Come recuperare la detrazione fiscale se si paga in contanti

Chi non usa mezzi di pagamento tracciabili perde le detrazioni fiscali come nel caso di spese mediche. Ma c’è un modo per tornare indietro e recuperare i soldi.

La legge impone l’obbligo di pagamento con mezzi tracciabili per godere delle detrazioni fiscali del 19%, come nel caso delle spese mediche. 

Ma anche chi, per ingenuità o distrazione, paga in contanti può recuperare la detrazione fiscale. E ciò grazie ad un semplice trucchetto del tutto legale. Non si tratta dunque di aggirare la normativa ma, anzi, di fare ciò che la stessa richiede, in perfetta regola e senza il rischio di subire sanzioni.

Prima però di spiegare come recuperare la detrazione fiscale se si paga in contanti, ecco alcune importanti raccomandazioni sull’obbligo di pagamento con strumenti tracciabili.

Quando pagare in contanti

Si possono pagare in contanti: l’affitto, il condominio, lo stipendio della colf o della badante, purché l’importo non superi le soglie imposte dalla normativa sulla tracciabilità dei pagamenti. Importo che, fino al 31 dicembre 2021, è di 2.000 euro, mentre dal 1° gennaio 2022 è di 1.000 euro.

Quanto alle spese mediche, il contante può ancora essere usato per i medicinali, i dispositivi medici e le prestazioni sanitarie rese da strutture pubbliche o private accreditate al Servizio sanitario nazionale. È il caso dell’acquisto di medicinali da banco (ad esempio, antipiretico o antidolorifici) o di un medicinale omeopatico sia che ciò avvenga in farmacia, parafarmacia sia al supermercato. In ogni caso, per ottenere la detrazione del 19%, è necessario conservare lo scontrino fiscale con il codice fiscale. 

Per tutte le altre spese mediche detraibili è, invece, necessario pagare con mezzi tracciabili (bancomat, carte di credito, carte prepagate, bonifici, assegni bancari e circolari o altri sistemi).

Cosa succede se si paga per errore in contanti?

Chi per errore paga in contanti laddove dovrebbe invece utilizzare mezzi tracciabili perde la detrazione fiscale del 19%. Tuttavia, non è detta l’ultima parola: è infatti possibile trovare una soluzione e così detrarre la spesa dalle tasse da pagare a fine anno. Per quanto semplice e apparentemente banale, questo trucchetto ti consentirà di recuperare la detrazione fiscale anche dopo aver pagato in contanti. L’importante è, chiaramente, agire prima di aver presentato la dichiarazione dei redditi. 

La prima cosa da fare è contattare il venditore o il fornitore del servizio e rappresentargli il problema. Con questi poi bisognerà concordare la seguente operazione:

  • restituzione dei soldi versati originariamente in contanti;
  • esecuzione di un nuovo pagamento, questa volta però con modalità tracciabili. 

In buona sostanza, con l’accordo del creditore originario (ad esempio, il medico), bisogna ripetere l’operazione iniziale annullando la precedente. Sarà quindi sufficiente farsi restituire il denaro dal fornitore e poi eseguire un secondo pagamento, ma stavolta con bonifico, carta di credito o bancomat. 

L’emissione dello scontrino o della fattura, già emessa in occasione del primo pagamento, non sarà di ostacolo all’esecuzione di tale operazione. 

Del resto – è bene sottolinearlo ancora una volta – il sistema che abbiamo appena illustrato è pienamente legale e viene incontro allo stesso intento dello Stato di tracciare  i pagamenti per prestazioni detraibili come appunto le spese mediche. Del resto, anche l’Agenzia delle Entrate si è pronunciata in merito ritenendo legale tale espediente per recuperare le detrazioni fiscali. Il parere dell’amministrazione finanziaria è stato dato in merito ai bonifici per ristrutturazioni ma può ben essere esteso a qualsiasi altro tipo di pagamento, anche alle spese mediche. 

Non rileva, peraltro, che il secondo pagamento (quello cioè eseguito con modalità tracciabili) avvenga in un anno successivo e diverso da quello in cui è stata sostenuta la spesa. La norma infatti prevede solo l’obbligo di tracciabilità, senza alcun altro vincolo. Né si creano problemi con l’anno di detraibilità, che resta sempre quello del primo pagamento, in quanto in tale anno la spesa è stata sostenuta, a prescindere dal successivo rimborso e nuovo pagamento.

In sintesi, anche chi – in buona o malafede – ha eseguito il pagamento in contanti può evitare di perdere la detrazione fiscale spettante sulla spesa ripetendo l’operazione, ossia facendosi restituire i contanti e poi pagando con metodi tracciabili. 



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1 Commento

  1. La soluzione prospettata, è accettabile allorquando avviene in un arco temporale abbastanza circostanziato, poichè l’ipotetico professionista medico che, emette la fattura per il compenso professionale, la emette in base al principio di cassa in primis, per cui non è accettabile che il libero professionista vanti un credito da un paziente che, riscuoterà addirittura l’anno successivo. inoltre, i liberi professionisti hanno il registro delle moviementazioni finanziarie laddove vengono registrati gli incassi ed i pagamenti, in ordine cronologico, per cui, andrebbe stornata l’operazione di incasso cash, a distanza di mesi.
    Pertanto la soluzione prospettata, è a dir poco inattendibile, poichè verrebbe evidenziata l’anomalia contabile e, renderebbe l’operazione scorretta.

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