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Impresa individuale: cos’è?

13 Settembre 2021 | Autore:
Impresa individuale: cos’è?

Vantaggi e svantaggi della forma giuridica che attribuisce al solo titolare tutta la responsabilità della ditta verso terzi. I parenti possono farne parte?

Un numero di partita Iva: ecco il requisito indispensabile per aprire una ditta individuale. Un modo più semplice e ad un costo più basso per avviare un’attività. Ma l’impresa individuale cos’è? Quali sono gli adempimenti ed i requisiti richiesti?

Stiamo parlando di una tipologia di impresa che fa capo ad un solo titolare, unico responsabile dell’iniziativa, che non sarà vincolato ad investire un capitale minimo. Il rischio d’impresa, quindi, interesserà il suo solo intero patrimonio, poiché – in caso di crisi – sarà l’imprenditore a rispondere nei confronti dei terzi anche con i suoi beni personali, non solo con quelli intestati alla ditta. Ecco perché l’impresa individuale viene preferita quando non ci sono dei grossi rischi da correre e non vengono richiesti degli investimenti molto elevati.

Vediamo nel dettaglio che cos’è l’impresa individuale, quali sono i vantaggi e gli svantaggi di questa scelta e quali sono i requisiti necessari.

Impresa individuale: cosa si intende?

Per impresa individuale si intende la forma giuridica più semplice per avviare un’attività che ruota intorno alla figura di un imprenditore. Come detto, è lui l’unico soggetto che risponde (anche con i propri beni) dell’operato della ditta, nel bene e nel male: si attribuisce i guadagni e corre da solo i relativi rischi.

La denominazione dell’impresa comprende il cognome del titolare oppure le iniziali del nome e del cognome. L’attività può essere svolta anche in forma di impresa familiare o di impresa coniugale. Alla ditta individuale, infatti, possono partecipare anche:

  • il coniuge;
  • i familiari entro il terzo grado;
  • gli affini entro il secondo grado.

In questo caso, tutti i partecipanti all’impresa hanno diritto alla loro quota di utili, ma è il titolare il solo responsabile della ditta.

Impresa individuale coniugale: quali requisiti?

Per avviare un’attività con la forma giuridica di impresa individuale coniugale, è necessario che venga costituita dopo il matrimonio e che i coniugi siano in regime di comunione dei beni. Inoltre, la gestione deve essere fatta alla pari: significa che uno non può essere il capo dell’altro.

Impresa individuale: come si avvia?

Per costituire ed avviare un’impresa individuale è necessaria l’iscrizione nel Registro delle imprese della Camera di Commercio competente per territorio (ad eccezione, solitamente, dei liberi professionisti). La ditta verrà registrata nella sezione ordinaria o in quella speciale, a seconda che si tratti di un imprenditore commerciale o un piccolo imprenditore agricolo, di un artigiano, ecc. Per quanto riguarda la sezione ordinaria, l’iscrizione comporta la presunzione assoluta di conoscenza: vuol dire che ha un’efficacia legale sull’opponibilità a terzi dei fatti previsti dalla legge. Il registro della sezione speciale, invece, ha effetto di certificazione anagrafica e di pubblicità legale.

L’iscrizione deve essere fatta esclusivamente per via telematica inviando la Comunicazione Unica (detta anche ComUnica), con la quale vengono assolti tutti gli adempimenti richiesti, ovvero:

  • l’attribuzione della partita Iva;
  • l’iscrizione nel Registro delle imprese e, eventualmente, all’Albo delle imprese artigiane;
  • gli adempimenti Inps e Inail ai fini previdenziali ed assicurativi.

Impresa individuale: quali vantaggi?

Avviare un’attività come impresa individuale ha alcuni vantaggi di tipo, soprattutto, pratico ed economico. I più importanti da segnalare sono:

  • la possibilità di costituire la ditta in modo semplice e veloce, con l’invio della Comunicazione Unica per l’iscrizione al Registro delle imprese e l’apertura della partita Iva;
  • il costo ridotto per la costituzione dell’impresa;
  • la semplicità nella tenuta della contabilità;
  • il fatto di non dover dipendere dalle decisioni operative di altre persone;
  • il mancato obbligo di redigere un bilancio a fine anno.

Impresa individuale: quali svantaggi?

Tuttavia, non sono tutte rose e fiori, come si suol dire. Ci sono anche dei lati meno positivi da valutare prima di fare questo tipo di scelta. Ad esempio:

  • il fatto di rispondere da soli di fronte ai creditori, anche con il patrimonio personale: se le cose vanno male e il debito è elevato, ci possono andare di mezzo la casa, l’auto, ecc.;
  • il non poter contare sulle risorse materiali ed imprenditoriali di eventuali soci;
  • l’affidabilità creditizia ridotta rispetto ad un’impresa più solida dal punto di vista societario;
  • il lato fiscale: se ci sono degli utili netti importanti, entrano a far parte del reddito complessivo del titolare dell’impresa.


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