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Validità testamento in stampatello: Cassazione e ultime sentenze

9 Giugno 2021
Validità testamento in stampatello: Cassazione e ultime sentenze

È valido il testamento olografo scritto a mano ma in stampatello? Ecco cosa ne pensa la giurisprudenza. 

In materia testamentaria, l’uso dello stampatello non può escludere di per sé l’autenticità della scrittura

In materia testamentaria, l’abitualità e la normalità del carattere grafico adoperato non rientrano fra i requisiti formali del testamento olografo, ai sensi dell’articolo 602 del codice civile, benché assumano un pregnante valore probatorio nell’ottica dell’attribuzione della scheda al testatore.

Pertanto, l’uso dello stampatello non può escludere di per sé l’autenticità della scrittura, pur se rappresenta, ove non sia giustificato dalle condizioni psico-fisiche o da abitudine del dichiarante o da altre contingenze, il cui esame è di esclusiva competenza del giudice di merito, un elemento significativo del quale tenere conto ai fini della valutazione di tale autenticità.

Nel caso di specie, anche grazie all’ausilio della consulenza tecnica, il Tribunale ha ritenuto, per via dell’insolito utilizzo dello stampatello al posto del corsivo, maggiormente probabile che il corpo del testo non provenga dalla mano del de cuius. 

Tribunale Latina sez. I, 22/01/2020, n.155

Scheda testamentaria vergata in stampatello: la contestata non autenticità va comunque provata

La parte che contesta la autenticità della scheda testamentaria non può essere esonerata dall’onere di dimostrazione la non autenticità per il solo fatto che la stessa risulti vergata in stampatello (atteso, tra l’altro, che l’articolo 602 del codice civile richiede solo l’autografia).

Cassazione civile sez. II, 05/12/2018, n.31457

L’abitualità e la normalità del carattere grafico adoperato non rientrano fra i requisiti formali del testamento olografo

L’abitualità e la normalità del carattere grafico adoperato non rientrano fra i requisiti formali del testamento olografo ai sensi dell’art. 602 c.c., benché assumano un pregnante valore probatorio nell’ottica dell’attribuzione della scheda al testatore. Pertanto, l’uso dello stampatello non può escludere di per sé l’autenticità della scrittura, pur se rappresenta, ove non sia giustificato dalle condizioni psico-fisiche o da abitudine del dichiarante o da altre contingenze, il cui esame è di esclusiva competenza del giudice di merito, un elemento significativo del quale tenere conto ai fini della valutazione di tale autenticità.

Cassazione civile sez. II, 05/12/2018, n.31457

Testamento olografo e  autografia

È nullo il testamento inciso mediante una punta acuminata sulla piastrina metallica di un collare per cani con lettere segnate a stampatello, che non consentono la loro riferibilità ad alcuna persona in particolare e che, pertanto, rendono inammissibile il procedimento di verificazione.

Tribunale Mistretta, 27/10/2009

Ai fini dell’identificazione del requisito dell’autografia del testamento olografo è necessario distinguere tra la dichiarazione di ultima volontà e il documento cartaceo sul quale essa è vergata, di tal che detto requisito è rispettato quando la disposizione di ultima volontà sia stata interamente scritta di pugno dal testatore e da lui sottoscritta pur se il documento cartaceo che la reca contenga scritti di mano aliena in una parte diversa da quella occupata dalla disposizione testamentaria; mentre la nullità per difetto di autografia del testamento è configurabile allorché l’intervento del terzo ne elimini il carattere di stretta personalità, interferendo sulla volontà di disporre del testatore, come avviene quando nel corpo della disposizione di ultima volontà anche una sola parola sia di mano altrui e risulti scritta dal terzo durante la confezione del testamento, ancorché su incarico o col consenso del testatore. (Nella specie, in applicazione del principio di cui in massima, la S.C. ha confermato la sentenza impugnata, la quale aveva escluso la nullità del testamento olografo in un caso nel quale nel documento cartaceo, contenente la disposizione di ultima volontà interamente scritta dal “de cuius” e, immediatamente sotto, la sottoscrizione dello stesso, comparivano anche, redatte da mano aliena, le sottoscrizioni di due infermiere che gli prestavano assistenza e altre scritte in stampatello riproducenti i nomi e gli indirizzi delle stesse).

Cassazione civile sez. II, 05/08/2002, n.11733

Nel testamento olografo redatto in stampatello, il requisito dell’abitualità della scrittura risulta soddisfatto allorquando sia accertato l’utilizzo, da parte del testatore, oltre che del consueto carattere corsivo, anche di quello stampatello (nella specie si è accertato che la testatrice, sebbene solita scrivere in corsivo, usava talvolta il carattere in stampatello. 

Corte appello Torino, 19/12/2000



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