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Pensione anticipata con pochi contributi

13 Settembre 2021 | Autore:
Pensione anticipata con pochi contributi

Uscita dal lavoro prima del compimento dell’età pensionabile per chi non ha contributi prima del 1996: quali possibilità?

Hai iniziato a lavorare dopo il 1996: ti hanno detto che non potrai mai raggiungere la pensione anticipata Fornero [1], che non prevede limiti di età, perché non è un trattamento accessibile alle persone che sono assoggettate al calcolo interamente contributivo.

In merito alla pensione anticipata, regna una certa confusione: innanzitutto, non è vero che il pensionamento anticipato ordinario Fornero non può essere raggiunto da chi è privo di contribuzione anteriore al 1996. Piuttosto, non è possibile raggiungere la pensione anticipata con pochi contributi, se parliamo del trattamento ordinario, in quanto il diritto alla pensione si raggiunge con 42 anni e 10 mesi di contribuzione, per gli uomini, con 41 anni e 10 mesi di contribuzione per le donne.

Chi ha iniziato a lavorare nel 1996, ad esempio, potrà raggiungere il diritto alla pensione solo nel febbraio del 2039 (considerando 42 anni e 10 mesi di versamenti, più i 3 mesi di finestra attualmente previsti: il requisito potrebbe aumentare dal 2027), a patto che la contribuzione risulti versata continuativamente, senza interruzioni: un’impresa non facile, dal momento che le carriere dei più giovani sono spesso discontinue.

Non molti, però, sanno che ottenere la pensione anticipata con pochi contributi è possibile: non si tratta del pensionamento ordinario Fornero, ma della cosiddetta pensione anticipata contributiva (si chiama così in quanto può essere ottenuta soltanto da coloro il cui trattamento è liquidato con sistema di calcolo contributivo), prevista, ugualmente, dalla legge Fornero di riforma delle pensioni [2].

Quali requisiti per la pensione anticipata con pochi contributi?

La pensione anticipata contributiva può essere raggiunta se si maturano i seguenti requisiti:

  • almeno 64 anni di età (il requisito anagrafico potrebbe aumentare dal 2023, in base alla speranza di vita media, qualora siano riscontrati incrementi);
  • almeno 20 anni di versamenti effettivi;
  • un assegno minimo almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale, cioè a 1.288,78 euro mensili lordi (valore 2021, considerando che l’importo mensile dell’assegno sociale è pari a 460,28 euro).

L’assegno minimo per la pensione anticipata con pochi contributi è un’integrazione al minimo?

L’importo minimo per la pensione anticipata contributiva è un importo garantito al lavoratore, proprio come l’integrazione al trattamento minimo? L’importo minimo da rispettare costituisce una soglia minima di assegno, al di sotto della quale la pensione anticipata a 64 anni non può essere liquidata. Non si tratta di un’integrazione da parte dell’Inps, tutt’altro: l’Inps non integra mai al minimo le pensioni calcolate col sistema contributivo. Fa eccezione la sola pensione anticipata con opzione donna.

Nicoletta ha 64 anni e 20 anni di contribuzione, tutti accreditati dopo il 1996. La sua pensione mensile arriva a 1.100 euro lordi. Nicoletta non può ottenere la pensione anticipata contributiva, nonostante possieda sia il requisito anagrafico che quello contributivo, in quanto non soddisfa la soglia minima di assegno, che deve risultare almeno pari a 2,8 volte l’assegno sociale. Dovrà effettuare ulteriori versamenti per aumentare il montante contributivo e, di conseguenza, l’importo della pensione, sino ad arrivare al limite minimo richiesto dalla legge. In alternativa, dovrà aspettare di compiere 67 anni, l’età richiesta per la pensione di vecchiaia ordinaria (salvo futuri aumenti in base alla speranza di vita media).

Ricordiamo che la pensione di vecchiaia ordinaria, per coloro che sono privi di contributi anteriori al 1996, si raggiunge con almeno:

  • 67 anni di età (requisito valido sino al 31 dicembre 2022);
  • 20 anni di contributi;
  • un importo pensionistico mensile lordo almeno pari a 1,5 volte l’assegno sociale, cioè a 690,42 euro.

Posso versare contributi in più per arrivare all’importo minimo richiesto per la pensione anticipata a 64 anni?

Se non raggiungi l’importo minimo mensile per la liquidazione della pensione anticipata a 64 anni, non puoi versare contributi in più a tuo piacimento.

Puoi però:

  • continuare a lavorare, versando i contributi (se sei dipendente, i contributi saranno versati dal datore di lavoro, se sei un lavoratore parasubordinato, dal committente) sino al raggiungimento della soglia minima di assegno prevista dalla legge per il pensionamento;
  • versare i contributi volontari sino al raggiungimento della soglia minima di assegno prevista dalla legge per il pensionamento: ricorda, però, che i contributi volontari non coprono periodi passati (salvo i 6 mesi precedenti la data della domanda) e non possono essere versati in un’unica soluzione per il futuro, ma devono essere versati trimestralmente; in pratica, sono accreditati e coprono di 3 mesi in 3 mesi;
  • chiedere il riscatto di eventuali periodi non contribuiti (qui vedi Quali periodi si possono riscattare?), aumentando così il montante contributivo, cioè la somma dei contributi accantonati nella tua posizione previdenziale.

Possiedo contributi accreditati prima del 1996: posso ottenere la pensione anticipata con pochi contributi?

La pensione anticipata contributiva può essere ottenuta, qualora si possiedano contributi anteriori al 1996, optando per il computo presso la gestione Separata [3]. Per optare per il computo, in sostanza per far confluire tutta la contribuzione esistente presso la gestione Separata, bisogna però avere alle spalle, al momento dell’opzione (che avviene al pensionamento, almeno in base all’interpretazione dell’Inps nelle più recenti circolari [4]):

  • almeno 15 anni di contributi complessivi;
  • di cui meno di 18 al 31 dicembre 1995;
  • ed almeno cinque dal 1° gennaio 1996.

Bisogna poi avere almeno un mese di contributi accreditati presso la gestione separata. Il computo vale per tutte le casse amministrate dall’Inps, mentre non è ammesso per la contribuzione accreditata presso le casse professionali.

Resta aperta una questione sollevata dall’Inps nel 2015, in pratica secondo l’Istituto il computo sarebbe precluso se i requisiti per lo stesso, appena elencati, risultano maturati entro il 31 dicembre 2011 senza aver contemporaneamente maturato i requisiti allora vigenti per la pensione. Per approfondire, leggi: Computo presso la gestione Separata.


note

[1] Art.24 Co. 10 DL 201/2011.

[2] Art.24 Co. 11 DL 201/2011.

[3] Art.3 DM 282/1996.

[4] Circ. Inps 6/20202 e 54/2021.

Autore immagine: pixabay.com


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