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Indice Istat: cos’è e come funziona

9 Giugno 2021 | Autore:
Indice Istat: cos’è e come funziona

Le modalità per il calcolo dell’inflazione, beni e servizi che compongono il paniere, i luoghi in cui viene rilevato il dato che condiziona i prezzi al consumo.

Avrai sentito nominare spesso l’indice Istat e, forse, ti sarai chiesto che cos’è e come funziona esattamente questo elemento che condiziona le nostre vite da consumatori, in modo invisibile ai nostri occhi ma fin troppo evidente a quelli dei nostri portafogli. Si tratta, in estrema sintesi, di una rilevazione sui prezzi al consumo elaborata dall’Istituto nazionale di statistica, ovvero dall’ente di ricerca pubblico incaricato di fornire e di analizzare dei dati ufficiali su qualsiasi aspetto della vita sociale ed economica del Paese. Informazioni che poi servono non solo ai Governi per adottare o modificare delle politiche economiche ma che possono influenzare, ad esempio, un eventuale aumento degli affitti, degli stipendi, dei beni al consumo.

L’indice Istat ha diverse componenti, dei «sotto indici» se vogliamo chiamarli così, che formano il dato finale. Si tratta di quello relativo all’intero sistema economico italiano (il Nic), di quello che riguarda le famiglie di operai ed impiegati (il Foi) e dell’indice armonizzato europeo, l’Ipca, che mette a confronto l’inflazione italiana con quella degli altri Stati dell’Unione. Ecco, allora, cos’è e come funziona l’indice Istat.

Indice Istat: che cos’è?

L’indice Istat o meglio gli indici dei prezzi al consumo, sono degli strumenti statistici che rilevano le variazioni dei prezzi di un insieme di beni e servizi, quelli che costituiscono il cosiddetto paniere Istat. La loro funzione principale è quella di determinare l’andamento dell’inflazione.

L’inflazione, cioè l’appena citata variazione dei prezzi, viene calcolata ogni mese sulla base di tre valori:

  • l’indice Nic, utilizzato per la misura dell’inflazione nazionale;
  • l’indice Ipca, calcolato per assicurare una misura dell’inflazione comparabile con i Paesi dell’Unione europea;
  • l’indice Foi (che esclude il prezzo dei tabacchi), generalmente utilizzato per le rivalutazioni monetarie.

In pratica, quindi, l’indice Istat è lo strumento statistico che misura le variazioni nel tempo dei prezzi di un insieme di beni e servizi rappresentativo degli effettivi consumi delle famiglie in uno specifico periodo di tempo.

Indice Istat: che cos’è il «paniere»?

Per arrivare a determinare l’indice Istat c’è bisogno di analizzare quel «paniere» che abbiamo citato prima. Si tratta di un insieme di beni e servizi, variabile a seconda dell’evoluzione sociale ed economica del Paese, che rappresentano i consumi delle famiglie.

L’ultimo paniere di riferimento dell’Istat, che riguarda il 2021, contiene per gli indici nazionali 12 voci di spesa, ovvero:

  • prodotti alimentari e bevande analcoliche;
  • bevande alcoliche e tabacchi;
  • abbigliamento e calzature;
  • abitazione, acqua, elettricità e combustibili;
  • mobili, articoli e servizi per la casa;
  • servizi sanitari e spese per la salute;
  • trasporti;
  • comunicazioni;
  • ricreazioni, spettacoli e cultura;
  • istruzione;
  • servizi ricettivi e di ristorazione;
  • altri beni e servizi.

Ciascuna di queste voci ha il suo peso percentuale, a seconda della domanda. Ad esempio (e non è un gioco di parole), il pane nel paniere Nic ha una rilevanza di poco meno dell’1%, mentre le automobili pesano per quasi il 3,1%, la camera d’albergo per poco più del 1,2% e il pasto al ristorante per quasi il 1,3%.

I prodotti del paniere ed il loro peso in percentuale vengono scelti sulla base della spesa effettiva delle famiglie, in modo da rappresentare la struttura dei consumi. Ogni anno, viene definito un campione di prodotti la cui dinamica di prezzo rappresenta quella di un insieme più ampio.

Indice Istat: come vengono rilevati i prezzi?

Prendendo sempre come riferimento l’ultimo sistema, i prezzi per l’elaborazione dell’indice Istat vengono rilevati in 80 Comuni, di cui 19 capoluoghi di Regione, 60 capoluoghi di provincia e un Comune con più di 30mila abitanti per il paniere completo, mentre in altri 12 capoluoghi di provincia viene monitorato un sottoinsieme di prodotti riferito alle tariffe locali e ad alcuni servizi.

Per quanto riguarda le singole unità di rilevazione, l’Istituto di statistica ha identificato 43mila punti vendita che comprendono piccoli esercizi commerciali, grande distribuzione e mercati rionali, imprese e istituzioni, alle quali si aggiungono quasi 8mila abitazioni per la parte che riguarda gli affitti. Nel complesso, sono 390mila le quotazioni di prezzo rilevate sul territorio ogni mese.

A tutto ciò si aggiungono le 100mila quotazioni rilevate direttamente dall’Istat e circa 30 milioni di quotazioni di prezzo rilevate tramite scanner data in un campione di punti vendita.

Per adeguare periodicamente i valori monetari, ad esempio affitti, assegni dovuti al coniuge separato e Tfr, si utilizza l’indice generale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati al netto dei tabacchi (il Foi).

Infine, dal 2017, gli indici dei prezzi dei carburanti sono calcolati utilizzando il database del ministero dello Sviluppo economico.

Indice Istat: quando vengono rilevati i prezzi?

Per la rilevazione sul territorio, i prezzi vengono monitorati nei primi 15 giorni lavorativi del mese, ovvero:

  • una volta al mese per quelli dei restanti prodotti del paniere;
  • due volte al mese per quelli a elevata variabilità (frutta, ortaggi e prodotti ittici freschi, carburanti da autotrazione e da riscaldamento);
  • tre volte al mese per i prezzi delle camere d’albergo.

Una volta rilevati i prezzi, l’Istat elabora un indice elementare per ogni singolo prodotto. Per aggregazioni successive, attraverso medie ponderate, che riguardano sia i prodotti che il territorio, si arriva all’indice Istat. Il peso con cui i Comuni partecipano al calcolo dell’indice è in funzione dell’ampiezza demografica degli stessi.



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