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Chi si può diseredare?

10 Giugno 2021
Chi si può diseredare?

A quali condizioni è possibile diseredare un figlio, il marito, la moglie, i genitori, uno zio, un nipote, il genero o la nuora. 

«Diseredare» è una parola che non va tanto d’accordo con la legge italiana. Il nostro ordinamento ammette la possibilità di escludere dal testamento solo determinati soggetti, cioè coloro che non sono legati al testatore da vincoli di familiarità stretta. Per questi ultimi, invece, la possibilità di diseredare si limita solo a casi eccezionali. 

Qui di seguito vedremo, più nel dettaglio, chi si può diseredare e a quali condizioni. Ma procediamo con ordine.

Quali sono le persone che non si possono diseredare?

Come dicevamo in apertura, ci sono determinate persone che non si possono mai diseredare se non quando commettono azioni particolarmente gravi e riprovevoli. Queste persone sono i cosiddetti «eredi legittimari», coloro che, per legge, hanno sempre diritto a una quota del patrimonio del defunto.

Tali soggetti sono:

  • il coniuge, anche se separato;
  • i figli;
  • i genitori (se mancano i figli).

Dunque, anche facendo un testamento, non si può diseredare un figlio, il marito o la moglie o i propri genitori. 

Non solo. Il testamento deve per forza “citare” tali soggetti, ossia lasciare loro una quota dell’eredità. Tali quote sono così definite dalla stessa legge:

  • se il defunto non ha figli e genitori, il coniuge ha diritto a metà del suo patrimonio;
  • se il defunto non ha figli ma ha i genitori, metà dell’eredità va al coniuge e un quarto va ai genitori; l’altro quarto può essere lasciato a chi si vuole;
  • se il defunto ha un figlio e il coniuge, un terzo dell’eredità va al coniuge e l’altro terzo al figlio;
  • se il defunto ha due o più figli, un quarto dell’eredità va al coniuge e la metà viene divisa in parti uguali tra i figli;
  • se il defunto non lascia un coniuge ma solo un figlio, a questi va metà dell’eredità, mentre l’altra metà è la quota disponibile;
  • con due o più figli senza coniuge, i due terzi dell’eredità si dividono tra di loro;
  • se il defunto non lascia né figli, né coniuge ma solo genitori, a questi spetta un terzo dell’eredità.

Chi si può diseredare?

Se è vero che coniuge, figli e genitori non possono mai essere diseredati (se non nei casi eccezionali che vedremo più avanti in questo articolo), tutti gli altri soggetti – familiari e non – possono esserlo. Anzi, a ben vedere, non c’è neanche bisogno di diseredarli poiché non potrebbero comunque accampare alcun diritto sull’altrui eredità. È pertanto sufficiente non menzionarli nel testamento per far sì che questi non ottengano nulla.

Tanto per fare un esempio, il figlio del fratello (ossia il nipote) non è un erede legittimario e, quindi, lo zio non è tenuto a diseredarlo espressamente: è sufficiente che non lo citi nel testamento per far sì che questi non possa prendere nulla dell’eredità.

Allo stesso modo, non è necessario diseredare un cognato, una nuora, un genero, un cugino, un amico e via dicendo poiché questi comunque non avranno mai alcun diritto sull’eredità. 

Potrebbe però essere necessario diseredare una persona quando, in un precedente testamento, alla stessa era stata riservata una quota del patrimonio o un bene specifico. In tal caso, con un successivo testamento, si potrà dichiarare di volerla diseredare. Basterà una formula di questo tipo:

«Revoco ogni mia precedente disposizione in favore di nome e cognome, escludendolo/a pertanto dal mio testamento».

Quando si può diseredare un figlio, il marito, la moglie o i genitori?

Abbiamo anticipato che è possibile diseredare gli eredi legittimari (figli, coniuge e genitori) solo nel caso in cui questi abbiano compiuto azioni particolarmente riprovevoli che a breve elencheremo. 

Tanto per rispondere a una ricorrente domanda, non si può diseredare il coniuge separato a meno che questi non abbia subito il cosiddetto «addebito» ossia la condanna, da parte del giudice, per aver determinato la crisi del matrimonio. Succede, ad esempio, nel caso di chi tradisce o lascia la casa senza motivazioni o si macchia di violenze ai danni del coniuge. 

Non c’è bisogno invece di diseredare l’ex coniuge dopo il divorzio poiché il divorzio fa venir meno lo stato di «erede legittimario» e, quindi, ogni diritto sul patrimonio del defunto.

Vediamo allora quando si può diseredare un figlio, il marito, la moglie o i genitori ossia un erede legittimario. Affinché ciò avvenga, è necessario che ricorra una condizione di indegnità a succedere.

È considerato indegno a succedere:

  • chi ha volontariamente ucciso o tentato di uccidere la persona della cui successione si tratta, o il coniuge (al quale è equiparata la parte di un’unione civile), o un discendente, o un ascendente della medesima, purché non ricorra alcuna delle cause che escludono la punibilità a norma della legge penale;
  • chi ha commesso, in danno di una di tali persone, un fatto al quale la legge dichiara applicabili le disposizioni sull’omicidio;
  • chi ha denunciato una di tali persone per reato punibile con l’ergastolo o con la reclusione per un tempo non inferiore nel minimo a 3 anni, se la denuncia è stata dichiarata calunniosa in giudizio penale oppure ha testimoniato contro le persone medesime imputate dei predetti reati, se la testimonianza è stata dichiarata, nei confronti di lui, falsa in giudizio penale;
  • il genitore decaduto dalla responsabilità genitoriale;
  • chi ha indotto con dolo o violenza la persona, della cui successione si tratta, a fare, revocare o mutare il testamento, o l’ha impedita (è anche il caso di chi usa mezzi fraudolenti per indurre il testatore a disporre dei beni in modo diverso da come avrebbe fatto in assenza di inganno);
  • chi ha soppresso, celato o alterato il testamento (valido) dal quale la successione sarebbe stata regolata (in caso di testamento pubblico però è esclusa l’indegnità);
  • chi ha formato un testamento falso o ne ha fatto scientemente uso, a meno che non si provi che il contenuto delle disposizioni corrispondeva alla volontà del defunto e che questi aveva consentito alla compilazione della scheda da parte di lui nell’eventualità che egli non fosse riuscito a farlo o che aveva intenzione di provvedervi per evitare l’apertura della successione legittima.  

Come si disereda una persona?

Ci sono due modi per diseredare una persona. La prima, ed anche la più facile, consiste nel non menzionare il soggetto all’interno del testamento. La seconda invece è attraverso un’espressa disposizione testamentaria ossia con una dichiarazione con cui il testatore dichiara di voler diseredare il soggetto in questione.



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