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Mutuo cointestato: cosa fare se ci si separa

13 Settembre 2021 | Autore:
Mutuo cointestato: cosa fare se ci si separa

Chi paga le rate residue quando il matrimonio finisce? Chi deve rispondere alla banca se uno degli ex coniugi non vuole versare ciò che gli spetta?

Stai per sposarti, devi comprare casa e vai in banca a chiedere un mutuo. Ci siete tutti e due, futuri coniugi, e insieme sottoscrivete la richiesta di quel finanziamento destinato a concretizzare il vostro sogno di formare una famiglia. C’è l’entusiasmo dell’inizio, l’arrivo del primo figlio. Poi, si sa: non sempre tutto va come si pensava. E così l’amore svanisce, vi guardate negli occhi e decidete di separarvi. E tornate in banca per sapere se, visto che il mutuo è cointestato, cosa fare se ci si separa. Anche la banca vi guarda negli occhi. Vi dice che è tanto dispiaciuta per come sono andate a finire le cose. Ma vi dice anche che bisogna pagare.

Si passa, quindi, alla domanda successiva, che probabilmente vi farete tra di voi: chi dei due deve versare le rate? Tu che ci vivi o io che ho messo con te la firma? Separati dall’amore, uniti da un mutuo: che si fa? Vediamo.

Mutuo cointestato: chi paga in caso di separazione

Se due coniugi hanno cointestato il mutuo e poi si sono separati, devono comunque procedere insieme al pagamento delle rate. Se il contratto del mutuo firmato ai tempi in cui la coppia stava ancora insieme lo prevede, il versamento delle quote da entrambi gli intestatari è obbligatorio. A meno che la separazione non sia consensuale e non sia possibile raggiungere un accordo tra gli ex coniugi: in questo caso, sarà il giudice a decidere chi paga, anche in base all’eventuale presenza di figli minorenni.

Mutuo cointestato: se la casa è di proprietà di un solo coniuge

C’è un «però». È vero che il mutuo è intestato a due coniugi separati. Ma può essere altrettanto vero che la casa sia intestata ad uno solo dei due. Che si fa?

In questo caso, comunque, sono i due ex a dover portare i pagamenti delle rate. Ma se, per assurdo, entrambi saltassero i versamenti (per caso, per ripicca, chissà perché), la banca busserebbe ad una sola porta: a quella dell’intestatario della casa. Sarà lui a dover rispondere legalmente del debito non corrisposto.

Significa che l’altro coniuge potrebbe tranquillamente decidere di non pagare perché, tanto, ad andare nei pasticci sarebbe chi si è intestato la casa? Non è così semplice. Vediamo quali possono essere le contromosse.

Mutuo cointestato: la soluzione dell’accollo interno

Chi vede traballare la propria posizione perché ha un mutuo cointestato e si è separato dal coniuge che potrebbe decidere di smettere con il pagamento delle rate, può «giocare» sull’assegno di mantenimento. A differenza di quello divorzile, infatti, l’assegno di separazione ha lo scopo di garantire all’altro lo stesso tenore di vita goduto durante la convivenza.

Ben potrebbe, dunque, l’intestatario della casa decidere di accollarsi il mutuo in cambio di ridurre o azzerare (in base ai rispettivi importi) l’assegno. Di fare, cioè, un accollo interno, in quanto determinato da un accordo tra gli ex coniugi che non coinvolge la banca. Purché, la decisione sia riportata in modo chiaro nel documento che sancisce la separazione consensuale.

In questo caso, se la casa è intestata ad entrambi i coniugi, la banca potrebbe rivalersi sui due ex se quello accollante non pagasse. A meno che quello che vuole rinunciare al pagamento decida di uscire definitivamente di scena e di rescindere il contratto del mutuo.

Mutuo cointestato: la soluzione dell’accollo esterno

Tanto vale, a questo punto, risolvere prima la questione e decidere di fare un accollo esterno. Significa che il coniuge che non ha interesse a continuare a pagare il mutuo si mette subito da parte e cede la sua quota all’ex che diventa unico proprietario dell’immobile e unico riferimento per la banca sul finanziamento erogato in qualità di solo intestatario del mutuo.

Qui sì che la banca è coinvolta, poiché dovrà decidere se accettare o meno il recesso da parte di uno degli intestatari in base alla situazione economica di chi rimane l’unico referente per la restituzione del debito.

Nel caso in cui la banca non dovesse accettare, c’è la possibilità della surroga del mutuo, cioè del trasferimento in un altro istituto presso il quale intestare quello che manca da pagare ad uno solo dei coniugi.

Mutuo cointestato: l’estinzione anticipata o la vendita della casa

Ci sono altre due possibilità per risolvere la questione del mutuo cointestato in caso di separazione. Sicuramente più drastiche ma comunque ipotizzabili nel caso in cui quelle precedenti non fossero percorribili.

Una possibilità consiste nell’estinguere anticipatamente il mutuo. Il che, ovviamente, conviene nel caso in cui l’amore sia durato per un po’ di anni e, di conseguenza, le rate che rimangono da pagare siano poche. Costa, ma chiude definitivamente la questione.

L’altra è quella di vendere la casa e di utilizzare i soldi ricavati per pagare il debito residuo. Ovviamente, bisogna considerare l’eventuale presenza di figli minorenni e la loro sistemazione. Anche questa è una strada complicata da seguire ma da non escludere quando si arriva alla rottura definitiva.



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