Diritto e Fisco | Articoli

Quando è prevista la confisca per equivalente?

13 Settembre 2021 | Autore:
Quando è prevista la confisca per equivalente?

Misure di sicurezza: cosa sono e quando si applicano? Prodotto, profitto e prezzo del reato: cosa sono? Per quali reati si applica la confisca per valore?

La sanzione penale per eccellenza è la reclusione, cioè la detenzione in carcere per un periodo di tempo stabilito dal giudice. Per alcuni reati è prevista poi, in alternativa o in aggiunta alla reclusione, la pena pecuniaria, che consiste nell’obbligo di pagare allo Stato una determinata somma di danaro. Ci sono poi alcune ipotesi in cui è stabilita, oltre alla pena detentiva e/o pecuniaria, anche l’applicazione di un’ulteriore sanzione: la confisca. Con questo articolo ci soffermeremo su una particolare ipotesi, e cioè quando è prevista la confisca per equivalente.

Sin da subito, possiamo dire che la confisca è una misura di sicurezza di tipo patrimoniale, che colpisce cioè i beni del soggetto che ha commesso un reato. La confisca, però, non è prevista sempre, ma solo in specifici casi e per determinate cose: per la precisione, quelle che sono servite o sono state destinate a commettere il reato, ovvero che ne rappresentano il prodotto, il profitto o il prezzo. Inoltre, per alcuni reati, la legge stabilisce un particolare tipo di confisca, definita per equivalente. Di cosa si tratta? Cos’è e quando è prevista la confisca per equivalente? Se l’argomento ti interessa, prosegui nella lettura: troverai le risposte che cerchi.

Confisca: cos’è?

Come anticipato in premessa, la confisca è una misura di sicurezza patrimoniale.

Di norma, le misure di sicurezza sono sanzioni previste per persone socialmente pericolose. Possono sommarsi alla pena classica prevista per i reati oppure essere applicate in via esclusiva quando il soggetto non è imputabile: a differenza delle pene (ergastolo, reclusione, arresto, multa, ammenda), infatti, le misure di sicurezza possono essere comminate anche nel caso in cui il soggetto non possa essere condannato perché non imputabile, ad esempio perché incapace di intendere e di volere o perché minorenne.

La confisca è una particolare misura di sicurezza, in quanto prevista dalla legge anche quando la persona condannata non sia ritenuta socialmente pericolosa. Vediamo in quali casi si applica la confisca.

Confisca: quando si applica?

A prescindere dalla pericolosità sociale del condannato, la confisca può essere applicata dal giudice, in caso di condanna, su tutte le cose che servirono o furono destinate a commettere il reato, nonché sulle cose che ne sono il prodotto o il profitto [1]. In questi casi, la confisca è facoltativa.

Il prodotto del reato è quanto derivato dal compimento dell’illecito, mentre il profitto consiste nel guadagno, non esclusivamente patrimoniale, conseguente al compimento del reato (ad esempio, il provento della vendita di un bene precedentemente rubato).

Per legge, poi, il giudice, in caso di condanna, ordina sempre la confisca (confisca obbligatoria):

  • delle cose che costituiscono il prezzo del reato (cioè, quanto promesso ad un soggetto perché commetta un reato);
  • dei beni e degli strumenti informatici o telematici che risultino essere stati in tutto o in parte utilizzati per la commissione dei principali reati informatici (come ad esempio l’accesso abusivo a un sistema telematico o la frode informatica);
  • delle cose, la fabbricazione, l’uso, il porto, la detenzione e l’alienazione delle quali costituisce reato, in questa ipotesi anche se non è stata pronunciata condanna.

Confisca: su quali beni si applica?

Come visto nel precedente paragrafo, oggetto della confisca possono essere solamente le cose strettamente legate al reato commesso.

La confisca può riguardare il profitto o il prodotto di un reato, cioè le cose che derivano dalla commissione dell’illecito: ad esempio, il bottino di una rapina ne rappresenta il prodotto, mentre l’arricchimento derivante da una truffa ne è il profitto.

Sono altresì confiscabili tutte le cose che sono servite a commettere il reato (ad esempio, gli attrezzi per scassinare una porta o una cassaforte) oppure gli oggetti la cui fabbricazione, uso, porto, detenzione o alienazione costituisce reato (le armi, ad esempio), anche se non è stata pronunciata condanna.

Possono essere confiscati anche gli strumenti informatici o telematici che risultino essere stati in tutto o in parte utilizzati per la commissione di alcuni particolari reati, tipo quello di accesso abusivo ad un sistema informatico oppure di danneggiamento di software.

Confisca: in cosa consiste?

La confisca consiste praticamente nell’apprensione materiale di uno o più beni, esattamente come avviene nel caso di sequestro. In altre parole, la confisca è un’espropriazione a favore dello Stato.

Per approfondire questi specifici argomenti, è consigliata la lettura degli articoli “Differenza tra sequestro e confisca” e “Quando il sequestro diventa confisca“.

Confisca per equivalente: cos’è?

Non sempre è possibile procedere alla confisca dei beni che sono serviti per commettere un reato oppure di quelli che ne costituiscono il prodotto o il profitto, in quanto è possibile che, nelle more del procedimento o addirittura prima ancora che questo cominci, le cose confiscabili non esistano più o non siano rintracciabili. In tutte queste ipotesi, si può procedere mediante la confisca per equivalente (o per valore). Di cosa si tratta? In pratica, l’autorità giudiziaria può disporre la confisca di beni di valore corrispondente al profitto del reato.

Secondo la legge [2], i beni che hanno costituito il prezzo o il profitto di uno dei principali reati contro la Pubblica Amministrazione (concussione, peculato, corruzione, ecc.) sono confiscati a seguito di una sentenza di condanna. Se questi beni non ci sono o non sono più reperibili, è ordinata la confisca dei beni di proprietà del colpevole per un valore corrispondente al suo illecito arricchimento.

È proprio questo il significato della confisca per equivalente: anche se non è più possibile espropriare il profitto illecitamente ottenuto dal proprio reato, lo Stato confisca i beni legalmente acquistati (o comunque posseduti) dal condannato, per un valore pari all’illegittimo guadagno.

Si prenda il caso del dipendente pubblico che, avendo la disponibilità del denaro dell’ente per cui lavora, se ne appropri. Se verrà condannato per peculato, gli verranno confiscati beni per un ammontare pari al suo furto.

La confisca per equivalente è un tipo di confisca obbligatoria: in caso di condanna o di patteggiamento, deve sempre essere disposta.

Confisca per equivalente: quando è prevista?

La confisca per equivalente è prevista nel caso di condanna per i seguenti reati commessi dai funzionari pubblici contro la Pubblica Amministrazione:

  • peculato;
  • peculato mediante profitto dell’errore altrui;
  • malversazione a danno dello Stato;
  • indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato;
  • concussione;
  • corruzione;
  • induzione indebita a dare o promettere utilità.

note

[1] Art. 240 cod. pen.

[2] Art. 322-ter cod. pen.

Autore immagine: canva.com/


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube