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Come si fa a sapere se si è iscritti alla camera di commercio?

14 Settembre 2021 | Autore:
Come si fa a sapere se si è iscritti alla camera di commercio?

Nell’ambito delle normali relazioni commerciali, si possono assumere informazioni su un imprenditore o su una società tramite una visura camerale.

In Italia, chi intende esercitare un’attività economica, sia in forma individuale sia collettiva, deve obbligatoriamente iscriversi alla camera di commercio, industria, artigianato ed agricoltura (CCIAA) competente in base alla Provincia in cui si trova l’impresa.

Come si fa a sapere se si è iscritti alla camera di commercio? Basta richiedere il rilascio di una visura camerale, un documento informativo che contiene tutti i dati riguardanti le imprese presenti sul territorio. Ad esempio, in una visura camerale, sono riportati gli aspetti legali ed anagrafici di un’azienda, la sua denominazione, la forma giuridica, la sede legale, il codice fiscale, la partita Iva, il tipo di attività svolta, gli organi amministrativi e le cariche sociali.

Esistono due tipi di visura camerale: quella ordinaria, che contiene le informazioni anagrafiche, giuridiche, economiche e fiscali di un’impresa, e quella storica, che riassume i dati di un’impresa a partire dalla sua nascita.

La visura camerale ordinaria può essere redatta anche in inglese quando serve alle aziende italiane di import-export per illustrare la propria attività ad amministrazioni o autorità statali estere o ad aziende straniere che vogliono informazioni su imprese italiane.

Visura camerale ordinaria e storica: qual è il contenuto

La visura camerale ordinaria riporta tutti i dati relativi ad un’impresa validi al momento della richiesta. Oltre a quelli già sopra elencati, contiene la data di iscrizione nel Registro delle imprese, i nominativi dei soci e le relative quote di partecipazione, l’indirizzo di posta elettronica certificata (pec), la data di costituzione, il codice del Repertorio economico amministrativo (Rea) – che è una banca data nella quale confluiscono i dati contenuti nel Registro delle imprese con altre informazioni di carattere economico, statistico e amministrativo – le eventuali certificazioni di qualità, il numero dei dipendenti nell’anno in corso, gli albi, i ruoli e le licenze.

La visura camerale storica fornisce notizie sulle vicende passate di un’impresa dalla nascita all’attualità. Più precisamente, la visura camerale storica aggiunge al contenuto della visura ordinaria, le modifiche intervenute dalla costituzione fino al giorno della richiesta e, in ogni caso, in base a ciò che è stato depositato presso la camera di commercio. Ad esempio, vi sono riportate tutte le iscrizioni e i depositi degli atti nel Registro delle imprese e i valori statistici di riferimento relativi al numero di addetti che, dalla prima costituzione della società, sono stati assunti come dipendenti.

Visura camerale: a cosa serve?

La visura camerale garantisce l’effettiva esistenza di un’impresa nonché svolge una funzione di pubblicità legale di tutti gli atti che la riguardano. Quindi, una visura camerale serve quando occorre:

  • redigere un atto notarile riguardante un’azienda, quale ad esempio un preliminare, una compravendita, una procura, una cessione, un affitto, un finanziamento, ecc.;
  • verificare lo stato di attività di un’impresa, ovvero se è attiva, cessata, in liquidazione, in fallimento, ecc.;
  • identificare la tipologia degli organi amministrativi di un’impresa – ad esempio se è gestita da un amministratore unico o da un consiglio di amministrazione – e i nomi dei rappresentanti legali e dei singoli soci;
  • conoscere i poteri degli amministratori, le deleghe e le procure, ecc. nonché la sede legale di un’impresa e le eventuali sedi operative e le altre localizzazioni (sedi secondarie e unità locali);
  • verificare il tipo di attività svolta da un’impresa, cioè se primaria e/o secondaria, nonché il numero, la tipologia (vedi dipendenti, collaboratori, ecc.) e la distribuzione per categoria degli addetti (contratto, orario, qualifica);
  • accertare il possesso da parte di un’azienda di eventuali certificazioni quali ad esempio accreditamenti, iscrizioni ad albi, licenze.

Visura camerale: come si richiede e quanto costa?

La visura camerale può essere richiesta da aziende, professionisti del settore giuridico ed economico (notai o commercialisti) o da privati cittadini direttamente presso gli sportelli della camera di commercio competente per territorio.

In alternativa, è possibile richiedere la visura camerale:

  1. online, accedendo al sito del Registro imprese e utilizzando Telemaco, il servizio di sportello telematico delle camere di commercio italiane. Tuttavia, mentre l’utente non registrato a Telemaco può ottenere solo le visure ordinarie e quelle storiche, l’utente registrato può ottenere tutte le tipologie di visure camerali;
  2. rivolgendosi agli operatori professionali, che hanno accesso alle banche dati camerali sulla base di un contratto sviluppato con Infocamere.

Per richiedere la visura camerale occorre essere in possesso di alcuni dati specifici:

  • la denominazione e il codice fiscale, se si tratta di un’impresa individuale;
  • la partita Iva, nell’ipotesi di una società.

Il soggetto che intende richiedere una visura camerale relativa alla propria impresa può farlo gratuitamente, accedendo al portale Impresa Italia con la Carta nazionale dei servizi oppure mediante lo Sportello per l’identità digitale.

I costi di una visura camerale variano a seconda se si tratta di una visura ordinaria oppure storica ed anche in base alla natura dell’impresa.

Per un’impresa individuale il costo è di 4 euro nell’ipotesi di visura ordinaria e di 5 euro nel caso di quella storica. Per le società di persone il costo è di 4,50 euro (visura ordinaria) e di 5,50 euro (visura storica), mentre per una società di capitali è di 7 euro in entrambi i casi.

La visura online, invece, è gratuita.



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