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Cos’è il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali

10 Giugno 2021
Cos’è il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali

Omesso versamento dei contributi previdenziali: chi è responsabile e come riscattarli?

Cos’è il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali? Dall’esatto versamento dei contributi previdenziali dipendono diversi diritti del lavoratore: dal riconoscimento della pensione all’ottenimento dei benefici previsti dall’Inps per i disoccupati. Cosa succede però se il lavoratore dovesse accorgersi che la propria posizione previdenziale non è in regola? La regola vuole che, in linea generale, sia responsabile il datore di lavoro e che, pertanto, ciò non sia d’ostacolo all’ottenimento delle prestazioni a carico dell’Inps. Ciò per via del cosiddetto «principio di automaticità delle prestazioni previdenziali». 

Cerchiamo di comprendere, più nel dettaglio, di cosa si tratta e come funziona questo meccanismo previsto solo per i lavoratori dipendenti subordinati e non anche, ad esempio, per gli imprenditori, gli autonomi e i collaboratori esterni (i co.co.co.). 

Automaticità delle prestazioni previdenziali: cosa significa?

La nostra legge garantisce al lavoratore dipendente il diritto alle prestazioni previdenziali anche quando il datore di lavoro non gli ha versato i contributi. È tuttavia onere del dipendente che si accorga di avere la posizione contributiva non in regola di effettuare la denuncia all’Inps affinché l’Istituto si attivi per la riscossione degli stessi. 

Il termine per fare la segnalazione all’Inps è di cinque anni, dopo i quali il diritto alle prestazioni previdenziali cade in prescrizione. In questa ipotesi (ossia in caso di intervenuta prescrizione), il dipendente potrebbe intraprendere una delle seguenti strade:

  • ottenere una rendita dall’Inps a carico del datore di lavoro che, in un certo modo, compensi il suo diritto alle prestazioni previdenziali;
  • agire contro il datore di lavoro per il risarcimento dei danni;
  • riscattare i contributi non versati, pagando all’Inps le somme che a suo tempo dovevano essere versate.

Di tanto però parleremo meglio in seguito.  

Dunque, quando ci si chiede cos’è e come funziona il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali bisogna sapere che, in forza di tale meccanismo, ed in via generale, la legge riconosce al lavoratore il diritto ad ottenere le prestazioni previdenziali anche nel caso in cui il datore di lavoro non abbia versato regolarmente i contributi dovuti.

Tale principio, per quanto attiene ai trattamenti di vecchiaia, invalidità e ai superstiti, opera unicamente nei limiti della prescrizione che è di 5 anni: ciò significa che, ai fini del diritto e della misura delle prestazioni, si tiene conto soltanto della contribuzione omessa non prescritta (e dei periodi cui la stessa è riferita).

Per ottenere il riconoscimento del principio di automaticità delle prestazioni previdenziali, il dipendente è tenuto a fornire all’Inps la prova della sussistenza del rapporto di lavoro, esibendo i documenti e le altre prove oppure idonea dichiarazione.

Che succede se non sono stati versati i contributi Inps?

Nel caso di omessa contribuzione si possono verificare tre casi:

  • i contributi non sono prescritti al momento in cui si verifica l’evento-rischio assicurato (ad esempio: compimento dell’età pensionabile). Il lavoratore, in forza del principio dell’automaticità delle prestazioni assicurative, consegue il diritto alla pensione;
  • i contributi non sono ancora prescritti, ma l’evento-rischio assicurato si verificherà solo dopo la loro prescrizione (ad esempio: mancano ancora molti anni al raggiungimento dell’età pensionabile). Il lavoratore, fino al momento in cui i contributi possono ancora essere riscossi dall’Inps, può attivarsi contro l’inadempimento del datore di lavoro, in due modi: o presentando idonea denuncia all’Inps affinché provveda alla riscossione; oppure chiedendo in giudizio la condanna del datore di lavoro al pagamento dei contributi stessi. In caso di mancato tempestivo recupero dei contributi da parte dell’Inps, l’Istituto stesso si rende responsabile nei confronti del lavoratore;
  • i contributi sono prescritti. In tal caso, non opera più il principio di automaticità delle prestazioni previdenziali e non essendo più possibile la riscossione coatta dei contributi, il lavoratore, dal momento che la sua posizione assicurativa ha subito un pregiudizio irrimediabile, può chiedere nei confronti del datore il diritto al risarcimento dei danni o il risarcimento in forma specifica a mezzo di costituzione di una rendita vitalizia reversibile. La rendita ha la funzione di coprire la pensione o la quota di pensione che sarebbe spettata in relazione ai contributi omessi: gli importi a tal fine corrisposti all’Inps sono collocati nel periodo in cui i contributi avrebbero dovuto essere versati.

La rendita vitalizia 

Una volta terminato il periodo di prescrizione, il datore di lavoro non può più assolvere all’obbligo contributivo con le consuete modalità ed il lavoratore non ha alcuna possibilità di far valere un diritto prescritto (neppure attraverso la riscossione coatta dei contributi), se non attraverso un’azione risarcitoria.

Per ovviare alle eventuali omissioni contributive la legge ammette la possibilità che il datore di lavoro (o i suoi aventi causa) costituisca presso l’Inps una rendita vitalizia reversibile pari alla pensione adeguata o alla quota di essa che sarebbe spettata al lavoratore in relazione ai contributi omessi.

Il riscatto dei contributi

Il lavoratore, il pensionato o i loro superstiti che si accorga di avere la posizione contributiva non in regola può decidere di eseguire il cosiddetto riscatto dei contributi ossia coprire, a proprie spese, alcuni periodi esclusi dall’assicurazione, quali le omissioni contributive, i periodi senza obbligo assicurativo, il corso di laurea o l’assenza facoltativa per maternità e assistenza familiare.

I contributi da riscatto sono equiparati a tutti gli effetti a quelli obbligatori e, pertanto, sono utili sia per il raggiungimento del diritto alla pensione sia per l’incremento del suo importo.



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