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Concorso di colpa nel sinistro stradale

10 Giugno 2021 | Autore:
Concorso di colpa nel sinistro stradale

Principio di pari responsabilità: cos’è e come funziona? Quando si applica la presunzione di colpa? Cos’è il concorso effettivo di colpa?

Stabilire la responsabilità in caso di incidente stradale non è sempre così facile; ci sono ipotesi in cui tutti i soggetti coinvolti nel sinistro si sono resi autori di qualche infrazione al Codice della strada. In casi del genere, deve essere il giudice ad accertare le singole “quote” di responsabilità, in genere espresse in percentuali. Ci sono episodi in cui il danneggiato ha comunque una colpa nel verificarsi dell’evento lesivo, ad esempio perché non ha rispettato le norme dettate dal Codice. Con questo articolo analizzeremo il concorso di colpa nel sinistro stradale.

L’argomento non può che prendere le mosse dall’articolo del Codice civile secondo cui, nel caso di danno da circolazione di veicoli, si presume che tutti i soggetti coinvolti abbiano le stesse colpe. Si tratta del principio di pari responsabilità: tutti coloro che sono implicati in un sinistro sono parimenti responsabili, salvo che non dimostrino il contrario. Spetta dunque a ciascuno dei conducenti provare di non avere colpe.

Una recente sentenza della Corte di Cassazione [1] ha stabilito che viaggiare in prossimità della linea di mezzeria che divide le corsie non fa scattare il concorso di colpa, in quanto ai fini del risarcimento del danno va accertato se il conducente ha effettuato o meno manovre di emergenza per evitare l’impatto. Se l’argomento ti interessa e vuoi saperne di più, prosegui nella lettura: vedremo insieme come funziona il concorso di colpa nel sinistro stradale.

Principio di pari responsabilità: cos’è?

Il primo e più importante principio che regola la responsabilità nel caso di sinistro derivante da circolazione di veicoli su strada è quello della pari responsabilità.

Come anticipato in premessa, secondo il Codice civile [2], nel caso di scontro tra veicoli si presume, fino a prova contraria, che ciascuno dei conducenti abbia concorso ugualmente a produrre il danno subito dai singoli mezzi. Tale norma si applica sempre, anche quando uno solo dei veicoli riporta lesioni, con la conseguenza che l’intero ammontare dei danni debba essere ripartito tra i conducenti.

Presunzione di colpa: quando si applica?

Il principio di pari responsabilità non fa altro che presumere la colpa di tutti i soggetti coinvolti nel sinistro. Questo criterio, tuttavia, trova applicazione solamente in assenza di elementi idonei da cui desumere le effettive responsabilità dei conducenti.

In altre parole, il principio di pari responsabilità (o di presunzione della colpa al 50%) si applica solo se è impossibile attribuire le colpe in modo diverso, in base cioè al principio dell’effettiva responsabilità.

Ciò significa che, nel caso in cui si dimostri (in giudizio, ad esempio) che l’incidente si è verificato per esclusiva colpa di uno dei conducenti e che, di conseguenza, nessuna responsabilità è ravvisabile nel comportamento dell’altro, quest’ultimo è esonerato da qualsiasi conseguenza.

In altri termini, la presunzione di colpa a carico di ciascun conducente opera soltanto quando non è possibile accertare in concreto le cause e il grado delle colpe rilevanti nella produzione dell’evento dannoso.

Concorso di colpa nei sinistri stradali: cos’è?

Il concorso di colpa nei sinistri stradali può sussistere tanto nell’ipotesi di applicazione del principio di pari responsabilità quanto nei casi di accertamento effettivo delle singole colpe. Per la precisione:

  • nel caso di pari responsabilità, il concorso di colpa significa che ad ogni soggetto coinvolto nel sinistro è attribuita la stessaquota di colpa” (nel caso di incidente con due soggetti coinvolti, la responsabilità andrà ripartita al 50%; nel caso di tre soggetti, al 33%; ecc.);
  • nel caso di responsabilità effettiva, il concorso di colpa non è escluso tutte le volte in cui anche al danneggiato sia ascrivibile una porzione di responsabilità. Ad esempio, a seguito di accertamenti, il giudice ritiene che il danneggiante abbia il 70% di responsabilità, mentre il danneggiato il 30%, perché anch’egli non ha rispettato appieno le regole del Codice della strada. In questa ipotesi, vi è un concorso di colpa effettivo, anche se non paritario.

Insomma: parlare di concorso di colpa nel sinistro stradale significa che la responsabilità dell’incidente non è imputabile solamente a un soggetto ma almeno a due. Si ha dunque concorso di colpa anche quando le percentuali non sono paritarie; l’importante è che non sussista la responsabilità esclusiva.

Il principio di pari responsabilità presume sempre il concorso di colpa. Tocca ai soggetti coinvolti sconfessarlo, provando di aver osservato un comportamento che, nei limiti della normale diligenza, sia esente da colpa e conforme alle norme del Codice della strada.

Sinistri: quando non c’è concorso di colpa?

In caso di sinistro stradale, non c’è alcun concorso di colpa se la responsabilità è da attribuire in maniera esclusiva a un solo soggetto. Ciò può accadere a prescindere dal numero dei veicoli coinvolti.

Ad esempio, in caso di tamponamento a catena, la colpa ben potrebbe essere attribuita soltanto a colui che, impattando l’ultima auto in coda, ha dato origine a tutte le altre collisioni.

Secondo la sentenza della Corte di Cassazione citata in apertura, l’inosservanza di una norma cautelare, come ad esempio quella che stabilisce la posizione che il conducente deve mantenere sulla carreggiata, non comporta alcun concorso di colpa automatico.

Il caso riguardava un motociclista a cui era stato riconosciuto il concorso di colpa per aver viaggiato in prossimità della linea di mezzeria (la linea longitudinale che divide la carreggiata in corsie) anziché mantenersi scrupolosamente sul margine destro della corsia, così come stabilito dalla legge [3].

A causa di questa condotta, al motociclista veniva riconosciuto il 40% di colpa nel sinistro, consistente nell’aver investito un altro motociclista proveniente dal senso opposto che, a causa di una brusca frenata del veicolo che precedeva, era nel frattempo rovinato a terra. Insomma: secondo la ricostruzione iniziale operata dai giudici, se il conducente si fosse tenuto sul margine destro della corsia anziché procedere in prossimità della linea di mezzeria, avrebbe evitato di investire il motociclista riverso sull’asfalto.

La Corte di Cassazione, tuttavia, ribalta questa ricostruzione, stabilendo che non sussiste nessun concorso di colpa per la semplice violazione di norme prudenziali, come appunto quella che impone di mantenere la destra all’interno della corsia di marcia.

Secondo i Supremi giudici, ciò che occorre è accertare se il soggetto «abbia effettivamente mancato di effettuare eventuali manovre di emergenza per evitare collisioni con veicoli marcianti nel senso opposto».

Sempre nella stessa sentenza, si legge che «la qualificabilità del comportamento contrario a una norma cautelare in termini di colpa, rispetto a uno specifico evento, richiede, in ogni caso, il concreto riscontro di un nesso di causalità tra l’inosservanza della regola cautelare e lo specifico evento dannoso oggetto di esame».

Insomma: non c’è concorso di colpa se il giudice non accerta, in concreto, che la mancata osservanza di una norma prudenziale sia stata causa effettiva del sinistro.


note

[1] Cass., ord. n. 16192 del 9 giugno 2021.

[2] Art. 2054 cod. civ.

[3] Art. 143 cod. str.

Autore immagine: canva.com/


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