Diritto e Fisco | Articoli

Incidente: risarcimento del danno morale 

10 Giugno 2021 | Autore:
Incidente: risarcimento del danno morale 

In caso di sinistro stradale, i prossimi congiunti della persona che ha subito lesioni o è deceduta hanno diritto a un ristoro economico per la perdita affettiva. 

Gli incidenti stradali lasciano spesso uno strascico doloroso a chi li ha subiti ed ai propri parenti. Le conseguenze del sinistro possono essere mortali, e allora la sofferenza dei superstiti consiste nella perdita affettiva. Ma anche quando la vittima rimane in vita, riportando lesioni personali più o meno gravi, possono sorgere pregiudizi risarcibili. Il risarcimento del danno morale a seguito di un incidente può riguardare, quindi, la stessa persona coinvolta o i suoi familiari ed eredi. 

Il danno morale va tenuto distinto dal danno biologico, che riguarda la salute e l’integrità psicofisica, perché ha una componente emozionale, come afferma un recente studio dell’Oms, l’Organizzazione mondiale della sanità. Esso riguarda direttamente la sofferenza interiore patita dal soggetto leso dall’incidente e dalla cerchia di persone a lui affettivamente vicine. E questo dolore si può esprimere e manifestare in una molteplicità di fenomeni, che vanno ben oltre l’entità delle lesioni riportate a seguito del sinistro.

Per ottenere il risarcimento del danno morale da incidente è necessario provare in cosa consiste questa sofferenza, nelle sue varie sfaccettature: a seconda dei casi, potrà trattarsi di timore, ansia, preoccupazione, stress, disperazione, tristezza e perdita del benessere psicologico precedente all’evento. La quantificazione monetaria di tutti questi pregiudizi non è facile, ed è rimessa all’apprezzamento del giudice, che spesso ricorre ad apposite tabelle previste per i vari gradi di invalidità, apportando una maggiorazione percentuale per il danno morale riscontrato.  

Danno morale: cos’è?

Il danno morale rientra nella categoria dei danni non patrimoniali,  cioè non suscettibili di immediata quantificazione economica, a differenza delle spese mediche, riabilitative e farmacologiche. È una componente distinta rispetto al danno biologico – anch’esso di tipo non patrimoniale – che consiste nella compromissione della salute o nella perdita della vita.  

Negli incidenti stradali, come anche in quelli che si verificano sul lavoro, il danno morale è conseguenza di un fatto illecito ed è risarcibile per espressa previsione di legge [1]. Il giudice, perciò, deve tener conto di tutte le conseguenze negative subite dal danneggiato nella sua sfera morale e nella sua vita di relazione, e non può limitarsi a riconoscere i soli pregiudizi fisici. 

Il risarcimento del danno morale 

Le compagnie assicuratrici tendono spesso a negare il riconoscimento di queste “lesioni emotive” occorse alla vittima dell’incidente o ai suoi familiari. Per questo è necessario che gli specifici danni morali riscontrati vengano provati in giudizio da chi ne chiede il risarcimento, tenendo conto che si tratta di fatti interiori e non obiettivamente accertabili da una perizia medico-legale, che invece è idonea a comprovare il danno biologico.  

In particolare, le sofferenze patite e i vari tipi di turbamenti emotivi potranno essere dimostrati anche mediante presunzioni, evidenziando tutte le alterazioni della vita e dei comportamenti quotidiani successivi all’incidente rispetto a quelli precedenti. Occorre anche provare il nesso di causalità tra questi eventi e l’incidente avvenuto: il danno morale, per essere risarcibile, deve risultare come loro diretta conseguenza, anziché essere dovuto ad altri fattori indipendenti o pregressi.  

È importante chiarire che il danno morale è indipendente dalla capacità della vittima di produrre un reddito, perciò a questi fini non ha particolare importanza il fatto che, ad esempio, egli sia uno studente o un pensionato, un notaio, un operaio o un disoccupato: si ha riguardo all’entità della sofferenza umana provocata dalle lesioni o dalla perdita della vita del congiunto. 

Il risarcimento del danno morale spetta, di regola, per la perdita dei più stretti congiunti: il coniuge, i figli, i genitori. Ma la giurisprudenza recente ha esteso il riconoscimento del danno morale ad altri familiari, come i nonni, i nipoti e gli zii, anche quando non erano conviventi, a condizione che vi fosse un intenso legame affettivo tra i superstiti e la vittima. Solo in questi casi, infatti, la sofferenza supera il “normale” dolore per la perdita di un parente e diventa risarcibile. 

Calcolo risarcimento danno morale

Il danno morale viene liquidato in aggiunta al danno biologico, perché riguarda un diverso aspetto della sfera individuale. Il calcolo del danno morale avviene mediante una “personalizzazione” ad opera del giudice, che può ricorrere a criteri equitativi quando «il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare» [2].

Nella pratica, quasi tutti i tribunali italiani si basano sul sistema a punteggio delle tabelle milanesi per il risarcimento da incidente: è un metodo standardizzato che prende, come voci di partenza, l’età del danneggiato e l’incidenza percentuale del danno biologico e attribuisce i rispettivi importi base per ogni punto di invalidità permanente.

A questo punto, se il danno morale risulta provato nella sua esistenza, il giudice opera un aumento percentuale, che può arrivare anche al 30% rispetto al valore del danno biologico espresso nelle tabelle milanesi, quando la menomazione delle condizioni soggettive del danneggiato incide «in maniera rilevante su specifici aspetti dinamico-relazionali personali documentati e obiettivamente accertati» [3].

Risarcimento danno morale da incidente: giurisprudenza

I principi che ti abbiamo esposto diventano più chiari esaminando il triste caso accaduto ad uno studente universitario fuorisede, investito da un’autovettura (il cui conducente era in stato di ebbrezza alcolica), mentre attraversava sulle strisce pedonali. Il ragazzo è rimasto permanentemente invalido e non più autonomo: ha rallentato il suo percorso di studi e la madre lo ha dovuto assistere fisicamente per provvedere alle sue necessità.

Il giudice in sentenza [4] ha riconosciuto l’esistenza del danno morale, che è stato liquidato separatamente e, in aggiunta, rispetto al danno biologico per le lesioni riportate. Il tribunale ha ammesso la «dimensione introspettiva» del danno morale, e lo ha quantificato nella somma di 11mila euro per il giovane e di 8.500 euro per la madre.

Approfondimenti

Per approfondire l’argomento leggi: “Come chiedere il risarcimento del danno morale” e “Risarcimento danni morali da reato: a chi spetta“.


note

[1] Art. 185 Cod. pen. e art. 2059 Cod. civ.

[2] Art. 1226 Cod. civ.

[3] Art. 138 D.Lgs. n. 209/2005 (Codice delle assicurazioni private).

[4] Trib. Pavia, sent. n. 761 del 27.05.2021.


Sostieni LaLeggepertutti.it

La pandemia ha colpito duramente anche il settore giornalistico. La pubblicità, di cui si nutre l’informazione online, è in forte calo, con perdite di oltre il 70%. Ma, a differenza degli altri comparti, i giornali online non hanno ricevuto alcun sostegno da parte dello Stato. Per salvare l'informazione libera e gratuita, ti chiediamo un sostegno, una piccola donazione che ci consenta di mantenere in vita il nostro giornale. Questo ci permetterà di esistere anche dopo la pandemia, per offrirti un servizio sempre aggiornato e professionale. Diventa sostenitore clicca qui

Lascia un commento

Usa il form per discutere sul tema (max 1000 caratteri). Per richiedere una consulenza vai all’apposito modulo.

 


NEWSLETTER

Iscriviti per rimanere sempre informato e aggiornato.

CERCA CODICI ANNOTATI

CERCA SENTENZA

Canale video Questa è La Legge

Segui il nostro direttore su Youtube