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Quando si parla di violazione di domicilio?

15 Settembre 2021 | Autore:
Quando si parla di violazione di domicilio?

Quali sono gli elementi che fanno scattare il reato? Cosa si rischia? Si può querelare chi si trattiene in un’abitazione anche se è stato invitato ad uscire?

Non tutti hanno imparato da bambini che prima di entrare in casa di qualcuno si chiede permesso. Si tratta di persone che confondono il famoso detto «tutto il mondo è Paese» con «tutto il mondo è casa mia». Non è così, ovviamente. Dovrebbero ricordarsi che per mettere piede in una proprietà privata o si è invitati o si chiede, appunto, permesso. Altrimenti si commette reato. Quando si parla di violazione di domicilio, però?

Se qualcuno si introduce in un’abitazione da una finestra lasciata aperta per cambiare aria, appare abbastanza chiaro che si tratti di violazione di domicilio. Ma se uno sta camminando in aperta campagna e, incuriosito da un casolare caratteristico, si avvicina a guardarlo ignaro di essere entrato in proprietà privata perché non c’è una recinzione, un cancello, qualcosa che glielo faccia capire? Si parla di violazione di domicilio anche in questo caso? Vediamo.

Che cos’è la violazione di domicilio?

La violazione di domicilio è un reato previsto dal Codice penale per «chiunque si introduce nell’abitazione altrui, o in un altro luogo di privata dimora, o nelle appartenenze di essi, contro la volontà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, ovvero vi s’introduce clandestinamente o con inganno» [1].

Questo passaggio già ci dà una risposta a quell’esempio ipotizzato poco fa: non è necessario entrare in una casa dalla finestra ma basta introdursi in una qualsiasi proprietà privata, che si tratti di un cortile, di uno spiazzo davanti ad un casolare, di un terreno appartenente a qualcun altro. Purché, però, quel «qualcun altro», cioè il legittimo proprietario o chi detiene il diritto su quella proprietà, non sia d’accordo a farvi entrare altre persone.

La pena prevista per il reato di violazione di domicilio è la reclusione da sei mesi a tre anni.

Attenzione, però: violazione di domicilio significa anche non solo entrare dove non si deve ma anche rimanerci quando il proprietario della casa o del terreno (o chi ne detiene il diritto) gli ha chiesto di andarsene via.

Per procedere legalmente contro la violazione di domicilio è necessaria la querela della persona offesa, a meno che la violazione sia commessa con violenza sulle cose (persiana scardinata e finestra rotta, ad esempio) o sulle persone, oppure che chi commette il reato sia «palesemente armato», cioè che esibisca un’arma.

Violazione di domicilio: di quale proprietà si parla?

Volendo essere un po’ pignoli, si può pensare che quando si parla di violazione di domicilio ci si riferisce, proprio, al «domicilio», cioè «al luogo in cui una persona fissa la sede dei propri affari o dei propri interessi» [2]. Non è proprio così: questa definizione contenuta nel Codice civile è diversa da quella riportata dal Codice penale, il quale per domicilio intende in questo caso qualsiasi luogo privato dove si svolge la vita lavorativa e non di una persona.

Dobbiamo, dunque, pensare che «violazione di domicilio» equivale penalmente a «violazione di residenza», «violazione di abitazione», «violazione di cortile privato», e via violando ancora.

Il reato sussiste anche quando avviene in un immobile abitato saltuariamente, come la casa al mare o in montagna: conta il fatto che c’è una proprietà privata e che ci sono delle utenze a dimostrazione che esiste un soggetto titolare di un diritto su quell’abitazione.

Viceversa, non ci sarà alcuna violazione di domicilio su una casa abbandonata e disabitata o su un rudere.

Vengono considerati altresì luoghi di privata dimora gli studi professionali, le botteghe, i bar, cioè i posti in cui è possibile rimanere in maniera stabile per un certo periodo di tempo, a differenza, ad esempio, di un’auto. In macchina, si può anche fare (tra le altre cose) un pisolino durante la sosta di un lungo viaggio o anche dormire una notte. Dopodiché basta, però.

Violazione di domicilio sulle appartenenze: cosa significa?

Come abbiamo visto, il Codice penale parla della violazione di domicilio non solo per quanto riguarda l’interno di un’abitazione ma anche «le appartenenze». In questo caso, secondo la giurisprudenza, si intende i luoghi che non fanno materialmente parte integrante dell’abitazione ma sono adibiti al suo completamento.

In altre parole, quelle che comunemente vengono chiamate le «pertinenze»: una cantina, un garage, un qualsiasi altro spazio accessorio all’immobile, anche se non fisicamente collegato con la casa.

È reato trattenersi in un domicilio?

Trattenersi oltremisura in un’abitazione privata può voler dire due cose: o che si è maleducati e inopportuni e non si capisce quand’è arrivata l’ora di togliere il disturbo oppure che si sta commettendo il reato di violazione di domicilio.

Quest’ultima circostanza si manifesta quando qualcuno si rifiuta di abbandonare l’abitazione nonostante il proprietario (o chi ne vanta il diritto) gli abbia chiesto di andarsene via.

Facciamo un esempio.

Tizio fa entrare in casa sua Caio, che si è presentato come agente commerciale di un produttore di aspirapolvere. Dopo avere scambiato qualche parola e dopo aver visto una breve dimostrazione di come funziona il piccolo elettrodomestico, Tizio decide di non acquistarlo e di non perdere altro tempo in un’operazione inutile. Il venditore, tuttavia, prima chiede e poi pretende di concludere la dimostrazione con ulteriori spiegazioni più approfondite. Tizio ripete che non è il caso e insiste su Caio affinché esca da casa sua e lo lasci in pace. Se Caio non ne vuole sapere di andarsene via senza avere finito il suo lavoro, commette il reato di violazione di domicilio, poiché si sta trattenendo nell’abitazione di Tizio contro la volontà di quest’ultimo.

Tizio potrà sporgere querela contro Caio anche se non è il proprietario dell’immobile ma l’inquilino, l’usufruttuario o il comodatario.


note

[1] Art. 614 cod. pen.

[2] Art. 43 cod. civ.

Autore immagine: canva.com/


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