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Quale quota di eredità spetta al coniuge?

11 Giugno 2021
Quale quota di eredità spetta al coniuge?

Morte del coniuge: cosa spetta al marito o alla moglie superstite con o senza testamento. 

Quale quota di eredità spetta al coniuge? Quando muore il marito o la moglie e si apre la sua successione, la divisione del patrimonio ereditario dipende da una serie di circostanze. Innanzitutto, bisogna vedere se è stato fatto o meno un testamento. In secondo luogo, bisogna vedere quanti altri familiari concorrono con il coniuge alla divisione dell’eredità. Tanto per fare un esempio, in assenza di un testamento e di figli, tutta l’eredità finisce al coniuge superstite. 

In questa breve guida analizzeremo tutte le ipotesi che si possono profilare in merito alla successione del marito o della moglie. 

Prima però di spiegare quale quota di eredità spetta al coniuge dobbiamo fare una premessa in merito alle coppie separate e a quelle che hanno già divorziato. 

Quando il coniuge eredita?

Il coniuge eredita sempre, con o senza testamento.

Il coniuge eredita anche se è già intervenuta la separazione. Infatti, con la separazione non vengono meno i diritti ereditari. Il coniuge separato però non ha diritto all’eredità se ha subìto il cosiddetto addebito, ossia se è stato ritenuto responsabile per la fine del matrimonio (si pensi al caso del coniuge traditore o che ha lasciato casa).

Dopo il divorzio, il coniuge non eredita mai. 

Oltre all’eredità, il coniuge ha anche il diritto di abitazione in quella che prima era la casa coniugale, quella cioè in cui la coppia viveva e altresì il diritto di uso dei relativi mobili ed arredi. Tale diritto gli spetta fino alla morte, sicché gli altri eredi dell’immobile non possono sfrattarlo.

Quale quota di eredità spetta al coniuge senza testamento?

Se non c’è un testamento e non ci sono né figli, né genitori, né nonni, né fratelli o sorelle del defunto, il coniuge è erede universale. A lui quindi spetta tutto il patrimonio del defunto.

Se invece insieme al coniuge ci sono anche i figli, il coniuge ha diritto: 

  • alla metà dell’eredità se c’è un solo figlio;
  • a un terzo dell’eredità se ci sono più figli.

Al coniuge spettano i due terzi dell’eredità se non ci sono i figli ma se ci sono gli ascendenti e/o i fratelli/le sorelle. 

Quale quota di eredità spetta al coniuge con testamento?

In presenza di un testamento, il coniuge ha diritto a una quota minima, la cosiddetta legittima. Il coniuge non può quindi essere diseredato a meno che, in caso di separazione, non abbia subito l’addebito. Questo perché, per legge, i familiari più stretti – i cosiddetti «legittimari» – hanno sempre diritto a una percentuale dell’eredità, a prescindere dalla volontà del testatore. 

In buona sostanza, il testatore ha diritto a lasciare a chi vuole solo una quota del suo testamento (la cosiddetta «quota disponibile»), mentre la restante parte deve andare sempre agli eredi legittimari, ossia coniuge, figli o, in assenza di figli, genitori (la cosiddetta quota indisponibile o «di riserva»).

Qui di seguito vedremo qual è la quota di riserva che spetta sempre al coniuge e che, ovviamente, non pregiudica la possibilità di ricevere anche una quota superiore dell’eredità.

Se non ci sono né figli, né ascendenti, il coniuge ha diritto a metà dell’eredità.

Se insieme al coniuge ci sono anche dei figli, il coniuge ha diritto:

  • a un terzo dell’eredità se c’è un solo figlio;
  • a un quarto dell’eredità se ci sono più figli.

Se insieme al coniuge ci sono gli ascendenti ma non ci sono figli, il coniuge ha diritto a metà dell’eredità.



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