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Cos’è la potestà tutoria?

15 Settembre 2021 | Autore:
Cos’è la potestà tutoria?

A protezione delle persone incapaci di agire viene nominato un tutore legale dotato di specifici poteri.

Per coloro che non sono in grado di provvedere autonomamente ai propri interessi, più precisamente per i minori e per gli interdetti, l’ordinamento giuridico italiano ha previsto lo strumento della tutela legale, dettando un’apposita disciplina nel Codice civile.

La ragione della previsione legislativa è nella particolare situazione di svantaggio in cui vengono a trovarsi i predetti soggetti. Infatti, a causa dell’età o a seguito della pronuncia di una sentenza di interdizione, sono affetti da un’assoluta incapacità d’agire tale da non poter compiere alcun atto giuridico da soli. Hanno, quindi, bisogno di un tutore, cioè di un rappresentante legale che agisce per loro conto.

Ma cos’è la potestà tutoria? Si tratta della potestà attribuita al tutore legale di rappresentare i minori e gli interdetti e di provvedere alla cura dei loro interessi personali e patrimoniali.

Il tutore legale viene nominato per i minorenni, quando entrambi i genitori sono morti o quando, per altre cause, non possono esercitare la potestà genitoriale. Si pensi, ad esempio, ai casi di dichiarazione di assenza, di morte presunta, di incapacità dei genitori, di residenza all’estero dei genitori, di decadenza dalla potestà genitoriale, ecc. Il tutore legale viene nominato anche per gli interdetti, cioè per i maggiorenni e per i minori emancipati che, trovandosi in uno stato abituale di infermità di mente, non sono in grado di provvedere ai propri bisogni.

Tutore legale: da chi viene nominato e come avviene la scelta?

Il tutore legale viene nominato dal tribunale territorialmente compente in base al domicilio del minore o dell’interdetto. Nella prima ipotesi, il tutore è di regola la persona designata dal genitore che per ultimo ha esercitato la potestà genitoriale; tale designazione può essere avvenuta mediante testamento, con atto pubblico oppure con scrittura privata autenticata.

In mancanza o se vi ostano gravi motivi, il tutore viene scelto tra gli ascendenti o tra altri parenti prossimi o affini del minore. In ogni caso, si deve trattare di una persona maggiorenne e di ineccepibile condotta.

Se mancano parenti conosciuti o idonei nel luogo di domicilio del minore, può essere nominato un estraneo oppure può essere investita della tutela l’amministrazione locale o un ente di assistenza che poi operano attraverso un incaricato, provvedendo a svolgere direttamente l’attività di rappresentanza o di assistenza.

Per quanto attiene il tutore dell’interdetto la scelta avviene, preferibilmente, nello stesso ambito familiare, potendosi trattare del coniuge non separato, di una persona stabilmente convivente, del padre, della madre, del figlio, del fratello e o della sorella e comunque di un parente entro il quarto grado.

Se è necessario si può nominare tutore una persona estranea come nel caso di assenza di parenti o di conflitto di interessi. Deve comunque trattarsi di un soggetto di ineccepibile condotta.

In entrambi i casi esaminati, colui che è stato nominato tutore può rifiutarsi se:

  • ha più di 65 anni;
  • ha tre figli minorenni;
  • è gravemente malato;
  • esercita già un’altra tutela.

Protutore: quando viene nominato?

Il giudice tutelare può nominare, oltre al tutore, un protutore che ha la funzione di rappresentare il minore/interdetto in caso di conflitto di interessi tra quest’ultimo e il tutore.

Il protutore, altresì, può sostituire il tutore per il compimento degli atti urgenti, quando questi sia venuto a mancare o abbia abbandonato la funzione. Spetta comunque al protutore promuovere la nomina del tutore.

Potestà tutoria: i doveri del tutore legale

Il tutore legale, sia del minore sia dell’interdetto, dopo la nomina presta giuramento in cui dichiara di essere pienamente consapevole di incorrere in sanzioni qualora non dovesse adempiere al suo ufficio. In relazione a quest’ultimo, il tutore deve:

  • avere cura della persona del minore/interdetto e rappresentarla in tutti gli atti civili;
  • amministrare i beni del minore/interdetto;
  • procedere alla formazione dell’inventario dei beni del minore/interdetto;
  • tenere regolare contabilità e annualmente rendere conto al giudice tutelare.

Per il compimento di alcuni specifici atti, il tutore deve essere autorizzato dal giudice tutelare. Si pensi ad esempio al caso in cui il minore/interdetto debba accettare o rinunciare ad un’eredità, incassare somme, accettare un risarcimento del danno, vendere un immobile.

Per altri atti, invece, è necessaria l’autorizzazione del tribunale, previo parere del giudice tutelare e con l’intervento del pubblico ministero.

Più precisamente, nell’ipotesi di:

  1. alienazione di beni ad eccezione di quelli soggetti a facile deterioramento;
  2. costituzione di pegni o di ipoteche;
  3. stipula di divisioni, compromessi o transazioni.

Gli atti compiuti senza l’autorizzazione del giudice tutelare o del tribunale, possono essere annullati su istanza del tutore, del tutelato, dei suoi eredi o degli aventi causa.

Tutore legale: si può rimuovere o esonerare?

Il tutore legale può essere rimosso se si dimostra negligente, inetto, insolvente oppure abusa dei suoi poteri. Il giudice tutelare non può comunque rimuoverlo se non dopo averlo sentito o citato. Potrebbe, tuttavia, sospenderlo immediatamente dall’esercizio della tutela a fronte di comportamenti gravi.

Il decreto di revoca del tutore legale può essere reclamato dinanzi al tribunale dei minori, quando il beneficiario della tutela è un minore, oppure dinanzi al tribunale in composizione collegiale, quando il beneficiario della tutela è un interdetto.

Il tutore legale può chiedere ed ottenere dal giudice tutelare di essere esonerato dall’incarico, se esso sia divenuto eccessivamente gravoso e vi sia altra persona atta a sostituirlo. Comunque, l’esercizio delle funzioni deve protrarsi fino a che il nuovo tutore non abbia assunto l’incarico con la prestazione del giuramento.

Quando termina la tutela legale

L’incarico di tutore legale può terminare se sono decorsi dieci anni dall’inizio, fatta eccezione per i prossimi congiunti, oppure se è venuta meno la causa dell’interdizione. In entrambi i casi, il tutore deve rendere il conto finale al giudice tutelare che provvede ad approvarlo.



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