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Procura sostanziale mediazione avvocato

11 Giugno 2021
Procura sostanziale mediazione avvocato

Quando e come si può delegare l’avvocato a partecipare all’incontro in mediazione.

Tutte le volte in cui la mediazione è obbligatoria, la presenza delle parti dinanzi all’organismo è obbligatoria. Queste cioè non possono farsi sostituire dai propri avvocati così come invece succede nelle normali udienze dinanzi al giudice.

Di recente, però, la Cassazione ha aperto uno spiraglio, consentendo alle parti di farsi rappresentare in mediazione ma con dei limiti ben precisi. In particolare, è necessario conferire all’avvocato una procura sostanziale per la mediazione. Di cosa si tratta e come si redige? In realtà, le indicazioni fornite dalla Suprema Corte sono molto scarne, anche se, dall’elenco delle sentenze che indicheremo qui di seguito, è possibile già farsi un’idea di come agire.

C’è comunque da dire che alcuni ordini professionali hanno già pubblicato, sui propri siti, il modello della procura sostanziale all’avvocato per la mediazione. Il punto però più delicato non è tanto stabilire il “come” redigere tale atto, ma il “quando” e le “motivazioni” da fornire in merito all’assenza della parte. Cerchiamo allora di fare il punto della situazione.

Quando l’avvocato può rappresentare il cliente in mediazione

Come si diceva in apertura, un recente orientamento giurisprudenziale ammette che, nella comparizione davanti al mediatore, la parte possa farsi sostituire da un proprio rappresentante sostanziale, anche dallo stesso avvocato che l’assiste nel procedimento, purché dotato di apposita procura autenticata che preveda espressamente la partecipazione alla mediazione e il conferimento dei diritti sostanziali che ne sono oggetto.

Con una recente pronuncia la Cassazione ha detto che [1]: «Al primo incontro davanti al mediatore devono essere presenti sia le parti che i loro avvocati. La parte che per sua scelta o per impossibilità non possa partecipare personalmente può farsi sostituire da una persona a sua scelta e, quindi, ma non solo, anche dal suo difensore munito di procura speciale sostanziale. La condizione di procedibilità si intende positivamente assolta con l’avvio della procedura di mediazione e con la comparizione al primo incontro davanti al mediatore, all’esito del quale la parte può liberamente manifestare il suo parere negativo sulla possibilità di proseguire utilmente la procedura».

La sintesi è dunque che la partecipazione alla mediazione è delegabile con procura speciale.

I tribunali di primo grado, però, non hanno abbandonato l’interpretazione più rigida e, secondo numerose sentenze di merito, al procedimento di mediazione è necessaria la presenza personale delle parti, non delegabile [2]. Unica eccezione è il caso di un giustificato motivo di impedimento assoluto.

Non può considerarsi «giustificato motivo» la convinzione dell’infondatezza delle pretese di controparte [3] o l’esposizione di motivazioni di stile [4].

Ricordiamo comunque che, nelle cause che vedono coinvolti i consumatori contro i professionisti (ed a cui quindi si applica il Codice del consumo), la mediazione non è mai obbligatoria e dunque la parte, pur volendo esperire tale tentativo, potrà comunque farsi assistere e rappresentare da un avvocato senza sottostare ai limiti che abbiamo appena indicato.

È vero, scopo della mediazione è mettere in contatto diretto le parti proprio per la buona riuscita dell’incontro. Tant’è che, se una delle parti non può partecipare, il mediatore può disporre un rinvio del primo incontro e sollecitare, anche informalmente (ad esempio, tramite telefono), l’avvocato della parte assente.

Proprio per queste necessità la parte non può limitarsi a delegare il proprio avvocato in mediazione ma deve conferirgli un’apposita procura speciale avente appunto ad oggetto la partecipazione alla mediazione e il potere di disporre dei diritti sostanziali che ne sono oggetto.

Avvocato in mediazione: è necessaria la procura notarile?

Secondo alcuni giudici, la semplice procura speciale non basta. È necessaria la procura speciale notarile o quantomeno l’autentica della firma del delegante.

Una cosa è certa: la semplice procura autenticata dall’avvocato non è sufficiente. E ciò probabilmente perché l’avvocato è pubblico ufficiale solo quando autentica la procura ad litem e non anche quella sostanziale.

La Corte d’Appello di Napoli ha detto, ad esempio, che «il procedimento di mediazione obbligatoria ex D.Lgs. n. 28/2010 abbia natura personalissima, con la conseguenza che esso esige la presenza personale della parte, ovvero la presenza di un rappresentante munito di procura speciale. All’uopo, le parti possono conferire procura speciale ad altri soggetti per farsi rappresentare nel procedimento di mediazione, a condizione che sia espressamente conferito loro il potere di parteciparvi. Il rappresentato, quindi – trattandosi di rappresentanza avente natura negoziale e non processuale – deve conferire adeguata procura ad negotia che autorizzi il rappresentante ad agire in nome e per conto, con chiara specificazione dei poteri e dei limiti e solo la procura notarile speciale, redatta per il singolo affare, è idonea a fornire le indispensabili garanzie sulla sua utilizzabilità nei riguardi di terzi» [5].

Secondo la Cassazione ed altri giudici di merito, il potere di sostituzione deve essere conferito, dalla parte che non può partecipare personalmente alla mediazione, con procura speciale sostanziale, «non essendo sufficiente la procura conferita al difensore e da questo autenticata» [6].

Modello facsimile procura speciale sostanziale all’avvocato in mediazione

Riportiamo qui di seguito, nell’apposito box, una possibile formula che può assumere la procura sostanziale rilasciata all’avvocato per la mediazione a cui deve essere allegata la fotocopia del documento d’identità.


«Io sottoscritto …….. conferisco procura speciale al Sig./Sig.ra …., nato a il …/…../…. (C.F…………), residente a ……, in Via …… n. …… a rappresentarmi nel procedimento di mediazione avanti all’Organismo di Mediazione …… nella procedura tra …. e …. avente ad oggetto “…….”, conferendogli all’uopo ogni più ampia facoltà e potere ed autorizzando espressamente ad avviare o aderire al procedimento, a manifestare la volontà di proseguire o di non proseguire in maniera effettiva la mediazione, a nominare esperti durante la procedura (CTM), a transigere e conciliare la suddetta controversia nel modo che riterrà più opportuno, pagare ed incassare somme, assumere impegni per il pagamento degli oneri dovuti all’organismo o ad eventuali esperti, a richiedere una proposta conciliativa al mediatore ai sensi dell’art. 11. D Lgs. 28/10, nonché a rifiutare od accettare la stessa, disponendo totalmente dei

diritti/interessi coinvolti e a sottoscrivere l’accordo conciliativo dando sin d’ora per rato e valido il suo operato.

Dichiaro che il nominato procuratore è completamente a conoscenza dei fatti e, pertanto, gli si conferisce espressamente il pieno potere di disporre dei diritti sostanziali che sono oggetto della richiamata procedura di mediazione e di fare ciò che ritenga utile ed opportuno per il suo svolgimento.

Autorizzo il procuratore e l’Organismo di Mediazione incaricato al trattamento dei propri dati personali ai sensi dell’art. 13 del Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n.196 “Codice in materia di protezione dei dati personali” e dell’art. 13 del GDPR (Regolamento UE 2016/679).

note

[1] Cass. civ. 27.3.2019 n. 8473, Cass. Civ. 5.7.2019 n. 18068; Cass. Civ. 16.9.2019 n. 23003. Trib. Salerno 15 gennaio 2020, Trib. Milano 2 luglio 2019  n. 6458, Trib. Milano 11 giugno 2019 n. 5605.

[2] Trib. Forlì 2 febbraio 2021, Trib. Roma 27 giugno 2019 n. 13630, Trib. Firenze 8 maggio 2019,Trib. Pavia 26 settembre 2016, Trib. Pavia 18 maggio 2015, Trib. Pavia 1° aprile 2015, Trib. Pavia 9 marzo 2015, Trib. Bologna 5 giugno 2014, Trib. Pavia 20 gennaio 2017, Trib. Modena 2 maggio 2016, Trib. Vasto 9 marzo 2015, Trib. Napoli Nord 30 gennaio 2017, Trib. Firenze 26 novembre 2014.

[3] C. App. Genova, provv. n. 652/2020; Trib. Verona, sent. del 13.05.2016.

[4] Trib. Roma provv. 10.07.2014.

[5] Corte d’Appello di Napoli, Sezione II civile, sentenza 29 settembre 2020, n. 3227.

[6] Tribunale di Monza, Sezione I civile, sentenza 16 aprile 2021, n. 793; si veda anche, Tribunale di Catania, IV sezione civile, sentenza 18 gennaio 2021, n. 263


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