Fisco: nuovi controlli retroattivi

11 Giugno 2021 | Autore:
Fisco: nuovi controlli retroattivi

Torna il Redditometro, lo strumento che confronta entrate e uscite dei contribuenti nell’ambito della lotta all’evasione. Accertamenti dal 2016.

Era una questione di tempo. Ed ora quel tempo è arrivato: come promesso nel 2018 dal Governo Conte I, il Fisco ha cominciato ad oliare il meccanismo del Redditometro per rimetterlo in moto dopo tre anni di «blocco per manutenzione». Lo strumento che consente di stabilire la ricchezza (o la povertà, dipende dai punti di vista) degli italiani, mettendo a confronto quello che guadagnano e quello che spendono, sta per tornare. Nessuno si illuda di poter uscire vivo dalle verifiche del Fisco rigando dritto d’ora in poi se prima ha cercato di fare il furbo: il Redditometro promette nuovi controlli retroattivi. In pratica, gli accertamenti partiranno dal periodo d’imposta 2016. Come da manuale, dunque, gli ispettori passeranno al setaccio gli ultimi cinque anni dei contribuenti.

Era il 2018 quando Lega e Movimento 5 Stelle, allora al Governo a sostegno di Giuseppe Conte, mandarono ai box il Redditometro con l’intenzione di modificare i criteri di accertamento. Si parlò molto di una sua definitiva scomparsa, visti gli scarsi risultati ottenuti fino a quel momento, ma si optò per tentare di far funzionare la macchina dei controlli in modo diverso prima di fermarla del tutto. Venne fatta una promessa: prima di riprendere gli accertamenti, si chiameranno in causa l’Istat e le principali associazioni dei consumatori per decidere insieme i criteri con cui stabilire «la metodica ricostruzione induttiva del reddito complessivo in base alla capacità di spesa ed alla propensione al risparmio dei contribuenti». Ecco, adesso siamo arrivati a quel punto. Il Dipartimento delle Finanze ha dato il via alla consultazione, che si concluderà il 15 luglio. Dopodiché, verranno aggiustati gli ultimi elementi ed il Redditometro sarà pronto a ripartire.

Il Fisco, dunque, è pronto a ripassare che cos’hanno fatto con i loro soldi gli italiani negli ultimi cinque anni. Nell’ambito della lotta all’evasione fiscale, si metteranno a confronto i dati sulle entrate e sulle uscite. La logica dell’Agenzia, in linea molto generale, è questa: chi guadagna 100 e spende 150, ha una parte del reddito in nero. Ma anche chi guadagna 100 e spende zero deve avere un reddito in nero per campare, altrimenti con quali soldi va al supermercato, paga l’affitto e le bollette, mette benzina alla macchina, ecc.?

I controlli, però, scatteranno solo quando ci sarà uno scostamento di oltre il 20% tra i redditi dichiarati e quelli ricostruiti in base a quella logica che abbiamo appena citato ed ai nuovi criteri che verranno individuati nelle consultazioni in corso.

Le tipologie di spesa su cui si concentreranno le verifiche del Fisco sono diverse. Tra queste si possono segnalare:

  • alimentari e bevande;
  • abbigliamento e calzature;
  • combustibili ed energia;
  • abitazione;
  • mobili, elettrodomestici e servizi per la casa;
  • sanità;
  • trasporti e comunicazioni;
  • istruzione;
  • tempo libero, cultura e giochi;
  • investimenti (polizze assicurative, contributi volontari, azioni e titoli, ecc.);
  • tasse.

Verranno analizzati in modo meticoloso i conti correnti, sui quali il Fisco cercherà di utilizzare meglio le potenzialità della Superanagrafe dei rapporti bancari concentrandosi sui dati principali: saldo a inizio e a fine anno, movimenti in entrata e in uscita e giacenza media. Torniamo alla logica di prima: confronto tra ciò che entra e ciò che esce a seconda anche del tenore di vita manifestato dal contribuente e delle sue potenziali esigenze (da single oppure con coniuge e figli da mantenere, ecc.). Non a caso, il Redditometro terrà conto di 55 varianti di famiglie tipo, ovvero di 11 nuclei familiari diversi, e delle differenze tra la stessa tipologia di nucleo a seconda del territorio in cui vive.

E il contribuente? Dovrà farsi mettere gli occhi addosso dal Fisco e restare inerme qualsiasi cosa succeda? Non proprio. È prevista per lui la possibilità di sedersi a tavolino con gli ispettori e di spiegare eventuali presunte incongruenze. Ad esempio, se ha comprato una casa al mare e, apparentemente, non guadagna abbastanza per potersela permettere, potrà dire se ha dei risparmi da parte che gli hanno consentito di poter fare l’acquisto.



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