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Pistola senza tappo rosso: Cassazione

11 Giugno 2021
Pistola senza tappo rosso: Cassazione

Armi giocattolo: l’uso o il porto fuori dall’abitazione senza tappo rosso è ancora reato?

Integra contravvenzione il porto senza motivo di pistole scacciacani sprovviste del tappo rosso occlusivo della canna

Il porto senza giustificato motivo, fuori dalla propria abitazione, di strumenti in metallo riproducenti armi (pistole giocattolo) ovvero strumenti di segnalazione acustica che esplodono cartucce a salve (pistole scacciacani), sprovvisti del tappo rosso occlusivo della canna, integra la contravvenzione di cui all’art. 4, comma 2, l. 18 aprile 1975, n. 110, come modificato dall’art. 5 d.lg. 26 ottobre 2010, n. 204, in relazione all’art. 5, comma 4, della predetta legge.

Cassazione penale sez. II, 10/12/2019, n.2922

Sussiste rapina aggravata nel caso di pistola giocattolo priva del tappo rosso

L’uso o il porto di un’arma giocattolo priva dei relativi dispositivi di identificazione assume rilevanza penale laddove venga impiegata nella realizzazione di un reato di cui l’uso o il porto di un’arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante. Sussiste dunque il reato di rapina aggravata dall’uso di un’arma laddove l’agente si proponga di conseguire il suo scopo mediante l’uso di una pistola giocattolo priva del dispositivo di identificazione del tappo rosso.

Cassazione penale sez. II, 09/10/2018, n.6955

Il semplice uso o porto fuori della propria abitazione di un giocattolo riproducente un’arma sprovvisto di tappo rosso non è previsto dalla legge come reato. L’uso o porto fuori della propria abitazione di un tale giocattolo assume rilevanza penale soltanto se mediante esso si realizzi un diverso reato del quale l’uso o porto di un’arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante, come avviene quando il giocattolo riproducente un’arma, sprovvisto di tappo rosso, sia usato nei delitti di rapina aggravata (nel caso in esame è stato accertato in fatto l’uso nella realizzazione della rapina di un’arma giocattolo priva di tappo rosso). 

Cassazione penale sez. II, 19/07/2018, n.46946

Ai fini della sussistenza della circostanza aggravante dell’uso delle armi nel delitto di rapina occorre, qualora la minaccia sia realizzata utilizzando un’arma giocattolo, che questa non sia riconoscibile come tale. (Nella specie, la Corte ha escluso la sussistenza dell’aggravante in quanto dalle deposizioni testimoniali era risultato che l’arma era munita di tappo rosso alla canna).

Cassazione penale sez. II, 17/11/2017, n.4712

Porto pistola giocattolo senza tappo rosso: non è reato

Il semplice uso o porto fuori della propria abitazione di un giocattolo riproducente un’arma sprovvisto di tappo rosso non è previsto dalla legge come reato. L’uso o porto fuori della propria abitazione di un tale giocattolo assume rilevanza penale soltanto se mediante esso si realizzi un diverso reato del quale l’uso o porto di un’arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante, come avviene quando il giocattolo riproducente un’arma, sprovvisto di tappo rosso, sia usato nei delitti di rapina aggravata (Cass SSUU n. 3394 del 1992 Rv. 189520). Nel caso in esame è stato accertato in fatto l’uso nella realizzazione della rapina di un’arma giocattolo priva di tappo rosso.

Cassazione penale sent. 465946/18

Porto di pistola giocattolo senza tappo rosso: è reato

Il porto senza giustificato motivo, fuori dalla propria abitazione, di strumenti in metallo riproducenti armi (pistole giocattolo) ovvero strumenti di segnalazione acustica che esplodono cartucce a salve (pistole scacciacani), sprovvisti del tappo rosso occlusivo della canna, integra il reato contravvenzionale di cui all’art. 4 della legge 18 aprile 1975 n. 110 (nel testo modificato dall’art. 5 del D.Lgs. 26/10/.2010 n. 204), in relazione all’art. 5, quarto comma, della predetta legge. 

Cassazione penale sez. VII, 15/01/2015, n.38216

La sussistenza dell’aggravante dell’uso di un’arma deve considerarsi ancorata al dato obiettivo dell’uso dell’arma giocattolo priva del richiesto tappo rosso, a prescindere da ogni valutazione in ordine alla sua reale capacità intimidatoria. Tuttavia si deve pur sempre trattare di un oggetto che abbia l’apparenza esteriore di un’arma, tale da ingenerare equivoco (esclusa, nella specie, la sussistenza dell’aggravante, atteso che l’oggetto non aveva caratteristiche tali da presentare l’aspetto di un’arma, trattandosi di un giocattolo di plastica).

Cassazione penale sez. II, 09/10/2014, n.43880

Il porto di una pistola ad aria compressa integra il reato contravvenzionale di cui all’art. 4 l. n. 110 del 1975 solo se la potenzialità offensiva dell’arma non sia particolarmente elevata e se quindi rilasci un’energia cinetica inferiore a 7,5 joule. (Fattispecie relativa al porto di una pistola giocattolo priva di tappo rosso, in cui la Corte ha precisato che, in caso risulti di potenzialità superiore, la pistola dev’essere qualificata come arma comune da sparo). 

In senso conforme v. Sez. I, 17 giugno 2005, n. 33670, Cioni, in C.E.D. Cass., n. 232278, secondo cui le armi cosiddette da bersaglio da sala ad emissione di gas o ad aria compressa o a gas compressi non rientrano nella categoria delle armi comuni da sparo se i proiettili erogano una energia cinetica non superiore a 7,5 joule, con la conseguenza che la detenzione non comporta obbligo di denuncia e il porto non è soggetto ad autorizzazione.

Sulla stessa linea, nel senso che le armi suddette sono escluse dalla categoria di quelle “comuni da sparo” e rientrano nella più ampia categoria di “armi” a cui fa riferimento l’art. 4, comma 1, l. n. 110 del 1975, v. Sez. I, 11 maggio 2006, n. 27783, Martino, in questa rivista, 2007, p. 3011.

Cassazione penale sez. I, 23/03/2011, n.13601

L’uso o porto fuori della propria abitazione di un’arma giocattolo sprovvista del tappo rosso o con il tappo rosso reso non visibile non è previsto dalla legge come reato, ma assume rilevanza penale solo se mediante esso si realizzi un diverso reato del quale l’uso o il porto di un’arma rappresenti elemento costitutivo o circostanza aggravante di un reato diverso. Sussiste pertanto l’aggravante della minaccia con uso di arma ove la minaccia sia compiuta con un’arma giocattolo il cui pur esistente tappo rosso sia occultato, anche solo temporaneamente, in modo da non renderlo “visibile” alla persona offesa. (In motivazione, la Corte ha osservato che è la visibilità, e non l’esistenza del tappo, ad escludere la configurabilità dell’aggravante, per la quale rileva solo l’apparenza estrinseca dell’arma).

Cassazione penale sez. V, 11/03/2003, n.16647

Sono configurabili come armi giocattolo i modelli di arma ad aria compressa o a gas, destinati agli adulti, con la conseguente applicabilità ad essi della normativa prevista dall’art. 5 comma 4 e 6 della legge n. 110 del 1975 e successive modifiche che sanziona la produzione e la commercializzazione di giocattoli riproducenti armi che non abbiano l’estremità della canna parzialmente o totalmente occlusa da un visibile tappo rosso incorporato.

Cassazione penale sez. I, 28/04/1994

Ai fini della configurabilità del reato di cui all’art. 5 commi 4 e 6 l. n. 110 del 1975, consistente nella produzione o commercializzazione di “giocattoli riproducenti armi” che non abbiano la “estremità della canna parzialmente o totalmente occlusa da un visibile tappo rosso incorporato”, per “giocattoli” devono intendersi non solo gli oggetti prodotti per l’infanzia, ma anche tutti quelli che abbiano come funzione naturale quella di essere destinati al divertimento, ivi compresi quelli relativi alle attività ludiche degli adulti, di tal che il tappo rosso destinato a distinguere le armi giocattolo da quelle vere va apposto anche ai modelli non destinati ai bambini.

(La Cassazione ha altresì rilevato che la circostanza che nel d.lg. 27 settembre 1991, n. 313 – concernente l’attuazione della direttiva n. 88/378/CEE relativa al riavvicinamento delle legislazioni degli Stati membri concernenti la sicurezza dei giocattoli – siano menzionati tra i prodotti non considerati giocattoli “le armi ad aria compressa” e le “imitazioni fedeli di armi da fuoco reali” non significa che esse giocattoli non siano, ma soltanto che si tratta di oggetti fabbricati per l’attività ludica degli adulti, per la costruzione dei quali non è necessaria l’osservanza delle specifiche cautele dettate per i prodotti destinati ad essere usati dai bambini).

Cassazione penale sez. I, 28/04/1994



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