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Zio senza figli: chi paga la casa di riposo?

16 Settembre 2021 | Autore:
Zio senza figli: chi paga la casa di riposo?

I nipoti devono farsi carico delle rette della Rsa? Che succede se l’anziano non è autosufficiente ed ha un reddito basso?

L’avvocato Gianni Agnelli disse in un’occasione: «Si può fare tutto, ma la famiglia non si può lasciare». Probabilmente, il suo concetto di famiglia andava al di là di quella formata da coniuge e figli ma abbracciava anche altri affetti di sangue, come fratelli e zii. D’altronde, per dirla con le parole dello stilista Stefano Gabbana, la famiglia «è un senso di appartenenza sovrannaturale», non una moda passeggera. Ecco perché, nel momento del bisogno, scatta un meccanismo di protezione e di sostegno tra i parenti. A volte, però, quel meccanismo si inceppa perché diventa complicato ed oneroso da far funzionare. Può succedere, ad esempio, quando c’è uno zio rimasto da solo che necessita di una struttura assistenziale, di un ricovero in una Rsa. Che i rapporti con lui siano buoni o meno buoni, per lo zio senza figli chi paga la casa di riposo?

La domanda di fondo riguarda il presunto dovere dei nipoti di farsi carico materialmente dello zio. C’è, senz’altro, chi si affida al proprio cuore e al buon senso, prima ancora di consultare il Codice civile. C’è, invece, chi non muoverebbe un dito se non è tenuto a farlo perché non ha mai avuto con lui una relazione degna di questo nome. A questi ultimi, che cosa chiede la legge? Vediamo.

Zio senza figli: chi deve pagare la casa di riposo?

Il Codice civile [1] stabilisce quali sono le persone che devono occuparsi materialmente di un familiare in stato di necessità, come può essere lo zio senza figli che deve essere ricoverato in una casa di riposo e che non riesce a pagare la retta da solo. Bisogna scorrere l’elenco proprio in quest’ordine, poiché, ad esempio, la seconda figura citata interviene solo se manca la prima, la terza solo se mancano la prima e la seconda, ecc.

Si tratta, dunque delle persone che sono tenute a garantire ai familiari in difficoltà i cosiddetti «alimenti legali», ovvero le prestazioni di assistenza materiale dovute per legge a chi si trova in stato di bisogno economico, come stabilito anche dal dovere di solidarietà sancito dalla nostra Costituzione. Ne consegue, per la persona bisognosa, un diritto che viene qualificato come obbligazione di durata.

Le persone obbligate, secondo il Codice civile, sono:

  • il coniuge;
  • i figli legittimi o legittimati o naturali o adottivi, e, in loro mancanza, i discendenti prossimi anche naturali;
  • i genitori e, in loro mancanza, gli ascendenti prossimi, anche naturali; gli adottanti;
  • i generi e le nuore;
  • il suocero e la suocera;
  • i fratelli e le sorelle germani o unilaterali, con precedenza dei germani sugli unilaterali.

Solo in mancanza di tutti questi parenti devono intervenire i nipoti (figli di fratelli) per pagare la casa di riposo dello zio.

Questo significa che se è ancora in vita un fratello, il nipote può anche disinteressarsi dello zio. Cosa mai auspicabile dal punto di vista umano ma possibile dal punto di vista legale.

Zio senza figli: quando non va pagata la retta?

Oltre ad essere in fondo all’elenco delle persone obbligate che devono farsi materialmente carico di un familiare in difficoltà, c’è un altro elemento che può impedire al nipote di pagare la retta della casa di riposo per lo zio senza figli.

Va detto, innanzitutto, che spesso, al momento del ricovero di un anziano non autosufficiente, i parenti vengono chiamati in causa dalla struttura per garantire che venga versata la quota spettante all’assistito nel caso il reddito del paziente non bastasse per effettuare regolarmente i pagamenti. I familiari, però – in questo caso, i nipoti dello zio senza figli – non devono pagare alcunché se la persona ricoverata ha contemporaneamente:

  • più di 65 anni;
  • condizione di non autosufficienza;
  • grave disabilità.

Questi tre elementi richiedono che la retta risponda all’Isee dell’assistito, il che esclude che i parenti debbano essere interpellati per i pagamenti [2]. E chi deve versare la quota, allora? Secondo la Cassazione [3], dovrà essere il Comune a farlo: di fronte alla mancanza di reddito o ad una grave disabilità dell’anziano, i familiari possono inviare una disdetta e non pagare la quota del loro congiunto.

Addirittura, se lo zio non solo non è autosufficiente ma ha un’invalidità al 100% nulla può essere chiesto né a lui né ai suoi parenti, come ha stabilito una sentenza del tribunale di Verona [4]. Non solo: nel caso in cui sia stata pagata qualche somma, è possibile richiedere la restituzione dei soldi al Comune [5].

note

[1] Art. 433 cod. civ.

[2] Legge n. 380/2000.

[3] Cass. sent. n. 26863/2008.

[4] Trib. Verona sent. n. 2384/2013.

[5] Trib. Firenze sent. del 13.08.2012 e sent. del 18.09.2012.


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