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Fino a quanto si può riscuotere dalla vendita di oro?

17 Settembre 2021 | Autore:
Fino a quanto si può riscuotere dalla vendita di oro?

Esiste un limite di legge sull’importo che si può ricavare dal commercio di oggetti preziosi? Qual è la soglia per riscuotere in contanti?

In tempi di vacche magre, qualsiasi soluzione può essere buona (purché sia legale, ovviamente) per mettere insieme qualche soldo extra che aiuti ad affrontare dei pagamenti imprevisti. Uno di questi è la vendita di oro, cioè di quegli oggetti che hanno un certo valore e di cui, onestamente, si può fare anche a meno. Viene però da chiedersi se un’operazione del genere equivale a risolvere il problema economico o se, al massimo, ci mette una pezza. Tutto dipende dalla cifra che si ottiene vendendo i cosiddetti «gioielli di famiglia». E non tanto per la quotazione o per l’offerta fatta da chi lo acquista ma per eventuali limiti di legge. Fino a quanto si può riscuotere dalla vendita di oro? Esiste una soglia massima?

Altro dubbio che va risolto quando si decide di portare anelli, braccialetti o catenine dal Compro oro: è possibile incassare i soldi in contanti o ci vuole un assegno o un altro strumento tracciabile?

Ecco qual è la procedura.

Vendita di oro usato: esiste un limite?

La legge non prevede un limite per quanto riguarda la quantità di oro da vendere. Più se ne ha, più è puro e più pesa, più soldi vengono pagati. La soglia che, invece, ha posto la normativa dal 2017 in poi [1] riguarda il metodo di pagamento.

In sostanza, l’operazione di compravendita di oro o di altri oggetti preziosi può essere effettuata in contanti solo per importi inferiori ai 500 euro. Ciò non significa, ovviamente, che un anello del valore di 600 euro non possa essere venduto: significa che tutto ciò che supera il limite dei 499,99 euro deve essere corrisposto con strumenti di pagamento tracciabili.

La scelta, dunque, è tra fare, ad esempio, un assegno di 600 euro per quell’anello o di pagare in contanti 499,99 euro ed il resto con un assegno o un bonifico. Il pagamento dovrà essere registrato sulla scheda relativa all’operazione di compravendita.

La scheda deve riportare:

  • la verifica dell’identità del cliente;
  • la descrizione specifica dei gioielli oggetto della compravendita, la loro natura, la caratura ed il peso;
  • la doppia indicazione del valore di mercato del metallo riportata su un organo di stampa ufficiale ed il prezzo applicato alla compravendita;
  • l’importo pattuito tra le parti;
  • due fotografie, scattate da angolazioni diverse, dei gioielli oggetto di compravendita;
  • la data e l’ora della conclusione dell’operazione;
  • l’importo corrisposto e gli estremi del pagamento effettuato;
  • la marca da bollo da 2 euro da applicare sulla scheda di acquisto oro per un importo superiore a 77,47 euro, il cui valore può essere scalato dal netto da pagare.

Inoltre, il titolare del negozio di Compro oro deve utilizzare un conto corrente bancario o postale dedicato esclusivamente alle transazioni eseguite nell’esercizio della sua attività.

Vendita di oro: resta traccia del cliente?

Può capitare che, per qualsiasi motivo (vedi eventuali problemi con il Fisco), qualcuno voglia vendere degli oggetti preziosi senza farlo sapere. Vuole agire, insomma, da «cliente anonimo»: ti do l’oro usato, mi dai i soldi e chi si è visto si è visto. Questo non è possibile. Come detto poco fa, l’operazione si può eseguire solo se il cliente-venditore di oro fornisce i propri dati anagrafici tramite un documento d’identità (patente, passaporto, carta d’identità). In questo modo, il titolare del negozio potrà anche verificare se il cliente è maggiorenne.

Non si tratta solo di portare l’operazione alla luce e, quindi, agli occhi del Fisco, ma anche di tenere sotto controllo la frequenza con cui una stessa persona vende degli oggetti in oro o di sapere se, ad esempio, qualcuno sta tentando di «piazzare» della merce rubata.

Lo stesso vale per gli operatori professionisti del settore, cioè per le persone giuridiche che acquistano dei preziosi dal negoziante. Quest’ultimo sarà tenuto ad accertarsi del fatto che, effettivamente, si tratti di un addetto ai lavori tramite una visura camerale con l’indicazione delle cariche sociali. Gli operatori che acquistano oro usato al fine di fondere il metallo prezioso per lavorarlo successivamente devono effettuare obbligatoriamente l’iscrizione nel Registro degli addetti del settore.

Non solo: il Compro Oro è tenuto a garantire sistemi di conservazione della documentazione che consentano una rapida messa a disposizione delle autorità giudiziarie in caso di specifica richiesta, e tali da evitare manomissioni dei documenti.

Vendita di oro: come vengono valutati gli oggetti?

Altro aspetto importante per sapere fino a quanto si può riscuotere con la vendita di oro è quello che riguarda la valutazione degli oggetti preziosi. Il corrispettivo dipenderà da tre fattori, ovvero:

  • la caratura dei gioielli;
  • la quotazione dell’oro sul mercato;
  • il peso degli oggetti.

Non guasta dare una controllata in casa prima di portare i gioielli dal Compro oro con una bilancia il più precisa possibile, per quanto non ci siano dei motivi per mettere in discussione l’onestà dell’operatore. L’importante è che quest’ultimo – visto che è quello che ha l’ultima parola – utilizzi una bilancia elettronica tarata a norma, omologata, e con il visore rivolto verso il cliente al fine di evitare ogni possibile dubbio.


note

[1] Art. 2 D.lgs. n. 92/2017.


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