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Eredità: anche l’usufrutto sui beni del defunto soddisfa la legittima

27 Aprile 2014
Eredità: anche l’usufrutto sui beni del defunto soddisfa la legittima

Non viola il principio della intangibilità della legittima il testatore che lasci al coniuge o ai figli il solo usufrutto generale sui propri beni.

Il testatore che destina all’erede anche solo il semplice usufrutto sui propri beni non viola la legittima. A dirlo è una recente e interessante sentenza del tribunale di Trento [1].

Come noto, il cosiddetto principio dell’intangibilità della quota di legittima stabilisce che chi fa testamento non può disporre, in modo totalmente libero, dei propri beni, ma deve sempre prevedere la destinazione di una parte del patrimonio ai parenti più stretti (detti, appunto, legittimari) come il coniuge, i discendenti e ascendenti (leggi l’articolo: “Eredità: quando il testamento lede le quote degli altri parenti legittimari”) [2].

Ebbene, secondo i giudici, tale principio deve intendersi non solo in senso, per così dire, “quantitativo” (ossia riferito solo alla “quantità” di beni lasciati in eredità), ma anche in senso “qualitativo”: il testatore potrebbe, infatti, soddisfare i legittimari lasciando loro beni di qualunque natura, purché compresi nell’asse ereditario.

Questo significa che non viola l’intangibilità della legittima il testatore (che, in gergo tecnico viene anche detto “de cuius”) che abbia lasciato al coniuge solo l’usufrutto generale sui beni mobili ed immobili nonché la piena proprietà di crediti, contanti, depositi bancari e postali, sempre che il valore di detti beni copra la quota riservata al coniuge.

Ciò perché l’attribuzione dell’usufrutto generale sui beni ereditari non può considerarsi come un semplice legato, ma come istituzione di erede vero e proprio.


note

[1] Trib. Trento sent. n. 965 del 30.10.2013.

[2] Artt. 536 e 540 cod. civ.

Autore immagine: 123rf.com


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