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I sordomuti possono guidare?

17 Settembre 2021 | Autore:
I sordomuti possono guidare?

La sordità non impedisce ai soggetti che ne sono affetti di condurre con sicurezza veicoli a motore.

Il Codice della strada prevede un particolare tipo di patente, quella speciale, che può essere conseguita dalle persone affette da minorazioni anatomiche, funzionali o sensoriali, per condurre veicoli opportunamente modificati in funzione delle proprie patologie o veicoli che comunque non presentano caratteristiche costruttive tali da rendere necessario uno specifico adattamento. Tra questi soggetti rientrano anche i sordomuti, che possono guidare dopo aver preso l’apposito permesso.

La procedura per la patente speciale inizia con il rilascio del certificato di idoneità da parte della Commissione medica locale di riferimento (Cml). La Cml può essere quella territorialmente competente in base alla residenza degli aspiranti patentati oppure una diversa, se richiesto. In ogni caso, spetta alla Commissione medica locale accettare o meno l’istanza di accertamento. Per saperne di più sull’argomento, prosegui nella lettura dell’articolo. Ti spiegheremo quando i sordomuti possono guidare.

Patenti speciali: quali sono?

Le patenti speciali si distinguono in:

  • A speciale (AS), che abilita a condurre tutti i motoveicoli di massa complessiva sino a 1,3 tonnellate;
  • B speciale (BS), per guidare i motoveicoli, esclusi i motocicli, e gli autoveicoli di massa complessiva non superiore a 3,5 tonnellate e con un numero di posti a sedere non superiore a 9 persone compreso il conducente;
  • C speciale (CS), per la guida degli autoveicoli di massa complessiva superiore a 3,5 tonnellate ma inferiore a 11,5 tonnellate;
  • D speciale (DS), per condurre gli autoveicoli con un numero di posti a sedere non superiore a 16 persone, escluso il conducente.

Come possono guidare i sordomuti?

I sordomuti possono guidare con la patente speciale; per conseguirla devono sottoporsi ad una visita di idoneità psicofisica presso la Cml, presentando un certificato medico su un’apposita modulistica all’ufficio competente dell’Azienda sanitaria locale (Asl) ed allegando la fotocopia di un documento di riconoscimento in corso di validità.

Peraltro, durante la visita, possono farsi assistere dal proprio medico di fiducia.

Una volta ottenuto il certificato di idoneità da parte della Cml, i sordomuti possono sostenere la prova di teoria per prendere il permesso di guida.

All’uopo devono presentare un’istanza alla Motorizzazione civile, predisponendola su un modulo disponibile (modello 2112 Mec) presso gli uffici della stessa Motorizzazione civile, sul portale dell’automobilista oppure presso le autoscuole.

Superato l’esame di teoria, viene loro rilasciato il foglio rosa con cui possono iniziare le esercitazioni alla guida su un veicolo della stessa categoria per la quale hanno richiesto la patente.

Durante le esercitazioni, a fianco dei sordomuti, deve trovarsi, in funzione di istruttore, una persona:

  • di età non superiore ai 65 anni;
  • munita da almeno 10 anni di patente valida per la stessa categoria di quella per la quale intendono conseguire la patente o di una categoria superiore.

Inoltre, i sordomuti devono rispettare i limiti di velocità previsti per i neopatentati, devono portare sempre con sé un documento di riconoscimento e il foglio rosa, devono guidare un veicolo su cui è stata apposta la lettera “P” sulla parte posteriore, salvo che si tratti di un mezzo di un’autoscuola dove è apposta la targa “scuola guida”.

I sordomuti non sono tenuti a seguire un numero minimo di lezioni di guida presso un’autoscuola autorizzata come, invece, è richiesto per coloro che intendono conseguire la patente B.

L’esame di guida pratico per i sordomuti si svolge con le medesime modalità prescritte per la patente senza limitazioni e secondo le prescrizioni contenute nel certificato di idoneità rilasciato dalla Commissione medica locale.

All’esito positivo della prova pratica, viene rilasciata la patente speciale.

Esame teorico di guida per i sordomuti: come si svolge?

L’esame teorico per il conseguimento delle patenti speciali di norma si svolge con il metodo informatizzato. Tuttavia, i candidati affetti da sordomutismo possono sostenerlo oralmente.

A tal fine, gli aspiranti patentati devono presentare un’apposita istanza allegata al modello 2112 Mec, nella quale devono altresì specificare se intendono farsi assistere, a loro spese, da un interprete appartenente alle competenti sezioni provinciali dell’Ente nazionale sordomuti.

La prova si esegue utilizzando una scheda d’esame quiz cartacea della quale l’esaminatore legge le domande, chiarendo con appropriate proposizioni o scelta di vocaboli, la terminologia esposta.

Rinnovo patente speciale per sordomuti: come avviene?

In genere, le patenti speciali hanno una validità di 5 anni e per il rinnovo bisogna nuovamente rivolgersi alla Commissione medica locale, tranne nel caso in cui si sia in presenza di una patologia stabilizzata e non suscettibile di aggravamento. In tale ipotesi, infatti, per il rinnovo si segue una procedura semplificata.

Pertanto, se all’esito della prima visita di accertamento dell’idoneità psicofisica la Cml giudica il paziente affetto da una patologia stabilizzata e non suscettibile di aggravamento, i successivi rinnovi possono essere effettuati presso il medico monocratico. Di conseguenza, la durata della patente speciale è quella ordinaria prevista dal Codice della strada, ovvero dieci anni fino ai 50 anni, cinque anni fino ai 70 anni, tre anni fino agli 80 anni e due anni dagli 80 anni in poi.

Per quanto attiene al rinnovo della patente rilasciata ai sordomuti, con una circolare del ministero della Salute del 2014 [1] è stato precisato che rientrando la sordità tra le patologie stabilizzate, detto rinnovo va effettuato come per una qualsiasi patente normale, ovvero facendo la visita di accertamento dei requisiti psicofisici presso un medico monocratico nell’ufficio dell’Azienda sanitaria locale territorialmente competente cui sono attribuite funzioni in materia medico-legale. Non è richiesta, quindi, la visita presso la Cml di riferimento.


note

[1] D.M. n. 80/2014.

Autore immagine: depositphotos.com


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