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Separazione dei beni e mutuo familiare: causale bonifico

26 Giugno 2021
Separazione dei beni e mutuo familiare: causale bonifico

Intendo contribuire alle spese di ristrutturazione ed ampliamento della casa in cui abito con mia moglie ed i miei figli. La casa è intestata a mia moglie. Per sostenere i costi mia moglie ha contratto un mutuo, con me come garante. Intendo contribuire al pagamento della rata mensile. Siamo in regime di separazione dei beni. Quale causale deve avere il bonifico?

Per fugare qualsiasi dubbio, in futuro, circa la non liberalità dell’operazione economica, la causale più adeguata sarebbe: “Mutuo n. ____ del _______ su immobile sito in _____________ – Partecipazione pro quota”.

In questo modo, Lei non lascerebbe alcun dubbio sulla natura dell’operazione: dichiarerebbe, semplicemente, il pagamento di quota parte del mutuo acceso a nome di Sua moglie per l’acquisto dell’immobile familiare, senza parlare di donazione, regalia, contributo o qualsiasi altra forma ondivaga, ma dichiarando espressamente una partecipazione alla spesa.

Se, poi, vuole tutelarsi ancor di più, ed evitare che Sua moglie, un domani, possa minimamente pensare di rifiutare la richiesta di rimborso, allora potrebbe stipulare con la stessa un contratto con il quale lei attesta che le somme che verserà mensilmente sono date a titolo di mutuo gratuito.

Difatti, è valido il mutuo tra coniugi nel quale l’obbligo di restituzione sia sottoposto alla condizione sospensiva dell’evento, futuro ed incerto, della separazione personale, non essendovi alcuna norma imperativa che renda tale condizione illecita agli effetti dell’art. 1354, comma 1, c.c. (Cassazione civile, sez. III, 21/08/2013, n. 19304).

In parole più semplici, è del tutto conforme a legge ed ai principi generali che il coniuge, ricevuta, in costanza di convivenza, dall’altro coniuge, in mutuo (contratto tipico) una somma di denaro si obblighi a restituirla nell’ipotesi in cui le parti procedano in futuro a rituale separazione personale: l’obbligo della restituzione non viola nessuna norma; è altresì da escludere che l’obbligo di restituzione del coniuge mutuatario possa comunque ledere il suo diritto a procedere del tutto liberamente alla separazione, diritto personalissimo che non tollera alcuna limitazione.

Discorso diverso sarebbe stato in caso di comunione legale, dove vige l’irripetibilità del denaro personale impiegato quale versamento iniziale per l’acquisto del bene che concorre a formare la comunione, operando unicamente il diritto di ciascun coniuge sulla ripartizione del bene (o del valore di esso) in pari quota, al momento della divisione.

Per tali ragioni, io approccerei una proposta finalizzata a stipulare questa scrittura privata, magari giustificandola del fatto che, un domani, se Sua moglie dovesse decidere di lasciarla, Lei resterebbe privo di alcuna tutela.

Nel caso in cui dovesse vedere che Sua moglie non tanto accoglie tale richiesta, onde evitare screzi familiari, procederei con la causale sopra indicata, che comunque tutela, in regime di separazione dei beni, il Suo patrimonio.

Articolo tratto dalla consulenza resa dall’avvSalvatore Cirilla



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